Le memorie di Edward Cullen

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Le memorie di Edward Cullen

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:40 pm

questa è una fanfict...tipo Midnight sun.....comunque ancora non è finita....ma la ragazza che la sta facc ha il pc rotto...perciò forse a un momento mi fermerò
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Re: Le memorie di Edward Cullen

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:40 pm

‘Mi chiamano Demonio,figlio del Male,Errore di Dio,Divoratore di anime,Creature delle Ombre,Spezzavite,il Freddo.Nessuno ha mai chiesto il mio nome,nessuno è mai diventato mio amico,Nessuno tranne la mia famiglia mi ha mai realmente amato.Con il tempo ho imparato a chiudermi in me stesso,a proteggere la mia famiglia,ho abbandonato la mia natura umana e seguo solo il mio istinto.Leggo nelle loro menti,nei loro pensieri.Sento attrazione nei nostri conforti,la loro curiosità,la loro paura.Bramano la nostra vicinanza ma ci temono.La loro natura gli impone di sopravvivere e,forse per questo,comprendono,nel loro profondo,che IO sono una creatura leggendaria,pericolosa.Il mio nome é Edward Cullen,sono un vampiro,e queste,sono le mie memorie.

Capitolo 1 L'inizio del buio
Non riesco a muovermi,la febbre è alta,i miei occhi non riescono a mettere a fuoco,vedo movimenti sfocati attorno a me.E' tutto cosi confuso,da tempo non sento più il tocco di mia madre sul mio corpo,non ho la forza nemmeno per versare una lacrima,perdonami.Ogni mio respiro sembra essere un altro tentativo di riprendere indietro la mia vita,ma,la morte nera sembra giocare con me e la tira pian piano a sè,e come se volesse punirmi per i miei tentativi,per i miei respiri,mi lascia nell'agonia del dolore.L'unico conforto che mi arriva,è da questa mano che ancora una volta,come altre volte,mi sfiora.E' un tocco pacato e dolce,gelido,mi da sollievo,m sfiora solo un attimo,sento ancora la sua mano che vorrebbe posarsi,ma induce.Provo ad aprire gli occhi,mi sembra di scorgere sul suo viso paura,ribrezzo,diffidenza,come se si apprestasse a compiere qualcosa di cui ancora non sa se è capace.Ma no,cosa penso,ormai la febbre mi fa delirare,non capisco cosa aspetta la morte a prendermi,perchè mi fa soffrire così,questa è solo una lunga marcia verso una sola direzione che prosegue a rilento,un lento marcire su di un letto di ospedale,tra altri moribondi come me..senza speranza nè sogni.

E' notte,lo capisco dal silenzio che regna nella mia camera,non sento più voci,nè grida,nè pianti di uomini e donne che non vogliono morire;credo che la porta della mia stanza sia chiusa,sono solo,eppure,i miei sensi avvertono la presenza di un qualcosa,l'aria è gelida,immobile.Forse sto davvero impazzendo,forse è la mia immaginazione,il mio desiderio di avere qualcuno accanto..eppure questa sensazione di non essere solo non mi abbandona..e sinceramente neanche lo temo,anzi se qualcuno fosse davvero accanto a me,un qualcuno che mi potesse toccare,potrei anche morire felice,almeno non sarei solo,ancora.
E ad un tratto sul mio volto,sentì una mano gelida sfiorarmi,dolcemente,conoscevo quel esto così delicato e non ebbi paura."Edward",sentire pronunciare il mio nome dopo tanto tempo e da una voce così musicale e forte,mi riempì il cuore di gioia,si era accorto che esistevo,conosceva il mio nome,forse voleva essermi amico prima dell'evento finale,forse non voleva lasciarmi solo.L'ombra parlò"Edward,il mio nome è Carlisle,lavoro in questo ospedale,non avere timore."TIMORE?,ma come avrei potuto aver timore di un amico,di un qualcunoche finalmente mi si avvicinava,mi sfiorava,non temeva il contaggio,biascicai un timido "non ho paura",ma non capì se il soffio delle mie parole fossero state udite."Bene"disse Carlisle"Ascoltami,sono quì per mano di tua madre e dalla sua ultima richiesta"mamma,pensai,feci una smorfia di dolore con il viso,il mio cuore accellerò,sentivo il bisogno di lei in tanto male,solo dopo un pò ricomincia a respirare normalmente,fu allora che l'amico riprese a parlare:"Poco prima di morire mi disse:"Prenditi cura di mio figlio.è la cosa più preziosa che ho messo al mondo,è il mio amore,è il mio tesoro,fai qualsiasi cosa in tuo potere per salvarlo,te ne prego.Leggo nei tuoi occhi che puoi,lo sento.E allora eccomi quì,Edward,a farti la mia proposta,chiamala speranza o follia,ma ascoltami con attenzione,perchè da questa strada non vi è ritorno."

Il mio nome è Carlisle Cullen e sono una creatura millenaria,sono un vampiro,Edward,un immortale,il cui unico potere è ridare la vita togliendo la vita.Avrai un corpo nuovo,rigenerato,curato,impossibile da essere infettato da altri mali,sarai forte,veloce,imprendibile,ma sarai una creatura condannata all'eternità,al buio,al segreto,alla solitudine.Prigioniero per sempre di un corpo giovane,non crescerai,non muterai,uguale e dannato fino alla fine dei tempi.Rinuncerai alla tua vita umana,il tuo unico cibo sarà il sangue,non potrai farne a meno,non potrai rifiutare,sarà per sempre parte della tua nuova condizione.Credo sia questa la punizione per noi non morti,nutrirci del sangue di altre creature,carpirne la loro essenza e lasciarle esamine,al suolo.Comprendi ciò che ti dico?"
Chi era questo pazzo,questo sadico folle?Come osava prendersi gioco del mio dolore,usare mia madre,mia madre morta,per propormi questo abominio di bugie.
La furia mi si riversò dentro come un fiume in piena,ma ero un incatenato alla malattia maledetta che lentamente mi distruggeva,il cuore accellerò nuovamente i battitti e il mio respiro divenne più violento,non so come lui se ne accorse e mi disse"Edward,so che ti sembrerà tutto assurdo,illogico,irrazionale,ma devi credermi,ti prego,devi credermi,non potrei mai mentirti ne ferirti,ho promesso."Con uno sforzo sovrumano aprì i miei occhi e li puntai sul suo viso,volevo con tutte le mie forze che il mio odio lo colpisse,ma rimasi attonito,basito,fermo,mai nella mia vita avevo visto occhi così belli,erano ambrati,di un oro caldo e accogliente,velati,tuttavia,dalla malinconia,occhi di un uomo solo,occhi sinceri.Dissi"SI",si che volevo rinascere,che non volevo morire,che volevo stare vicino a quell'uomo,sentirmi suo amico,anche lui come me non aveva nessuno,lo sentivo,lo percepivo.Dissi nuovamente"SI".Ero pronto.
"Non sarà facile,sentirai del dolore,dolore che non so descriverti a parole,ma desidererai essere morto,di non voler essere mai nato,che ti uccidano che ti spengano il cuore in fiamme.Sei pronto a tutto questo Edward?Sei pronto?".
"Si",dissi in un soffio,"Si,Carlisle,prendimi.".Lo senti avvicinarsi a me, un dolore acuto,poi il buio.


Dov'ero?attorno a me il nulla,il buio.Sentivo solo le urla di un uomo,erano grida disperate,incomprensibili,rimasi in ascolto per capire,per comprendere,erano suoni familiari...era..era la mia voce..ero io quell'uomo che gridava con furia..fui risucchiato come dentro a un vortice.Compresi dov'ero.

Sentivo il mio corpo morire,il veleno caldo muoversi vorticosamente dentro di me,lo sentivo divorare la mia umanità,bruciare le mie carni e modellarmi a suo piacimento.Boccheggiavo,disperatamente,in cerca d'aria,i miei polmoni erano occlusi,non riuscivo a respirare,li sentivo morire.Sentivo le mie ossa spezzarsi e rigenerarsi,la mia gola ardere. Volevo,desideravo morire.
Uccidetemi,uccidetemi."Carlisle"gridai,"sono qui Edward,sono qui"mi rispose stringendomi le mani.Non so quanto tempo durò,non so quanto urlai,so solo che a un certo punto fu silenzio.Fu l'inizio del buio.


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2 capitolo

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Gio Giu 18, 2009 9:14 am

Capitolo 2 Ribellione Adolescenziale
Erano passati dieci anni da quando avevo abbandonato Carlisle ed Esme,fragile vampira che voleva essermi madre,lei,che sembrava non capire i miei conflitti,il mio odio,lo stesso stato di confusione che viveva lei.Esme che viveva in un mondo tutto suo.

Ricordo ancora il nostro ultimo incontro,prima della mia grande decisione,ABBANDONARLI.
"Come puoi impormi questo Carlisle?"gridai con tutte le mie forze"Come puoi pretendere che io conduca questa vita?".Segregato,ingannato,mi teneva rinchiuso con vuote parole di speranza,"Passerà"mi diceva"dei abituarti,devi resistere."Resistere al sangue umano?Voleva che mi cibassi di animali,come una bestia.Io che desideravo sangue caldo,intensamente,non pensavo ad altro.La mia gola bruciava di voglia come un tossicodipendente,VOLEVO,PRETENDEVO."Lasciami"gli ringhiai contro"DEVO ANDARE",stringevo con le mani la mia testa,ero un pazzo furioso.

Con il corpo lo spinsi via."Edward,so come ti senti,ci sono passato anch'io,sei un neo vampiro,è solo questione di esercizio,non pensarci,cerca di focalizzare altro,pensa a me ad Esme,pensa ai suoi sacrifici,anche lei,come te,sta provando con dolore e sofferenza a non attaccare,a non uccidere.Edward,puoi riuscirci,puoi farcela.Io credo in te."Lo guardai come un pazzo guarda alla ragione,sorrisi come un ghigno malvagio e dissi:"Chi sei tu?Cosa sei tu per me?Io sono libero,tu mi hai dannato,lasciami dannare come io desidero.Lasciami vivere ASSASSINO."
Pronunciai quell'ultima parola con odio allo scopo di ferirlo,perchè sapevo quanto gli era costato trasformarmi.Mi mossi in direzione della porta,Esme era sul punto di piangere,ma le lacrime non sono concesse a noi TIMORATI DI DIO,Carlisle stava zitto,immobile,lo sguardo fisso per terra,le mani strette in una morsa,chiusi a pugni,sanguinava.Lo avevo ferito,non mi importava.Odiavo il suo controllo,il suo potere su di me,la sua pace interiore,lo odiavo perchè bramavo essere come lui,ma ero debole e non volevo riconoscerlo.Stavo per aprire la porta,quando lo sentì addosso a me,con tutta la sua forza."Siamo la tua famiglia,adesso,Edward,la tua famiglia."Ero più forte di lui,lo spinsi via con violenza,andò a sbattere contro la credenza,la ruppe,mi fisso,io lo fissai e gli dissi:"Tu non sei mio padre".Aprì la porta e corsi fuori nella notte,verso la mia unica compagna,la solitudine.

Vagai per molto tempo,senza casa,senza patria,senza amici,solo.Era questa la vita che mi ero scelto.Avevo scelto la bestia che era in me,il mostro.Non provavo più sentimenti,ne altro.
La sete,la sete,la sete.
Questo era il mio unico pensiero.

Solo di una cosa Carlisle poteva essere fiero,le sue parole mi erano entrate in testa."Nutriti di animali,Edward",avevo messo in pratica quella sua folle teoria,ma avevo scelto altri tipi di predatori,per la mia caccia.Stupratori,assassini,violenti,beoni,tutti cadevano nella mia rete,ascoltavo i loro putridi pensieri,sporcarmi la mente e desideravo la loro lenta morte per mano mia.

Mi cibavo di loro senza riguardo,senza rispetto.Non provano pena nè pietà,non provavo ribrezzo nemmeno per me stesso,mi convincevo al fine di essere un eroe,ripulivo la città dalle melme,davo loro la giusta punizione.Ovviamente mi illudevo,sciocco vampiro.Il loro sangue non faceva altro che placare la mia sete per un pò,mentre io rimanevo lì,accanto al corpo del povero diavolo che mi era capitato fra le mani,con la testa vuota.Infine scappavo,non dal luogo che mi aveva visto assassino,ma da me stesso,dal vecchio Edward,che tornava con la mente sempre là,a Carlisle,a quelle parole;"Siamo la tua famiglia,adesso,siamo la tua famiglia".Fu soltanto una notte,in un vicolo cieco, di fronte ad un assassino,che capì le parole di Carlisle.Lo avevo inseguito,braccato per quasi un miglio,aveva tentato di uccidere una ragazza,ma lo avevo fermato e lasciato andare.Sentivo il suo panico crescere mentre correva nel buio,sapeva che lo stavo seguendo.Adoravo vederli scappare,metterli nella stessa posizione delle loro vittime,amavo farli soffrire,prima di ucciderli.Ero il loro giudice,il loro carnefice,il loro giustiziere.Capì troppo tardi di essere finito in un vicolo cieco,e con un balzo felino atterai fra lui e l'uscita.Mi eressi in tutta la mia figura,i miei occhi erano neri come la notte,la gola bruciava,pretendeva il suo premio.Lo fissai pronto a saltargli al collo,ma l'assassino mi stupì,si rivolse a me."So chi sei,creatura della notte",fece un inchino,"il tuo nome è leggenda,da queste parti,il popolo ti chiama giustiziere,eroe.Ma chi,creatura,tu credi di essere?"sorrise in modo squallido e proseguì:"Il popolo vanta le tue gesta,approva il tuo metodo brutale di ucciderci,ti loda per il tuo coraggio"sputò per terra a questa parola"Coraggio?sei solo un lurido vigliacco,squallida creatura,ti credi Dio?Chi ti da il permesso di giudicare?Chi ti da il permesso di farci morire?Sei un dannato,come tutti su questa terra,un maledetto dannato che creperà all'inferno".Si scagliò con violenza verso di me con il suo pugnale,Folle.Lo spinsi via con un gesto,sbatte contro una parete del vicolo,sentì le sue ossa spezzarsi,mi avvicinai al suo corpo,all'odore del sangue che colava dalle sue ferite.Incrociai il suo sguardo,era euforico,lo sguardo di un pazzo,mi vidi riflesso nei suoi occhi,occhi di un bugiardo,diventati specchio delle mie verità.Io ero lui.Mi sorrise e prima di morire potei afferrare le sue ultime parole."Assassino".
Da quella notte,non riuscì più a toccare sangue,le parole di quell'assassino mi bruciavano dentro,mi investivano con tutta la loro verità,mi sentivo come una rosa bianca macchiata di sangue infetto.Oppresso da sensazioni che non conoscevo prima,fu solo con il passare del tempo che seppi dargli un nome,Rimorsi.
Mi sentivo sporco,infangato,impuro,mi guardavo nella pioggia,nei riflessi dell'acqua e scorgevo il viso di un estraneo,non era il viso che mia madre aveva amato,non era il viso che Carlisle aveva salvato,era il viso di un Assassino.Stremato,arreso,colpevole,desideravo morire,lasciarmi andare all'oblio della penitenza,ero un peccatore.Lo stato di vita che avevo adottato era un alibi,non ero un eroe,non ero un paladino della giustizia,ero un mostro che bramava i suoi tributi di sangue e una giustificazione per poterlo fare.Trovai una grotta e decisi di restarvi per sempre,lasciarmi morire,andarmene da questo mondo che non ero riuscito ad apprezzare.Mi ridussi ad una larva,impotente,senza forza,nel delirio imprecavo la morte di venirmi a prendere.Fu durante questoi giorni senza fine che mi sembrò di sognare,credo fosse un sogno,non saprei definirlo con esattezza,vivevo da troppo tempo per ricordare la forma di un sogno,noi vampiri,non dormiamo mai,non sognamo mai,la speranza ci è preclusa.Eppure vidi qualcosa di nitido,di indefinibile danzare davanti ai miei occhi,una ragazza,umana,abbracciata a me,vampiro.

So che era impossibile l'avverarsi di una cosa simile,so che non mi era concesso,ma sentì dentro di me,calore,sensazioni morte da tempo.Forse vi era del bello nel mondo?Forse avrei potuto meritare una porzione di felicità anch'io?
Ricominciai a riprendere confidenza con il vecchio Edward,ad adattarmi,a comprendere ciò che dovevo comprendere,anch'io potevo vivere.
Guardai il paesaggio attorno a me,uscì sotto la pioggia,toccai l'acqua con le mani,sembrava che il cielo stesse piangedo lacrime pure di speranze per darmi coraggio,lacrime adatte a purificare il mio animo.Sorrisi.Di nuovo me stesso.
Sapevo dov'era il mio posto.Tornai a casa da Carlisle,come il figliol prodigo mi accorse fra le sue braccia,dissi semplicemente "padre",non ci fu bisogno di parole.Da allora non l'ho più abbandonato,la mia famiglia è cresciuta,ho fratelli e sorelle adesso.Alcuni della nostra specie ci chiama Clan,noi amiamo definirci Famiglia.Il nostro nome è Cullen e ovunque andremo il mio compito sarà quello di proteggerli,anche ora che ci stiamo trasferendo in questa nuova città,Forks.Il mio compito sarà quello di amarli,prima di tutto il resto,prima della mia vita.


Ultima modifica di ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 10, 2009 10:52 am, modificato 1 volta
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3 capitolo

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Giu 19, 2009 4:02 pm

Capitolo 3 Il ritorno del mostro
"No",maledizione,"non era possibile"pensai,anni di duro allenamento,di lotte interiori,di lacrime non versate,allo scopo di imparare a resistere,a trovare la nostra umanità,allo scopo di vivere con umanità.E lui era di nuovo rinato,il mostro vampiro,scatenato da lei,debole umana,con il nome di Isabella Swan.

Era un giorno come un altro o al meno aveva le sembianze di esserlo,un altro giorno del "Purgatorio" come preferivo chiamarlo io,non avevo assolutamente idea che da lì a poco avrei dovuto riaffrontare il passato.
Quel giorno ogni studente di Forks aveva un viso fisso in mente,un viso che si rispecchiava nella mia mente,involontaria indagatrice della psiche altrui.Volto di una ragazza comune,figlia dell'ispettore del luogo,Isabella.Cercavo di allontanare questi pensieri fastidiosi concentrandomi su mia sorella Alice.Intrattenevamo uno dei nostri soliti discorsi non verbali.Io sapevo leggere le menti altrui,Alice sapeva guardare nelle piaghe del futuro.Da tempo tenevamo sotto controllo Jasper.Era l'unico di noi che ancora non era riuscito a prevalere sulla nostra natura demoniaca,l'odore del sague lo eccitava ancora,lo bramava e per questo se ne vergognava.Un tempo cacciatore,per amore di Alice,cercava di essere un uomo,cercava di essere umano.Anche se tutto questo gli costava parecchia fatica.
Quel giorno come ogni giorno proteggevo la mia famiglia,la tenevo fuori dai guai,ma non avevo minimamente compreso che erano i guai a cercare me.
"Edward Cullen".
Jessica Stanley stava di nuovo cimentandosi in futili chiacchere circa la mia famiglia,faceva sfoggio della sua frivolezza per colpire la nuova arrivata,per farle capire che lei conosceva tutti e tutti,come ad indicarle il suo posto,il suo ruolo in questa scuola.Jessica non la sopportava e mentre si prodigava per farla sentire asuo agio,dentro di sè covava invidia,che essere umano deplorevole.Mi voltai infastidito al suono della voce di quella sciocca ragazza e incrociai i miei occhi con quelli marrone scuro del volto di Bella,come aveva sottolineato a tutti di farsi chiamare.Un viso a forma di cuore,timida,lo vi si leggeva dalle curvatura delle spalle,con una pelle chiara e sottile,sentivo il suo sangue muoversi a ritmo.Diventò rossa in viso,e il sangue le colorò le guance,dandole una lieve sfumatura di colore.Si voltò di scatto in imbarazzo,l'avevo sorpresa a guardarmi.

Aveva degli occhi molto profondi e curiosi,risvegliava in me il cavalliere assopito,avrei voluto difenderla dai pensieri malvagi di quella insulsa ragazza umana,Bella sembrava tutto all'infuori di una ragazza socievole.Avrei voluto zittire Jessica,prendere Bella per mano e rassicurarla che tutto sarebbe andato bene,ma non era un mio compito,io non ero un ragazzo normale.Mi accorsi d'un tratto di non sentire provenire nulla da Lei,nessun suono,nessun pensiero,nessuna voce,niente.Non mi era mai successo prima.Aprì la mia mente ad altri,tutte le voci bloccate esplosero,ma nessuna di questa era Bella.Perchè?Mi sentivo frustato,non riuscivo a capire.Rosalie interruppe i miei pensieri,dovevamo tornare in aula,la pausa-pranzo,uno scenario di vita quotidiana per noi,era finita.E fu lì nell'aula di biologia che accade,il risveglio del mostro.Tutt'ora che scrivo dal rifugio di Denali,non riesco a darmi una spiegazione,un modo per andare avanti.Tanya e le sue sorelle mi ospitano,ma non so fino a quando potrò usurpare della loro ospitalità,in particolare di Tanya,che spera sempre l'impossibile.Io non amo.
Ero seduto nel mio banco, con i miei libri,come sempre a recitare la parte dell'eterno studente,quando a poco a poco cominciarono ad entrare in aula i miei compagni.Per ultima giunse lei,che avrebbe dovuto dividere il banco con me.Tutto accade in un attimo,respirai il suo profumo,i miei occhi si dilatarono e divennero neri,il sapore del veleno mi avvolse la bocca e lo stomaco si contorse.Desideravo cibarmi di lei.Desideravo uccidere Isabella Swan.



Camminava lentamente verso di me,inconsapevole del fatto che nella mia mente avevo già stabilito la sua morte.Prima i testimoni e infine lei,per poterne assaporare il sangue caldo.Mio Dio,ancora adesso,mentre trascrivo questi miei pensieri sento sempre forte dentro di me questo desiderio,in ottant'anni non mi era mai successo,sto diventando pazzo.Il mostro,che ho cercato di abbattere,ride dei miei tentativi di piegarlo e impaziente attende il suo momento.Incrociai i miei occhi neri con quelli di Bella,fu questo,penso a salvarle la vita.Mi vidi riflesso,vidi il mostro,lo stesso di tanti anni fa negli occhi di quell'assassino."No"pensai dentro di me,io non ero più così,bloccai i miei polmoni,smisi di respirare,mi irrigidì sul mio posto,non la guardai mai direttamente,ma la fissai intensamente.Io ero il cacciatore e lei la mia preda.Mentre scrivo,tiro indietro i miei capelli con la mano,lo faccio sempre quando sono nervoso,quando mi sento incapace.I suoi occhi castani sono caduti nell'oblio dei miei occhi neri,hanno visto la morte e l'odio,lei che non ha colpa,lei che nemmeno conosco,ha capito il mio essere.Non sa di esserne la fonte del nuovo risveglio.Cosa fare?Da quando sono fuggito penso a tutta la mia famiglia,alle visioni di Alice mentre uccido Bella,non voglio tutto questo,non voglio costringere la mia famiglia a scappare con me per assecondare le voglie del mostro.Non adesso che ci siamo ambientati.Io sono più forte del male che vive in me,non mi farò sconfiggere dal desiderio,non permetterò a quella debole umana di privarmi della mia vita.

Prima di fuggire avevo provato a cambiare orario,a non avere altri contatti con lei,ma la segretaria non aveva potuto accettare la mia richiesta e lei era nuovamente riapparsa.In quella stanzetta sentivo il suo profumo intenso invadermi la mente e il corpo,Folle ignara,piccola debole umana,riapparire dove ero io e l'altro Edward.Basta,mentre scrivo ho deciso,lascerò Denali e tornerò a casa mia,combatterò di nuovo,non permetterò al mostro di vincere,non gli permetterò di prendersi la mia oasi di felicità.Ero di nuovo in gioco.


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4 capitolo

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Giu 27, 2009 10:15 am

Capitolo 4 Un viaggio tra i pensieri di lei
"Edward,ti senti pronto?Non devi dimostrare niente a nessuno."Mio padre poggiava le sue mani sulle mie spalle.I suoi gesti,le sue carezze,sono sempre molto posate ma tutto di lui trasmette affetto.Come potevo tradire la sua fiducia?"No,Carlisle,posso farcela."
"Lo so,Edward,mi sono sempre fidato del tuo giudizio."Salì in macchina,i miei fratelli non parlavano ma sentivo i loro sguardi fissi su di me."Sto bene ragazzi,smettetela di guardarmi come se avessi la morte in faccia."
"ah,ah"disse il mio grande orso"Bella battuta,fratellino,come già non ti fosse successo."Scoppiammo tutti a ridere.No,cara bestia,non ti avrei permesso si rubarmi la mia vita.Avevo vissuto troppo tempo nel buio del non ritorno.Viaggiavo su un altra linea adesso.Una linea razzionale e tranquilla.Una linea per cui non avrei commesso errori.
Non vedevo la ragazza da un paio di giorni e mi sentivo in ansia,agitato,lei aveva visto l'oscurità del mio essere,l'avevo impaurita,l'avevo resa un pericolo per la mia esistenza.
A quanti l'aveva raccontato?In quanti mi avrebbero scrutato forse per la prima volta da quando ero in quella scuola?
Giungemmo a pranzo,stesso tavolo,stessi vassoi,stessi di sempre,stessa finzione."Ciak si gira"pensai nella mia testa.Lo scenario è aperto.
Spesso mi sento così impotente in questo;vivere e non vivere,capisci troppo tardi il prezzo della tua eternità.Sentirsi smarriti,avete idea di cosa significhi pensarlo giorno per giorno?notte per notte?

Solo al crepuscolo penso è finita,per oggi è finita.E non penso ai colori della notte che si mischiano all'arancione del giorno,e non penso che domani sarà un nuovo giorno.Penso solo alle stelle,loro come me,non cambiano mai.
"Edward"sentì la voce cristallina di Alice riportarmi alla realtà"è arrivata".Preoccupato ecco come mi rendeva,provai ad ascoltare qualcosa,niente,ascoltai ancora e ancora,niente,non aveva detto una parola a nessuno.La sentì soltanto dire a Jessica"Non sembra arrabbiato,vero?"
Ovvio che si era accorta dei miei occhi neri,ma non pensava come un comune umano,pensava che fossi arrabbiato cn lei?Quella ragazza era un enigma.Io ne ero curioso.Mentre rileggo quello che ho scritto,mi viene da ridere,volevo una linea tranquilla e razionale,e quindi cosa mi ritrovo per tenermi alla larga da lei?Parlarle.
Mi persi di nuovo in quei grandi occhi marroni.Come avevo potuto solo odiarla per il fatto di esistere?Il mio odio era evaporato insieme ai miei buoni propositi di tenermi lontano da Bella.

Mi presentai,le dissi il mio nome e che lei doveva essere Bella Swan.Ora,in tanti anni di rapporti che gli umani,mi era capitato di presentarmi e parlare cn loro,mentre questi a stento mi rivolgevano la parola.E lei cosa poteva rispondermi se non con un altra domanda?"Come fai a sapere che mi chiamo Bella?Credo che mio padre mi presenti sempre con il mio nome per intero."La mia reazione?Mi lasciò spiazzato.Da quale inferno veniva questa Isabella Swan?

Il professor Banner ci assegnò un compito quel giorno,esaminare dei vetrini con il microscopio.Cominciò Bella,disse il suo giudizio,lo volli esaminare.Era davvero un umana singolare.Continuammo a scambiarci i vetrini e all'improvviso ci sfiorammo,la sua pelle calda mi elettrizzò.Cosa erano queste sensazioni?
Alla fine delle lezioni parlammo ancora,non volevo separarmi da lei,dai suoi occhi.Io,io ne ero affascinato.Chi era Bella Swan?Perchè era così chiusa?Perchè sapeva guardare dove altri non erano mai arrivati?In due anni nessuno si era mai avvicinato a me,lei era addirittura arrivata a guardare il colore cangiante dei miei occhi,se ne era accorta.
Le feci delle domande,del perchè si trovava a forks,di sua madre.Bella parlava,si raccontava a stento,mordendosi le labbra.Mentre l'ascoltavo mi rendevo conto che dietro quel fragile corpo,si nascondeva qualcosa di più marcarto,che l'aveva resa così timida,impacciata,adulta.All'improvviso si irrigidì,era infastidita,l'avevo importunata?
Io non ho avuto molti confronti con delle ragazze,a parte le mie sorelle,non sapevo come comportarmi.Le chiesi se le dessi fastidio,rispose solo che le dispiaceva essere un libro aperto,un libro a cui tutti potevano accedere."Bizzaro"pensai,diceva questo suo pensiero a me,a me che non riuscivo a leggerle la mente.Ne ero affascinato,troppo.
Appena squillò la campanella,fui di nuovo fuori all'aria aperta,il suo odore era dappertutto,lo sentivo anche addosso ai miei vestiti.
Andai a spagnolo in classe con Emmett,l'orso non mi aiutò per niente,mi mostrò cosa gli era accaduto quando sentì anche lui,l'odore per eccellenza,il sapore di lei nella sua bocca."No,no,no,no,no",uscì dall'aula,non volevo,non volevo,non la volevo?
Io non ero più un assassino,mi diressi in macchina,la cercai ovunque,sbirciai nei pensieri di Mike Newton,eccola.Non dovevo,non potevo.
Lei era,non so come descriverlo,non era lei,era la presenza di lei che desideravo,parlare,ancora,con Bella.Scesi dalla macchina,pioveva,mi bagnai,"volevo che lei mi vedesse?"pensai.Cosa stavo facendo?Edward Cullen,sei impazzito?


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Capitolo 5 Errore

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Gio Lug 09, 2009 11:27 am

Capitolo 5 Errore

Camminavo avanti e dietro nella mia stanza da diverse ore,non riuscivo a capacitarmi di tutto quello che era successo nelle ultime ventiquattr' ore.Era una giornata normale,identica a tutte le altre,tranne da quando era arrivata Bella,ovviamente.Avevo parlato con Carlisle,avevo deciso che sarei partito,che non volevo fare del male alla ragazza.Era sorto il sole,avevo pensato a lei,che avrebbe potuto avere una vita oltre a Forks,il college,un lavoro,sarebbe invecchiata,si sarebbe innamorata.La vidi con un vestito bianco addosso.Fui divorato dall'invidia,era la prima volta che mi interessavo alla vita di un essere umano,cominciavo ad odiare la mia non-vita e a desiderare anch'io delle opportunità?
Avevo deciso che sarei andato a scuola per l'ultima volta,solo per rivederla,solo forse per la speranza di scambiare altre parole con lei.Volevo solo sentirmi guardato dai suoi occhi così profondi e caldi.Mentre scrivo in queste pagine sento la confusione insidiarmisi dentro al mio cuore fermo."Perchè lo avevo fatto?"pensai,rivedo la scena.Il furgoncino di Tyler la stava per uccidere,io che correvo veloce sotto gli occhi di tutti,mostrando la mia vera natura solo per lei,solo per un essere umano che non era la mia famiglia.In testa un solo grido disperato:"NON LEI".La salvai,non mi importava che mi avesse visto nelle mie vere vesti.LEI DOVEVA VIVERE.

Non lei,Non lei,Non lei.Questo pensiero mi logorava,e mentre mi perdevo di nuovo in quel profondo mare marrone,non potei non notare la sua curiosità accendersi.
La controllai con lo sguardo,mi fissava meravigliata,io cercavo bugie convincenti.Mi chiese come avessi fatto,lei mi aveva visto."Tu eri vicino alla tua macchina ,tu eri lontano da me."
Era troppo sveglia per essere una semplice umana,troppo sveglia per non divenire un pericolo.Mentre ci caricavano nelle ambulanze,io pensavo già a Carlisle.Dovevo immediatamente parlare con lui.Mio padre avvertì subito la mia presenza dietro la porta del suo ufficio,non ci fu bisogno di bussare.Incrociai il suo sguardo,"No,Carlisle,non è per quello che pensi."Si scusò,non voleva offendermi.Gli raccontai dell'incidente,della ragazza che aveva visto,della sua botta in testa per causa mia,che forse non era un male,potevamo usarla contro di lei,se avesse raccontato qualcosa,del mio ERRORE.MI sentivo in colpa,potevo essere la causa della fine della nostra casa,della nostra vita lì a Forks.Mio padre mi disse che la salvezza di una vita umana non era mai un errore,era un gesto d'amore nei confronti di un altro essere.
Mio padre uscì dalla stanza per andare in visita da Bella,ero preoccupato per lei,mi sentivo in difetto,l'avevo ferita in qualche modo.Me ne stavo immobile,seduto sulla sedia,
guardando tra i pensieri di Tyler.Le chiedeva scusa,la guardava,lei gli diceva di non preoccuparsi,che stava bene,disse che l'avevo salvata,aveva pronunciato il mio nome.Il mio nome pronunciato da lei mi rianimò il cuore.Lui continuava a guardarla,lui cominciava a pensare a lei,lei era molto carina.Ero già alla porta.Lui voleva chiederle di uscire.Ora correvo verso il reparto di radiologia,lui doveva smetterla.Entrai nella stanza,mio padre era con lei,Bella osservava la nostra somiglianza,troppa,per un padre adottivo.Lei mi interrogava con lo sguardo,voleva parlare con me,lo leggevo dai suoi occhi.Uscimmo dalla stanza,litigammo,voleva risposte che non potevo darle,una fiducia che non potevo accordarle.

Me ne andai lasciandola sola.Non potevo esserle amico.Non potevo esserle niente.
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Capitolo 6 Riunione di famiglia

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mar Lug 14, 2009 10:47 am

Capitolo 6 Riunione di famiglia
Ero tornato a scuola,ero arrabbiato e confuso.Sapevo già cosa mi aspettava:La Riunione.
Emmett stabilì un contatto con me,mi informò che Rose era sul piede di guerra e che Jasper,beh,Jasper pianificava già la soluzione.La Rabbia mi invase il corpo.Bella,Bella,la pensavo in continuazione,volevo mollare tutto e correre da lei,sapere come stava,mi sentivo così in colpa,l'avevo esposta.Mentre aspettavo la fine delle lezioni,avevo deciso già da che parte scherarmi.Io l'avrei protetta,a costo di mettermi contro la mia famiglia,per lei,per questa debole umana senza colpa.Non riesco nemmeno a descrivere le sensazioni che mi attanagliano il cuore,non dopo la riunione,non dopo quello che avevo visto e sentito.Eravamo seduti al tavolo,Carlisle,Io,Esme e Alice da un lato,Rose,Emmett e Jasper dall'altro.Rosalie,Rosalie,mi faceva impazzire,non mi dava un attimo di tregua,voleva le mie motivazioni,il perchè.I suoi insulti mi arrivavano dritte al cervello,ma non mi importava,poteva dire o pensare quello che voleva,l'avrei rifatto altre mille volte per lei.Carlisle cercava di sedare gli animi,era d'accordo con me,che una vita umana meritava di essere salvata,che le scelte ci rendevano esseri umani più di quando recitavamo le nostre parti.Dal canto mio,incrociavo i loro sguardi,ribadendo che non avrei permesso a nessuno di toccarla o sfiorarla.Sarei andato via,piuttosto,mi sarei allontanato se questo fosse stato sufficente a proteggerla.Alice mi guardò e disse:"Edward,non penso che oramai tu possa partire,il tuo destino si già sta delineando e non hai altre direzioni."Vidi Alice concentrarsi e l'immagine fu chiara anche a me.Bella la stringeva,si abbracciavano,complici l'una dell'altra,nei occhi di lei dolci segreti nascosti.Alice guardò Jasper intimandogli di stare lontano da Bella,perchè presto o tardi,lei sarebbe divenuta la sua migliore amica.Poi un altra immagine,nascosta nel buio dei suoi pensieri,"Alice,cos'è?"lei fissò Jasper,"Alice,cosa mi nascondi?"continuò a fissare Jasper,si focalizzo su di lui,sapevo che quando faceva così era perchè mi voleva tenere all'oscuro.Ad un tratto una falla,uno spazio non protetto,trovai quello che cercavo e rimasi paralizzato.Alice,con lei,lei uguale ad Alice.La pelle bianca e lucida,gli occhi cremisi,la sua bocca macchiata di sangue."Noo"gridai,ero già in piedi,"non accadrà,non succederà mai.""Edward non hai scelto,è il futuro,non puoi separarti da lei,la tua linea si già intrecciata alla sua vita."Ero già in piedi cercavo scappatoie,sarei andato via,l'avrei lasciata,me ne sarei pentito,il dolore era forte se pensavo al distacco.Emmett confuso,cominciava a perdere la pasienza.Fu Rosalie a spezzare il mio stato Catatonico."Lo vede innamorarsi dell'umana.Così tipico di Edward."Innamorarsi,quella parola mi arrivò come uno schiaffo in viso.
Il buio della mia anima era destinato a diradarsi con lei?
Tuttavia non riuscivo a cancellare Bella vampira dai miei pensieri.
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Capitolo 7 L'ho davvero invitata?

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Gio Lug 23, 2009 9:18 am

Capitolo 7 L'ho davvero invitata?

Seduto sul mio letto,stavo immobile,non respiravo,non esistevo.Solo la mia mente,un vortice di pensieri,nella testa le parole di Rosalie che bruciavano come un marchio."Lo vede innamorarsi dell'umana?".Ma io ero davvero destinato a essere amato,ricordo ancora,nel mio periodo buio,quell'immagine,quel sogno,a cui oggi,do il nome di speranza,quell'attimo di me abbracciato ad un altro essere diverso dalla mia natura demoniaca.Era Bella,dunque,la mia salvezza?
Non riuscivo a comprendere queste anomalie che sentivo dentro,questa folle urgenza di parlare con lei.Un mostro come me,vicino a lei.Non doveva esistere questa possibilità.Avrei dimostrato ad Alice che il destino può essere cambiato,che mai e poi mai avrei permesso a quella ragazza di rischiare la sua vita per il mio spregevole egoismo.
Mi vesti,scesi in cucina,i miei fratelli mi aspettavano.Mi lasciavano sempre guidare,facevo loro da autista,mentre i miei fratelli si tenevano mano nella mano,perdendosi l'uno negli occhi dell'altro,odiavo questa situazione,mi sentivo l'unico precluso alla felicità.Mi vedevo stretto a Bella,il mio corpo freddo vicino alla sua pelle calda,lei che mi riscaldava e mi riportava in vita,fra gli esseri normali,come lei.Folle,Folle,Vampiro lunatico.
Arrivammo a scuola,se prima era stata un purgatorio,ora era la sceneggiatura del mio melodramma.I sentimenti che vivevano in me,erano diventati un agonia,ognuno diverso dall'altro.Mi sentivo così impotente.Da un lato la sete,la maledetta sete,che desiderava vedere il mio viso appoggiato al coll di Bella,mentre senza anima,le porto via l'ultima goccia di vita,l'ultima scintilla dei suoi occhi.
Che deplorevole creatura ti sta così vicino,mia dolce Bella?
Dall'altro la curiosità e l'indifferenza di lei.Da quando aveva compreso che l'avrei tenuta lontano da me,Bella,non si interessava più a me,non mi rivolgeva la parola,non mi guardava,si ostinava come me in un muto silenzio pieno di tanti significati.Potrai mai perdonare la mia vigliaccheria?Ma cosa potrei mai dirti?Sono un Vampiro?leggere nei tuoi occhi così sinceri,il disgusto e l'orrore,per quello che sono in realtà?
Maledetta immortalità,quanto mi farai pagare ancora?Ho venduto la mia anima,sono dannato per l'eternità,quando sarà giunta l'ora per me di avere pace?
Bella,ti supplico,guardami,no,non guardarmi,si fallo,fammi perdere nel tuo mare profondo,nei tuoi occhi preclusi a me traditore della tua fiducia.Cosa sto ancora cercando di fare?resisterti?allontanarti?Fingo solo io che stia succedendo,dentro,il mio cuore morto sa un altra verità.
Con il tempo il nostro rapporto era divenuto una messinscena,un minimo di educazione,giusto il tempo di sederci ai nostri rispettivi posti,un cenno del capo,un altra ora di biologia senza sentirci veramente legati.Il mio cuore moriva di nuovo,come il veleno la prima volta lo aveva ucciso,ora era la consapevolezza di non essere alla sua altezza ad uccidermi.Solo Alice mi consolava riaccendendo la speranza,"Edward,lei non smette maidi fissarti,quando sei distratto".Il mio animo respirava ancora.
Fu con il tempo che capì cos'erano quei sentimenti,a cui non sapevo dare un nome.Era la Gelosia,il bisogno primordiale di lei.Lei,lei,lei,lei.Mi fermo a guardare il mondo,io immobile creatura che il vento non può smuovere,nè che sia tempesta o bufera,e lei,lei che in uno sguardo mi lascia affogare.Non respiro,tiratemi fuori da questo cuore che sento pulsare,vivo,dentro di me.
Molti esseri umani osavano pensarla,fissarla.Da quando era arrivata,era stata il loro polo d'attrazione,ma chi aveva veramente capito Bella?Nessuno,si era soffermato su di lei,sulle sue espressioni così limpide,sulle sue sparle curve quando si vergognava di rivelare qualcosa di troppo personale.Nessuno.E' l'unico che era riuscito ad aprirsi un piccolo spiraglio in quel groviglio di difesa,era uno sciocco e irritante essere umano,Mike Newton,che non capiva mai cosa in realtà gli rispondesse Bella.Perdeva il suo pensiero sulle sue labbra,sul suo corpo.Strappo un foglio e lo stropicio"oh caro Mike è meglio che tu stia lontano da lei,tu non sai quanto mi piacerebbe sentire il rumore delle tue ossa spezzarsi alle mie carezze"pensai.Edward sei proprio spacciato,immaginare di togliere la vita ad uno stupido ragazzino.La malattia avanza,per me questo eterno pensare e cercare nelle pieghe della sua vita era diventata la mia follia,la mia malattia maledetta.Ma come non potevo pensare a lei,ero il solo,in quella maledetta scuola a vederla per com'era,prima di due gambe,di un sedere,di un corpo voluttuoso e giovane,io vedevo Bella,la luminosità di Bella.Lei era più della ragazza sciocca e frivola che immaginavano,ognuno si era costruita la propria Bella,in misura perfetta,il trofeo dell'anno,la preda da cacciare.No,al massimo sarebbe stata la mia,ma nessuno di loro l'avrebbe potuta avere.Mentre scrivo e mi rendo conto del punto a cui sto arrivando,mi chiedo come potessi essere così pazzo da dirmi di poterti stare lontano.

Bella non propose a nessuno di essere il suo cavalliere,passeggiava per i corridoi,ignara degli sguardi di tutti,che si posavano su di lei,che l'attendevano.Bella non incrociava nessuno,che io ne sapessi,non pensava a niente,ma penso non valga detto da uno che non riesce ad entrare tra i suoi pensieri.Tuttavia a dispetto della tradizione ricevette tre inviti.A tutti rispose di no.Il mio animo esultava.Io lo so,credetemi,io lo so,giudici della vita,che dovevo stare lontano dallamia Bella,ma,vi chiedo,come non si può guardare la luna sorgere fra le stelle e non restarne incantati?Volevo essere sfiorato dalle sue dita calde profumate,abbracciato al suo corpo,volevo perdermi in quella luce.Decisi,avrei battutto il mostro,lo avrei sconfitto,io volevo,volevo.
Quando potevo respiravo il suo profumo,fino a intossicarmi,fino a farmi del male.Di ritorno da scuola correvo,correvo con le mie emozioni e con te mia Bella,il tuo viso,scolpito nei miei pensieri.
Fu durante una di queste notti che arrivai sotto casa sua,che saltai sulla sua finestra,che entrai nella sua intimità,nel suo mondo.Provavo vergogna,ma volevo sapere tutto di lei,tutto.
Dormiva agitata,le coperte fuori dal letto,il lenzuolo avvolto fra le sue gambe.Alzai lo sguardo e vidi il suo viso,mio Dio,come non ero riuscito a non vederlo,prima di adesso,come era stato cieco a non guardare la sua sensuale bellezza.Il volto era liscio e bianco,le labbra rosse e semi aperte,i lunghi capelli mossi le avvolgevano la guancia destra e si lasciavano andare sulle spalle,ondulati incorniciavano le sue spalle.Tutti l'avevano notata ed io,io non ero stato il primo a capirlo.Mi potrai perdonare,Mia Bella?
"Edward"pronunciò il mio nome,rimasi paralizzato."Non lasciarmi,non lasciarmi."Queste semplici parole,il mio nome pronunciato nell'incoscienza della notte,il suo sorriso sulle labbra,spezzarono le ombre.Amore,dentro di me,che sconvolgeva i miei pensieri e mi faceva respirare incolume il suo profumo inteso."Resterò con te amore"pensai mentre mi sedevo per terra a fissare il mio nuovo sole.

Ho un sorriso sul volto che non vedevo da tanto tempo,mi guardo allo specchio e mi sistemo i capelli,mi chiedo se le piacerò.
Oramai avevo perso completamente la testa per lei,ogni mi pensiero era un riflesso destinato a lei,tutto aveva i colori di lei.Mi sentivo bene,per la prima volta dopo tanto tempo,in pace con me stesso,avevo,finalmente,trovato la ragione della mia vita.Non so descrivere con lucidità la giornata di oggi.So che mi ritrovai in casa mia alle prime luci dell'alba per cambiarmi,volevo assolutamente piacerle,persi un pò di tempo a trovare dei vestiti adatti.Volevo essere il più normale possibile,non volevo incantarla come si può fare con una preda,volevo piacerle come Edward Cullen,un comune ragazzo.Scesi di corsa le scale e abbracciai Esme,lei mi sorrise raggiante,sapeva che Bella mi aveva risvegliato,mi aveva reso un uomo libero dalle ombre del buio.Il punto era fare capire a lei,fino a dove si spingeva il mio amore.E' inutile dire che so in quali rischi andiamo contro;l'uccisione di lei per mano mia e la mia morte se osavo anche solo minimamente ferirla,non me lo sarei mai perdonato.Piuttosto andare direttamente dai Volturi e farmi uccidere.Non avrei vissuto con il sangue di Bella sulle mie mani,mai.Tuttavia riuscivo con non so quale facilità a spingere questi pensieri in un angolo buio della mia mente e a chiuderli in forzieri di cui non avrei mai voluto ritrovare la chiave."Io,oggi,voglio vivere per lei"pensavo mentre correvo alla velocità della luce per arrivare a scuola prima di lei.Parcheggiai la Volvo e aspettai Bella,sentivo dentro di me tante emozioni bellissime che mi regalavano serenità e calore,per uno che era vissuto nel gelo emotivo,era come risvegliarsi sotto un nuovo sole,splendido e imponente che era nato solo per me.Lei arrivò,notò la mia macchina e si parcheggiò un pò distante."Cavolo"pensai"sarà ancora arrabbiata per lo scherzetto di ieri".Ma è stato più forte di me,volevo vedere tyler chiederle di accompagnarlo al ballo,e l'espressione di Bella quando lo aveva rifiutato.Era stato qualcosa di impagabile.Lei era furiosa con me che le avevo bloccato la via di fuga e con Tyler che era stato un vero presuntuoso."Povera mia Bella,ma cosa posso farci se mi hai fatto venir voglia di vivere?"Ricordo che fu a quel punto che le cadderro le chiavi dalle mani,prima che potesse fare un qualsiasi movimento,io ero già di fronte a lei.I suoi occhi meravigliosi fissi sul mio viso,erano sorpresi e curiosi,infatti mi chiese come avessi fatto a essere così veloce."Bella"le risposi"non è colpa mia se tu sei così incredibilmente distratta".Bugia,lo so,lo so,è grave mentire,ma per lei,pur di stare con lei,ne avre inventate mille di menzogne.
Mi rimproverò per l'ingorgo della sera precedente,era infastidita dal mio atteggiamento,non capiva perchè oltre ad evitarla dovevo pure irritarla.Sorrisi e dissi la verità, che volevo vedere la sua faccia all'invito di tyler.Si arrabbiò sul serio,provò a insultarmi,ma le parole le si sciolsero in bocca,girò sui tacchi e se ne andò.Ricordo che la seguì,volevo parlare con lei,non essere rifiutato,volevo che i miei piani andassero in porto,cioè una parte di me,sperava che lei continuasse la sua strada,che non si fermasse a parlare con me,ma era una piccolissima parte,l'altra stava già accelerando il passo per raggiungerla.Le ero già vicino,lei si voltò di nuovo e mi ribadì il concetto del furgoncino,cioè se dovevo ferirla continuamente,perchè non avevo lasciato che il furgoncino facesse il suo corso?Onestamente queste sue spiazzate mi lasciavano basito,ma come poteva pensare che volessi la sua fine,come poteva solo immaginarlo?
"Perchè non mi lasci stare?"mi chiese.
Io riuscì soltanto a pensare"Credimi ho provato.Oh,e anche,sono infelicemente innamorato di te".Ma cambiai discorso,le dissi di Seattle,se era davvero intenzionata ad andare,se voleva un passaggio,che l'avrei accompagnata.Ricordo il suo volto prima dirmi di no,poi ad un altra mia piccola insistenza dire di si.Mi aveva detto si con un cenno del capo,con le guance rosse,con le dita che si intrecciavano velocemente ai capelli.Mi aveva detto si.Un campanello dall'allarme suonò nella mia testa"Quanto le sarebbe costato fidarsi di me?".
Mi disse che doveva andare in classe,la salutai,cercai di non correre per la felicità.Alice mi fu accanto in un soffio."Edward l'hai invitata a uscire,il tuo primo appuntamento."
"Oh,l'ho davvero invitata?non riuscì a pensare a nient'altro.Io come un ragazzo normale,un confuso ragazzo normale al suo primo appuntamento.Alice mi prese per mano e mi sorrise.Entrammo a scuola,ora era tutt'altro che il purgatorio.
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Capitolo 8 Tenendola in braccio 1°parte

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mar Lug 28, 2009 11:06 am

Capitolo 8 Tenendola in braccio
Avevo voglia di vederla,ma la nostra ora non era ancora giunta..Ho davvero scritto una cosa del genere?Mi battei una mano sulla fronte,facevo pure dello spirito adesso.Accidenti,stavo proprio cambiando.Fortunatamente Angela posò il suo sguardo su Bella ed io mi concentrai su quel viso che mi aveva stravolto la vita.La vedevo parlare,sorridere,muoversi..ora che la guardavo attraverso gli occhi di tutti,notavo che Bella,uhm,come dire,era goffa?"Seriamente"pensai"come ero riuscito a non notarlo?".Bella non riusciva a camminare su di una superficie piana senza correre il rischio di rompersi l'osso del collo.Forse mi ero concentrato su altro.Mi vedevo di fianco a Bella,accanto a lei,cavolo,cavolo,cavolo,quanto può costare sognare?

Scelsi un tavolo al centro della mensa,la campanella suonò,entrarono i miei fratelli,oggi non si sarebbero seduti con me,avevo scelto il mio peccato,avevo scelto lei,il mio sole.
Lei entrò e guardò verso il tavolo dei miei fratelli,il suo viso era spento e triste.Perchè?
Jessica ruppe il silenzio dei miei pensieri."Edward Cullen ti sta nuovamente fissando"vidi Bella illuminarsi,cambiare espressione,divenire più serena,era forse per me,questo cambiamento?Incrociò i miei occhi e io le feci l'occhiolino,sorrise un pò confusa e stupita,non se l'aspettava da me.Mentre si sedeva mi guardava,aveva paura che scappassi via?
Mia dolce Bella scappa,guarda che creatura ignobile sono,ti desidero anche costo di distruggerci."Sono stanco di sforzarmi di starti lontano.Perciò ci rinuncio."le dissi.Rinuncio Bella a salvarti la vita,a lasciarti andare,rinuncio alla mia ragione.Lei mi guardò e mi chiese:"La traduzione di tutto questo è che ora siamo amici?"
Amici?Questa parola mi toccò il cuore,ma non per felicità,per delusione.Solo amici?"Bella voglio di più,voglio di più."pensai.Sono un egoista.Lei insistette"oppure no?".Pensava davvero di piacermi così poco?
Le risposi che potevamo provarci,lei rispose che continuava a non capire,si rilasso un pò.Nel frattempo cercai di capire la sua teoria,sapevo che stava rimuginando su di me,su cos'ero.Lei arrossì,non voleva parlare.Mi morsì il labbro,avrei usato il mio fascino vampiresco."Per favore raccontami solo una teoria,una piccola"lo dissi con una voce morbida e non spaventosa,bloccando i miei occhi nei suoi.
La guardai attentamente,le sorrisi.Io dovevo sapere.Osservarla e non sentire niente,non riuscire a carpirle un solo segreto,mi rendeva instabile,incapace di esprimermi nel giusto modo.Io volevo sentirla il più vicino possibile.Non volevo nessun mistero a dividerci.Non dovevo esistere allora.La sua mente restava silenziosa,una coltre fitta di opportunità e segreti che non potevo cogliere come petali di un fiore.Era invisibile.I suoi pensieri come i suoi occhi restavano muti,a fissarmi a loro volta.Voleva che fossi io,a riaprire i giochi."E' frustrante,Bella,non avere risposte,lo sai?"
Nei suoi occhi scattò una luce,mi rispose che non capiva cosa ci potesse essere di così
"frustrante"nel non avere risposte.
Era arrabbiata,certo,come potevo darle torto.Non ero stato corretto con lei.Nemmeno una volta.Mentre fuori cercavo di mantenere un controllo,dentro mi sentivo scorretto.Solo io sapevo che stavamo giocando una partita,solo io sapevo il perchè dei miei modi.Lei poteva solo interpretarli e spesso lo sapevo,più di una volta dovevo averla ferita.
Un pensiero di Mike Newton colse i miei pensieri.Era incattivito il malefico umanucolo,voleva venire a vedere cosa stava succedendo,credeva che la stessi inportunando,che io le stessi dando fastidio in qualche modo.Sospirai,quel ragazzo metteva a dura prova la mia pazienza.Mi costrinsi a guardare Bella e glielo dissi.
"I tuoi amici",e marcai il mio tono su questa parola,"pensano che tu ti stia trattenendo troppo con me".Lei si voltò e capì a chi mi riferivo."Sopravviveranno"rispose.Le sorrisi,voleva stare con me,ero felice.Credo che Bella approffittò di questo momento per chiedermi un favore."Mi chiedevo..se ti andrebbe di farmelo sapere la prossima volta che decide di ignorarmi per il mio bene.""Mi sembra corretto"le risposi.Mi fermai a pensare alle sue parole,l'avevo davvero delusa.Eppure lei era seduta di fronte a me,a chiedermi un qualcosa,a sperare in altre conversazioni,in altri contatti.Ti amo Bella,lo sentivo crescere ad ogni sua parola.Nasceva contemporaneamente l'odio verso me stesso.
"Grazie"mi disse.Mi ringraziava per giunta.Scappa mia Bella,scappa
.
Egoista fino alla fine decisi di rivolgere a mio favore la conversazione.Le chiesi la teoria.A cosa poteva essersi ispirata?Film o libri.Aveva intuito qualcosa.Aspettavo.Temendo dentro.Soffrendo.L'avrei vista svanire?Era riuscita a scoprire il terribile segreto della famiglia Cullen?.Lei arrosì,mi fece giurare che non avrei riso,parlò.Fumetti,ecco a cosa si era ispirata la mia Bella,non potei trattenere un sorriso.Lei si vergognò.Sbuffò."Acc..non mi sono avvicinata alla verità,vero?"mi chiese."Riuscirò a scoprirlo prima o poi."rincarò la dose,come a cercare di colmare la distanza tra noi.Mi stava dicendo che avrebbe scavalcato il muro del mio silenzio,che non si sarebbe arresa,nè adesso nè mai.Incrociai i suoi occhi e le risposi serio"Sei io fossi cattivo,se non fossi l'eroe?"Lei,mi guardò con quei suoi occhi grandi e mi trascinò via nella sua marea,la mia essenza toccata nel profondo,quando,con semplici parole mi disse:"Non cattivo,tu non sei cattivo."
Buio,come se anni di violenze e omicidi non fossero mai stati commessi dalle mie mani.Seduto davanti a lei,vivevo come un essere libero.Ma io non ero un uomo libero.
Dentro di me ero solo miseria ed egoismo.Guardami ancora più in profondità mio amore,guarda come godo della reputazione che mi dai,di come il mio respiro riprenda ora che tu sei andata oltre la verità.Salvati mia Bella.Ascolta dentro di te,le sensazioni che avverti,non puoi non temermi.Il tuo corpo DEVE avvertire l'orrore che sono.La deplorevole creatura che t'inganna,guardami,non ho il coraggio di dirtelo per non farti scappare via da me."Si lo sono,invece."
La campanella suonò e lei scattò in piedi,mi guardava aspettando che io facessi lo stesso.Le risposi che oggi non sarei andato,a volte non seguire giova alla salute.Mi guardò incuriosità e se ne andò.Lei faceva sempre la cosa giusta.Io?io avrei fatto la cosa giusta amore?Mi sarei separato da te?Presi il tappo della sua bottiglia e lo infilai nella tasca dei miei pantaloni.Il ricordo della nostra prima conversazione.Alla fine,dentro di me,ero felice,mi sentivo come uno sciocco umano innamorato.
Dove sei?
Cercavo Bella attraverso gli occhi dei nostri compagni,non riuscivo a trovarla.Ad un tratto un pensiero mi colpì:"Cosa devo fare?".Gli occhi di Mike Newton sul volto di una Bella esangue,svenuta su di un marciapiede,sofferente.Una rabbia cieca mi invase il corpo.Cosa aveva osato fare quell'individuo?Lo avrei barbaramente ucciso se le avesse soltanto provocato del male.Quasi gridavo il suo nome mentre la raggiungevo.Fui lì in meno di un secondo.
Mike cercò di spiegarmi la situazione ,o meglio,vidi quello che era successo attraverso i suoi pensieri."Bella,mi senti?"
"No" mi rispose di rimando.Trattennì a stento le risa.Quell'essere fastidioso tornò a disturbarci."La stavo portando in infermeria,ma si è voluta fermare quì."L'omunicolo era infastidito di non avere più la scusa per sfiorarla.Attento a non sfiorare la nostra pelle,la presi in braccio,il suo profumo era intenso e dolcissimo,il mostro ringhiava,ma io,io pensavo solo a lei,che il mio amore stesse bene.
Lasciai un Mike furioso.
Ero emozionato e terrorizzato allo stesso tempo.L'avevo fra le mie braccia,il suo viso vicino al mio petto,vicino al mostro.Bella,perdonami,ma mentre ti tenevo vicino a me,desideravo che questo momento non finisse mai.

Bella riaprì gli occhi e mi chiese di rimetterla giù,odiava mettersi in mostra,sembrare debole,lei era forte.Io mi ritrovai a sorridere di nuovo,con lei mi accadeva sempre,di sentirmi così diverso da quello che ero stato.La presi un pò in giro."Perciò la vista del sangue ti fa perdere i sensi?..E non era nemmeno il tuo?".Fortunatamente tra l'altro,non so se sarei riuscito a controllare il mostro ingordo,il cancro del male che portavo dentro di me.Lei sbuffò,era davvero una situazione strana.Io che per vivere dovevo assolutamente nutrirmi di sangue,lei che appena lo vedeva,le veniva un mancamento..Una bella coppia sul serio.
Stavolta sospirai io,che destino avverso mio tesoro,anche in questo si prende beffa di noi.Arrivammo in infermeria e l'adagiai sul lettino della signora Hammand,le spiegai la situazione,mi disse che potevo andare."Mai"fu il mio primo pensiero."Io rimango con lei"le risposi.Non l'avrei lasciata sola,non mentre era così fragile e debole.L'infermira preparò un impacco,le fece immediatamente effetto.Lei aprì piano gli occhi e mi sussurò che avevo ragione,che a volte saltare delle lezioni poteva fare davvero bene alla salute,le sorrisi,lei richiuse gli occhi.Mi guardavo intorno,ma alla fine i miei occhi,ritornavano sempre sul suo viso.Le guance a poco a poco riprendevano quel tocco di rosa che me le faceva amare,in tutti i sensi.La bocca dischiusa stava riprendendo il suo colore naturale.Mi voltai di nuovo,stavolta con più forza,non dovevo,non potevo,io..Stavo già correndo con la fantasia.Io vicino alle sue labbra,lei che apriva gli occhi,le nostre labbra che si salutavano.Sospirai,non ero una creatura destinata a vivere sogni.
La stanza lentamente si riempì del suo odore.Era impressionante la forza con cui mi attraeva a sè.La mia bocca si riempì di veleno.Come potevo solo aver pensato di poterla..
"Bella presto alzati"il tempo che le dissi ad alta voce di muoversì,Mike Newton stava entrando in infermeria con un altro nostro compagno,Bella non se lo fece ripetere due volte."Wow"pensai."Mi hai subito dato ascolto"le dissi.Ancora una volta mi spiazzò."Odio l'odore del sangue"mi disse."Bella,il sangue non ha odori."controbattei.
"Si che ce l'ha.Sa di ruggine e sale".Ero letteralmente basito,ma da dove arrivava,chi era questa
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Capitolo 8 Tenendola in braccio 2°parte

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mar Lug 28, 2009 11:07 am

ragazza?
Riusciva a percepirne l'odore,il profumo,proprio come me.Si risedette anche se non aveva un bell'aspetto si stava già riprendendo.Mike Newton uscì dall'infermeria,squadrò me e poi Bella.Poi senza tanti complimenti si rivolse a lei."Vedo che ti sei già ripresa,torni in classe?".La sua aria,i suoi modi,mi veniva solo in mente di prenderlo a schiaffi e insegnargli un pò di educazione,rivolgersi a lei,come a una qualunque.Lei lo guardò come se stesse parlando con un matto."Sei folle,se ritorno là dovrò tornare qua,immediatamente.".Mike era arrabbiato,come aveva osato trattarlo così davanti a me.
"Sei dei nostri per la Push,vero?"le disse mentre a me rivolgeva un pensiero,troppo vigliacco per dirmelo in faccia."Il Cullen non è invitato.""Si ci sarò"rispose un acida Bella,aveva voglia di toglierselo dai piedi.Mike Newton prese tutta la sua amatissima persona e fece dietro-front."Ma cosa avrà mai quel Cullen?"pensava l'omino pusillanime.
"Un vampiro succhia-sangue,pronto ad ucciderti,se non la smetti di dire idiozie"pensai di rimando.

Non era solo per i suoi modi verso Bella,che non potevo sopportarlo,era anche il loro incontro a la Push,il fatto che avessero dei progetti insieme,mi rendeva nervoso e irrascibile.Ero geloso di lei,di chiunque avesse a che fare con lei.

Ma dopotutto non avevo pretese su Bella,lei non sarebbe mai potuta essere mia.

Lei sospirò.Doveva avere lezione di ginnastica e non le andava proprio,in più nel suo volto scorgevo tristezza,ma non ne capivo il motivo."Me ne occupo io"le mormorai"Siediti e impallidisci".Seguì alla lettera il mio piano."Uhm,cominciava ad ubbidirmi senza remore"pensai fra me e me.Di questo sorrisi.Nel frattempo uscì dall'infermeria la signoria Cope e rivolsi a lei tutta la mia attenzione,più del dovuto,ovviamente.I battiti del suo cuore accelerarono e i suoi pensieri corsero un pò più in là del lecito.Le piacevo,il respiro diveniva ansioso,può essere mai che allora a Bella..SORRISI...stava succedendo la stessa cosa?
La signorina Cope si beccò un altro dei miei sorrisi,questa volta non calcolato e quindi un pò troppo affascinante per un essere umano..dovevo prestare attenzione,le chiesi un permesso per Bella,le si sporse verso di lei,che da scarsa attrice recitava il ruolo della malata,meno male che il suo colore non era ancora tornato,altrimenti sarebbe stato palese che stava mentendo.
Povero il mio tesoro,sei così ingenua.
Uscimmo dalla scuola,pioveva,Bella alzò il suo viso alle goccie di pioggia che scendevano lentamente giù dal suo profilo,designandone i contorni marcati e puliti.Lei non si truccava mai,non si vantava mai,era bellissima,con una pelle semplice e chiara,proprio come lei.Mi ringraziò e fece una battuta su quanto valeva una malattia piuttosto che un ora di ginnastica,sorrise di nuovo,mentre io tentavo un modo per passare dell'altro tempo con lei.Sono avido di te,amore.Fece per andare alla sua macchina,ma io non esitai un solo attimo a bloccarla,la presi per la giacca,non volevo separarmi da lei,non poteva abbandonarmi,così presto."Dove credi di andare?"le chiesi.
Lei mi guardò incuriosita:"A casa?"le leggevo neglio occhi che non capiva dove volessi andare a parare."Bella,ti accompagno io ricordi?Sana e salva a casa?".I suoi occhi si accesero,sapevo che odiava mostrarsi debole,era molto orgogliosa."Ci riesco benissimo da sola."mi rispose."Lo so"pensai"sono io che non ne ho ancora abbastanza di te".
Bella non era molto felice della mia richiesta,non sopportava l'idea di essere compatita per qualche sua debolezza,non lo aveva mai permesso a nessuno,anche senza riuscire a leggerle nel pensiero,questo lo avevo intuito da tempo."Andiamo Bella?"le dissi,lei camminava al mio fianco,cercando di tenere il passo,inciampò ovviamente,cercai di prenderla,ma lei si era già rimessa in equilibrio.Dovevo smettere di cercare il contatto.L'averla tenuta in braccio,soccorsa in un momento di difficoltà,aveva svegliato in me,emozioni che erano lontante dalla mia natura demoniaca.Le voglie del mostro erano nulla in confronto ai desideri che si andavano formulando tra i miei pensieri.Nemmeno io mi rendevo conto di quanto forte era il legame che nutrivo per lei.
Entrai velocemente in macchina,volevo liberare la mente da questi pensieri impossibili,restare ancora con lei,e capire se potevo tollerare il suo profumo in uno spazio stretto,visto che le avevo chiesto un appuntamento.Lei mi guardava dal finestrino e tornava a guardare il suo pick-up."Sali in macchina Bella"le dissi,lei continuava a guardare la distanza dalla mia macchina alla sua."Ti riprendo Bella."e lo dissi in un tono che non ammetteva repliche."Lei doveva stare con me,ancora,più tempo che potevo,insieme a me.Noi.Insieme."solo questo pensavo.L'acqua l'aveva bagnata dalla testa ai piedi,i capelli sembravano più scuri,e la pelle più pallida.La visione di Alice.Ricacciai indietro i miei pensieri,non l'avrei mai dannata,a costo di amarla in eterno e vederla morire,ma non le avrei mai tolto la vita.Lei era viva,con un cuore che batteva.Non era un freddo,non lo sarebbe mai stata.
Bella salì in macchina controvoglia,sbuffò,tipico di lei,mostrarsi sempre sulla dfensiva.Accesi la radio per cercare di placare gli animi,Debussy ancora di sottofondo.Ricordo come fosse ieri,i suoi occhi marroni che si spalancavano per lo stupore e mi guardavano sorpresi,il suo sorriso illuminare la mia giornata.Ricordo di essere rimasto zitto per un eternità,un attimo che per lei poteva essere stato un secondo,per me era stata una vita intera.Il suo viso,la sua pelle,i suoi capelli bagnati,amavo tutto di lei,e forse avevamo qualcosa in comune dopotutto."Lo conosci?"le chiesi.E mi raccontò che a sua madre piaceva molto ascoltare musica classica e lei riconosceva,però,solo quelli che le piacevano.Accesi il riscaldamento e chiusi i finestrini.Il suo odore lentamente riempì la macchina,salì alle miei narici.Potente.Smisi di respirare e decisi di prenderne a piccoli sorsi,non poteva il mostro vincere.Le chiesi di sua madre,mentre stringevo con più forza il manubrio.Lei ovviamente l'adorava.Era come guardare una madre vantarsi dei suoi bambini.Lei era identica,sembrava così matura per la sua età,così riflessiva.Aveva davvero i suoi diciasette anni?Sempre quando la guardavo,anche a scuola,aveva l'aria di chi pensasse miliardi di cose all'infuori di se stessa,come se concentrasse tutto di lei verso gli altri mentre per lei non teneva nulla.Mostro,guardala e comprendimi,come si può uccidere una creatura così ricca d'amore,come possiamo fare del male a lei,che è la fonte delle nostra gioia?
Mentre Bella parlava,la sua voce era musica per me,volevo conoscere tutto di lei,ma si vede che a lei interessava anche conoscere qualcosa di me.Infatti,mi chiese della mia famiglia,dei miei veri genitori,si rattristò quando le dissi che erano morti.La sua epressione travolse anche me,a nessuno mai,tranne alla mia famiglia,avevo detto che i miei genitori veri,erano morti.Lei era la prima a saperlo,la prima in tutto,visto che era riuscita a portarsi via anche il mio cuore.
Le chiesi quanti anni avesse realmente,non ci credevo che una persona della sua portata era ancora un'adolescente."Diciasette"mi rispose."Non li dimostri"finì col dirle."Neanche tu"rise"mia mamma dice sempre che quando mi ha messo al mondo sembravo già una vecchia signora di quarant'anni"."Ma sua madre deve essere proprio immatura"pensai."Lei era cresciuta responsabile,era cresciuta già adulta,aveva finito per fare la madre,al posto di chi l'aveva messa al mondo.".Mi ritrovai a pensare che lei meritava veramente la felicità.In un soffio di vento,fummo a casa sua.Lei non voleva scendere dalla macchina e io avevo voglia ancora di lei.Parlammo ancora,le dissi che il fine settimana sarei andato con i miei fratelli in campeggio,che mi sarei assentato.Sul suo volto un ombra di infelicità.Mi ritrovai a sorridere di nuovo."Bella,ma guarda che effetto mi fai,mi fai sentire vivo."pensai.Alla fine fu costretta a scendere dalla macchina,i miei fratelli mi aspettavano e non erano molto pazienti.Lei si avvicinò di nuovo al finestrino,per salutarmi,i suoi occhi dentro ai miei,pura elettricità.Le dissi di stare attenta a la Push.Ovviamente la mia Bella la prese sul personale,"Starò bene.grazie."mi rispose acida e si voltò immediatamente per entrare in casa.Io stavo già correndo verso scuola,ridendo."Ti amoooo"e lo gridai al mondo esterno.
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Capitolo 9 Una melodia solo per lei

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Gio Lug 30, 2009 11:16 am

Capitolo 9 Una melodia solo per lei
Occhi chiusi,labbra semi aperte,il profumo di lei dentro di me, come un veleno dolce mi dominava e addormentava i miei sensi.Attratto da lei, fonte di gioia e dolore.Mia Bella cosa eri per me a quel tempo?
Io non avevo mai amato nessuna donna all'infuori di mia madre,non avevo memoria della mia vita umana tranne che per qualche futile ricordo,non avevo mai vissuto realmente la mia vita prima della dannazione.Io ero solo io,nel mio mondo,nei miei pensieri.Nessuno poteva entrarmi nel profondo e scavare una ferita,come quella che tu mi avevi afflitto.Guarda amore come gocciola lentamente il mio dolore di non poterti possedere,la presa di conoscenza di non poterti mai toccare con queste mani maledette,fredde e dure,come il marmo.Il mio cuore morto era una scatola chiusa,un organo in disuso,guardalo come trema quando i tuoi occhi mi trascinano alla deriva.
Bella,Bella,Bella,ma in questa confusione che sento,in questi sentimenti che mai prima d'ora mi avevano sfiorato,credi di amarmi come ti amo io?Sciocco vampiro sentimentale pazzo e folle,non porti domande di cui è meglio non conoscere la risposta.In queste tenebre in cui vivo come potrebbe risplendere la tua luce,mia salvatrice?Non ti condannerò all'oblio del nulla,non ti negherò la vita per il mio egoismo,anche se,nella mia infantile mente non posso fare a meno di guardare le tue labbra piene poggiarsi sulle mie,in un bacio autentico e vero.Sono un mostro.Sono un mostro.Sono un mostro.Sono un mostro.Convinciti Vampiro e arrenditi,Lasciala.Lasciala libera di vivere lontano da te."NO"solo questo pensavo."NO".
Qualcuno entrò in macchina,mi prese di sprovvista.Era Emmet.Mi prendeva in giro,finalmente era riuscito a sorprendermi.Il suo entusiasmo durò giusto il tempo di respirare,capì che Bella era stata lì.
Come poteva il suo sangue dolce,non essere profumo per altri della mia specie?
Gli altri miei fratelli mi raggiunsero,Rosalie come al solito,mi mandava quei carini insulti che le piacevano tanto.Alzai gli occhi al cielo,che donna devastante e pesante.Alice mi sorrise invece,sapevo cosa volevo da lei,che riportasse l'auto di Bella a casa sua.Accennò a un altro sorriso."NO,Alice"le risposi"non è ancora il momento."Era ostinata il piccolo folletto vampiro,voleva assolutamente parlare con Bella.Erano destinate ad essere amiche e lei non mancava di ripeterlo ogni istante della sua vita, il che praticamente significava sentirlo in eterno...Mi ero fatto spiritoso nella vecchiaia.
Alzai nuovamente gli occhi al cielo."Dico nella dannazione già punizione,non una,ma due vampire folli mi dovevano capitare come sorelle?".In un attimo fummo sotto casa di Bella,mi sporsi dal finestrino,sarebbe stata alla finestra,"stava bene o l'avevo lasciata triste?"mi ritrovai a pensare.Oramai ero in simbiosi con lei,volevo sapere ogni suo attimo,ogni suo respiro,ogni battito del suo cuore.Tutto mia Bella volevo sapere,tutto volevo da te.



Quando arrivammo a casa,le luci erano già accese,Esme stava mettendo a posto dei vestiti in camera da letto mentre Carlisle era nel suo studio.Mi piaceva vedere le luci accese in quel buio,Forks non era mai stata famosa per le sue giornate di sole.Era il nostro rifugio,il luogo dove potevamo essere noi stessi.
I miei fratelli avevano ripreso una partita di scacchi che avevano lasciato in sospeso,a me non era permesso giocare con loro,visto che ne potevo anticipare i pensieri.Rosalie guardava distrattamente la tv,Alice creava una nuova linea di abbigliamento per noi,le piaceva averci per modelli.
Io,non salì come al mio solito in camera.Raggiunsi un altro luogo della casa,un luogo che avevo tenuto chiuso per molto tempo.Aprì la mia sala,lì il mio migliore amico,il compagno delle mie solitudini.Il mio pianoforte.Provai un immensa vergogna quando riaccarezzai i suoi tasti,era da molto che non suonavo,che non componevo.Mi sedetti allo sgabello.Cominciai a suonare la melodia che avevo creato per lei,per la salvezza della mia anima.Le note scivolavano lente e veloci,il suono si muoveva a ritmo dei miei ricordi.La prima volta che l'avevo vista,le emozioni del mostro che avevo vinto,quando l'avevo stretta fra le mie braccia,quando le avevo parlato.Sul pianoforte il tappo della sua bottiglia.La melodia nasceva tutta in sintonia solo per la mia Bella,la sua ninna nanna.
Mentre suonavo e componevo per lei mi sentivo di nuovo me stesso,un Edward rinato a nuova luce,vivevo emozioni,non ero più un non morto e basta,vivevo la mia eternità in maniera completa.Ero innamorato,follemente e disperatamente innamorato.

Esme scese in salone entusiasta potevo leggere nei suoi pensieri felicità,il suo figlio prediletto era tornato.In casa era sceso il silenzio.La mia musica filtrava attraverso le pareti,le porte,le finestre.Ogni cosa sembrava essersi fermata.I pensieri dei miei fratelli correvano alla risposta pi ovvia.Lei mi aveva cambiato.Tutti a modo loro mi mostravano il loro appoggio.Tutti meno una.Rosalie.All'inizio non avevo compreso il perchè dell'ostilità verso Bella,capivo il disagio degli altri per la questione.La paura di essere scoperti,l'ansia di ritornare a nasconderci.Ma lei,lei andava oltre.E mentre suonavo i suoi pensieri mi si rivelarono.Gelosia.Ovvio.Come avevo fatto a non capire.Tutto per Rosalie si basava sulla bellezza,non capiva come quell'insulsa ragazza aveva potuto sfiorare il mio cuore così tanto da farmi comporre della musica per lei.Non capiva il perchè io,l'unico a non essere stato sedotto dalla sua bellezza,potessi essere affascinato e innamorato di quell'umana senza particolarità.
O sorella,a volte,mi soffermo a pensare a cosa saresti potuta essere se il peso della tua bellezza non ti avesse incatenato ai pensieri più miseri e materiali di questo mondo.
Incrociai il suoi occhi,aveva capito che io avevo compreso."Se osi parlare ti darò la caccia come un cane"mi fece immediatamente sapere attraverso i suoi pensieri.Mentre usciva di fretta e furia dalla stanza non potrei trattenere le risate,tutti volevano sapere.Io continuavo a sorridere per il nostro "tenero"segreto.Rosalie era Rosalie.Dopotutto era pur sempre mia sorella.
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Capitolo 10 La ninna nanna

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 31, 2009 6:52 pm

Capitolo 10 La ninna nanna
Mentre componevo la musica, avevo già in mente le parole.Nel momento in cui le avevo decise,Alice venne a cantarle per me..
0:17 "Il buio è arrivato
la luna è già rinata
0:24 Luccicando il tuo viso
tra le mie mani il tuo sorriso.
Dormi adesso Bella,il mio cuore
la mia stella.
0:32 Non ho niente da capire
ma non voglio più morire.
0:41 Resterò a guardare il tuo sorriso
già dormire.
0:46 La mia colpa già lo sai
è di stringerti la mano
0:53 Non pensavo che un domani
sarei stato tra le tue mani
1:00 Per sempre il tuo sorriso
un ricordo il tuo viso.
1:16 D'oggi in poi sarà,solo come vorremo
1:30 Il buio è arrivato
La luna è già rinata
Dormi adesso Bella
Il mio cuore la mia stella.
1:46 Non ho niente da capire
ma non voglio più morire
Resterò a guardare il tuo
sorriso già dormire.
2:16 Sento già il sole
sciogliere il dolore
2:26 è difficile capire
il sole risalire
2:29 per sempre sarai come tu vorrai
2:36 Sento già il rumore
del battito di un cuore" 2:46
Era bellissima,proprio come lei,avrei voluto fargliela ascoltare,e vedere nei suoi occhi quanto amore avevo da offrirle.Esme poggiò la sua mano sulla mia spalla e mi disse"Capirà vedrai,non potrà non innamorarsi di te,non potrà,sei il migliore di tutti noi".E se ne andò.Non riuscivo a capire come facesse a leggermi dentro così nel profondo,lei non aveva alcun potere.Mi lasciava sempre con la speranza nel cuore.
Alice interruppe i miei pensieri."Jasper indovina vengono a trovarci Peter e Charlotte."
Entrai nel panico,loro erano vampiri al vecchio stampo,il sangue di Bella poteva risultare una prelibatezza,come lo era per me.Loro non la conoscevano,non sapevano chi era,non sapevano che io l'amavo.
"Arrivano a Forks"nella mia voce si sentiva l'ansia crescere.
"Calmati Edward non hanno mai cacciato qui,sanno che non devono metterci in difficoltà",Esme cercava di calmarmi.
"Quando?"il mio tono non ammetteva repliche doveva rispondermi.
"Lunedì mattina",Alice non poteva non rispondermi.
"Emmett la caccia è anticipata."mi rivolsi a mio fratello,lui capì.
Esme mi richiese di suonare,ero in ansia,fissai il tappo di Bella,della nostra conversazione,la musica riprese e mi calmai pensando a lei
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Capitolo 11 a caccia continuo...

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 31, 2009 6:55 pm

Capitolo 11 a caccia
Guardavo mio fratello Emmett mentre si divertiva a giocare con la sua preda,l'orso non era altrettanto felice.Io me ne stavo seduto a guardarli mentre mio fratello si muoveva con una velocità non proprio aggrazziata,sembrava di vedere un bambino giocare con il suo giocattolo preferito.Ad un tratto l'orso ed Emmett caddero insieme giù per la scarpata e il ringhio del grizzly si perdeva nella foresta per la sua ultima volta.
Sospirai,era pur sempre una sensazione di disagio quella che sentivo,vedere un essere vivente morire per mano nostra,umano o animale che fosse.Non mi sarei mai sentito un cacciatore fino in fondo,poichè la pietà e la pena erano insite in me,e soffrivo quando il loro sangue saziava le mie carni.Amore,amore,amore che creatura mostruosa sono.Io uccido.Uccido.
Emmett tornò tutto sporco di sangue e sorridente,era impossibile non essere contagiati dalla sua allegria.Mi sforzai di sorridere anch'io,ma mio fratello per quanto poteva essere infantile,sapeva capire quando qualcuno soffriva.
"Edward"cercava di portarmi altrove,in una discussione lontano da lei,lo leggevo tra i suoi pensieri"hai visto?mi ha quasi sfiorato,ho quasi sentito le sue unghie toccarmi.E' stato emozionante.Certo ha distrutto la maglietta che mi ha regalato Rosalie,ma è stata comunque una bella partita non credi?"
"Emmett,era un orso,dai,non eravate tanto alla pari alla fine."gli risposi.
"E dai Edward non togliermi l'entusiasmo,a casa non posso divertirmi quanto voglio.Con te, con il radar incorporato,è impossibile giocare,Rosalie ha paura di rovinarsi il look,Alice è strana quanto te.Se proviamo a combattere seriamente io e Jasper,Esme va su tutte le furie.Uffa.Dimmi tu dove sta il divertimento."
Ero ammirato.Emmett,riusciva a vivere nelle nostre condizioni,senza alcun problema,senza avere crisi esistenziali.Si accettava per quello che era.Forse anche perchè la sua vita era stata diversa dalla mia.
Rosalie lo aveva trovato e a modo suo l'amava intensamente,era stato guidato mano nella mano da lei,nel nostro mondo,nelle nostre capacità.Lei gli aveva insegnato il rispetto per le altre creature e gli era stato vicino nei primi anni da vampiro.Lui l'amava incondizionatamente.Io cosa potevo insegnare a Bella,se non a fuggire da me?"
"Pensi a lei?"mi chiese."Si,Emmett.Sono preoccupato per lei."risposi.
"Beh fratello non dovresti,tu sei quì"mi disse sorridendo.Lo guardai torvo."Prendi in giro?"ringhiai."Emmett tu non capisci,Bella è una calamità di guai,attira le disgrazie.Sarebbe capace di fare una passeggiata nei boschi e ritrovarsi faccia a faccia con Peter."Misi le mani davanti ai miei occhi,come a parare l'immagine che mi si poneva davanti.
"Peter non lo farà,non ha il diritto di cacciare qua,lui lo sa."mi rispose.
"Lei ha un profumo intenso e profondo,non ne è detto che lui non lo senta.Ti prego Emmett torniamo a casa."stritolavo le mie mani un una morsa.Dentro l'ansia mi divorava.
Mi mancava,sentito il bisogno di lei,dov'era,cosa faceva,era in compagnia?Questa volta fu la gelosia a farmi mancare il respiro.Mi alzai in piedi ma una forza mi trattene sul posto.
"Edward,Rosalie si incavolerà come una belva se ci vede tornare per quell'umana,ti prego,salvami dalle sue crisi isteriche."Nella mente di mio fratello, il volto di Bella.Ringhiai."Scusa"mi disse.Emmett non riusciva a capire il mio interesse per quel piccolo volto senza armonia."Tu credi che Rosalie sia meravigliosa e stupenda,ma non è detto che il suo fascino valga per me come quello di Bella."
Mio fratello fischiò"Calma fratello,stavo solo pensando a quanta differenza ci sia tra di noi.Cioè tu l'ami,quindi nessuno ti giudicherebbe colpevole se tu.."
Gli occhi di Bella rossi,la pelle diafana."Smettila Emmett,non sarebbe giusto,non sarebbe corretto."
"Sarebbe giusto per te"mi disse semplicemente,
"Appunto fratello,appunto."e lo guardai negli occhi.Emmett mi capì,come potevo toglierle la vita,dannarla senza darle opportunità di scegliere così come era accaduto a Rosalie.
"Morirà un giorno,Edward.Non sarà eterna per sempre.I suoi occhi si chiuderanno,le sue labbra perderanno il loro calore,diverrà fredda,ma non ti apparterrà."Emmett abbassò il suo viso.
"Ne sono consapevole,fratello.Ma non voglio privare la sua anima di andare oltre."se avessi potuto piangere,lo avrei fatto,il cuore morto non reggeva queste emozioni così profonde.Avrei,se solo fossi stato vivo.
Erano passati alcuni giorni, da quando io e mio fratello,eravamo andati a caccia,e il pensiero di lei,mi riempiva il cuore e la mente."Edward,io sono pronto,possiamo tornare a casa."disse mio fratello.Sorrisi.Stavo tornando Amore mio.
Correvo verso casa sua,stavo arrivando,ormai ero stufo di immaginare solo il suo viso.Io desideravo vederla.Saltai sulla sua finestra,e finalmente,le mie attese furono appagate.
Bella dormiva sul suo letto, con le mani sotto le sue guance.Era stupenda.I capelli mossi le incorniciavano il viso scomposti,senza alcun ordine,lunghi e liberi sul cuscino.Le sue labbra sembravano dipinte e voluttuose,avrei desiderato passare le mie dita fredde su quel disegno e rapirne il colore intenso.Ma erano errori che non potevo permettermi.Un altra cosa,che non avrei mai potuto fare.Aveva ragione Emmett,era difficile pensare ad un rapporto senza contatto.
Mi sedetti ai piedi del suo letto, il suo profumo riempiva la stanza e la prolungata assenza tra di noi lo rendeva irresistibile al mostro.Mi vergognavo.
Mi vergognavo di essere questo,di avere questa natura,di non porterla tenere per mano e passeggiare alla luce del sole con lei,di non potere pensare a un Noi,a un nostro futuro.
Sospirai e tornai a guardarla.Potevo solo essere questo,un guardone,una spia,un ombra invisibile al suo fianco.Notai che nelle mani aveva un graffio,sicuramente un ricordo di la Push..chissà con chi aveva potuto parlare,se in quei pensieri che dormivano con lei,sapeva già la verità della mia famiglia.Le famiglie indiane del luogo conoscevano noi Freddi,sapevano la nostra vera identità..Ma Bella non conosceva nessun capo del consiglio della tribù,quindi ero tranquillo..mi dava invece fastidio,sapere di essere stato lontano da lei,dalla sua vita,dai suoi pensieri.Ora cercavamo di essere amici,lei mi avrebbe raccontato qualcosa..sicuramente...
Ma mi sarebbe bastato,vivere dei suoi ricordi,che del suo presente?
Il sole stava cominciando a sorgere,dovevo andarmene.Fino a mercoledì non avrei potuto esserle accanto ma ti avrei seguito amore mio..ovunque andassi..io sarei stato con te.
Ero pur sempre il tuo diabolico angelo protettore.

Ero già alla finestra spalancata,mi rivoltai a guardarti.Bellissima,questa creatura che mi aveva rapito il cuore."Che sia un altro Buon giorno per te,Mio Amore."e saltai giù,correndo per la foresta.
Mi nascosi nella foresta di fronte casa di Bella,il sole brillava alto nel cielo,e ancora la luce mi teneva prigioniero delle ombre.Era frustante dover stare lontano da lei,non poterle parlare,ne incrociare i suoi occhi.Ma come potevo spiegarle la mia condizione,lei non doveva assolutamente sapere cosa accadeva alla mia pelle sotto il brillare intenso del sole.
Bella uscì di casa e salì sul suo pickup,era molto presto per andare a scuola,ma guardandola bene in viso,credo che volesse rubare al sole più calore possibile.Mentre lei partiva,io correvo attraverso il bosco,giunsi prima di lei e scelsi i rami più alti su cui arrampicarmi.Da bravo ragazzo volevo una buona visuale per osservarla.Lei arrivò poco dopo.La scuola era semi deserta,lei si sedette su una panchina,scarabbocchiando un quaderno.Chissà a cosa pensava,sembrava così distratta..i suoi capelli venivano accarezzati dal vento.

Dalla cima dell'albero osservavo il mio amore colpito dai raggi del sole,la luce che filtrava tra i suoi capelli le infiammava i riflessi rossi del suo castano scuro,era meravigliosa nella sua semplicità.Purtroppo un altro essere se ne era accorto,Mike Newton stava accarezzando i capelli di Bella,lei si era scostata gentilmente ma con nettezza,l'essere sapeva che certi limiti non poteva superarli.Io distruggevo degli alberi accanto a me..la gelosia mi rodeva l'anima,lo odiavo,la toccava,i suoi capelli erano stati sfiorati dalle sue mani che premevano avere qualcosa di più proibito dal corpo di lei.
Ero tentato dal saltare giù,correre da lei e portarla via,rapirla da quell'essere.E' vero io sono un vampiro e per certi versi ben più pericoloso per lei,ma l'avrei protetta da quei pensieri obbrobiosi e volgari,io l'avrei amata senza mai sfiorarla,mi sarebbe bastato tenerla per mano,anche solo per un secondo.
Lui le chiese di uscire,osava ancora,il piccolo ometto,la mia gelosia mi stava facendo perdere il controllo,piegai la mia testa da entrambi i lati,cercando di respirare lentamente,dovevo calmarmi e chiudere la mia mente ai pensieri di quell'essere.Ad un tratto sentì la voce di Bella dirgli che era meglio di no,che Jess ci sarebbe rimasta male,che non poteva credere che non lo avesse capito che Jess aveva un debole per lui.
Ovvio che no,mio amore,un ragazzo così privo di interesse verso ogni cosa tranne se stesso,non poteva accorgersi dei sentimenti altrui.Come sempre lei si dimostrava sempre più matura.Una ragazza sensibile,timida,intuitiva.Si alzò, lo saluto e si diresse a lezione,dove incontrò una felicissima Jess che la informava che Mike l'aveva invitata al ballo,e che presto sarebbero dovute uscire per acquistare i vestiti per il ballo.
Quanto era futile la mente umana,soffermarsi all'apparenza di un sentimento che non era per nulla vero.Non ti avrei dato questo,mio amore,mi sarei regalato a te in tutto me stesso,perchè pura è l'essenza di questo sentimento che mi trascina da te costantemente,violentemente.Io ti Amo.
Il mio piede penzolava nel vuoto mentre seduto su di un albero,saltavo da una mente all'altra per vedere la fonte del mio amore.Evitavo i pensieri di gente come Lauren o Jessica,troppo infantili ed egoiste per essere prese sul serio.Angela e i professori mi davano invece una buona visuale.
Lei stava semi sdraiata sul suo banco,fingendo di seguire la lezione,più volte,infatti,Angela,si chiedeva il motivo dei suoi silenzi.Sembrava persa fra chissà quali pensieri...avrei voluto saperlo.Questo distacco tra di noi,mi faceva sempre sentire un debole,desideroso della sua privacy,dei suoi pensieri più nascosti.
Attraverso la mente di Angela,la vidi spostarsi i capelli e piegare il collo.Una linea perfetta,sotto la quale,potevo sentirlo,si muoveva il suo pofumo,la sua essenza.Il mostro ringhiò la sua preda,ma io lo ricacciai subito indietro.Ero più forte di lui adesso,perchè ero innamorato.Lei era le sue catene,la sua prigione.Il mio anello debole si acquietò nel momento in cui il mio cuore morto fu nuovamente invaso dai suoi ricordi..dal suo sorriso,da suo sguardo profondo e apparentemente calmo.Tutt'ora che sto quì a scrivere le memorie di quel giorno,mi viene difficile descriverne la natura.Quello che sentivo,il modo di vederla,l'ansia di non saperla proteggere abbastanza,il pensiero di un sconosciuto su di lei,mi rendevano un Edward pari ad un umano.Sentimenti conflittuali che dovevo calmare per permettermi di non toccarla,sfiorarla,spiarla più del necessario..mi sentivo già abbastanza vigliacco così.
La campanella suonò e mi ridestai dai miei pensieri,Bella stava andando a mensa,nei suoi occhi un velo di tristezza,cosa aveva?a cosa pensava?Chi aveva osato turbarla in quel modo?
Non c'era pace sul suo volto,era assente.Maledizione.Mi sentivo un frustrato a non poter leggerle la mente,avrei appagato ogni suo desiderio che mi fosse stato possibile far avverare,purchè sul suo volto,tornasse il sole.
Fissò il tavolo dei miei fratelli per un attimo e i lineamenti della sua bocca si trasformarono in un triste sorriso..e ad un tratto capì.
Le mancavo,intensamente,così come lei mancava a me.Amore,sono quì,vicino a te,nel buio della tua ombra ti stringo la mano.Non puoi sentirla,è vero.Ma sono pur sempre qui,vicino a te.
Saltai da un albero all'altro,ridendo,finalmente libero da ogni brutto pensiero.Lei mi voleva.Lo sapevo.Lo sentivo..Lo desiderav..
No.No.No.No.
Io sono e sarò per sempre un vampiro.Non deve importarmi cosa prova,cosa desidera.Il mio compito è solo quello di vegliare su di lei,sul mio mondo,senza infangarlo con la mia misera persona.Presi un ramo e lo spaccai.Ringhiai.Odiavo essere quello che ero.
Con la testa china,tornai a sedermi.Bella era tornata in classe e Jessica le aveva chiesto se le andava di uscire a comprare dei vestiti insieme per il ballo.Nonostante non sarebbe andata all'evento,con un timido sorriso acconsentì..era nella sua indole non far restare male il prossimo.Cattivo o buono che fosse.
Mentre lei tornava a casa con il pick..io correvo come un matto nella foresta alla ricerca di qualche pericolo..Jasper aveva detto ai suoi amici di tenersi lontani dalla città, gli aveva detto che ero un pò impazzito,fuori di me...Risi un pò quando mi ricordai la scena.Io stavo seduto sui gradini delle scale di casa nostra,mentre charlotte e peter entravano e salutavano.Quando puntarono i loro occhi su di me,io me ne stavo con lo sguardo vitreo e assente,la bocca semi aperta..Avevano subito pensato che il sangue animale doveva generare qualche male mentale se troppo abusato..Jasper li aveva condotti subito nel salone..mentre mi mandava ingiurie non troppo docili nei miei confronti attraverso i suoi pensieri.
Mentre Bella era in casa,rifeci il giro altre due volte...dovevo sembrare uno psicopatico,effettivamente,ma lei era capace di tirarsi dietro delle disgrazie.Quella ragazza era la sfortuna fatta persona..
Mentre giravo per la foresta sentì il suo odore....Bella era uscita di casa,con in mano dei libri e un plaid,voleva proprio rubare tutti i raggi di sole possibili.
Si distese sul prato e cominciò a leggere le prime pagine di un libro dalla copertina molto consumata.
Mi arrampicai su di un albero per capirne il genere...Ah,era una fan di Jane Austen.Sdraiata al sole,incrociava le sue gambe a tempo..mentrei suoi capelli danzavano com fiamme al sole.Il vento le accarezzava il viso e il corpo..e ne ero geloso..certi comportamenti a me erano preclusi...come l'idea un giorno di poterla abbracciare.
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Capitolo 11 a caccia ...continuo

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 31, 2009 6:55 pm

Bella doveva essere una persona molto tranquilla e pacata,sfogliava le pagine del libro molto lentamente,assaporandone il gusto e il significato.Il libro era molto consumato,il che significava che lei doveva leggerlo molto spesso..eppure dalla mia postazione intuivo che a lei questo non importava,lo leggeva come la prima volta.
Una cosa di lei l'avevo capita.Non dava nulla per scontato.
Anche con me..lei era così..Come se io fossi un libro..non si accontentava della prima lettura,non le bastavano le bugie costruite dalla mia famiglia,lei doveva assegnarci un ruolo,un carattere,un identità.Bella,cercava in me delle risposte,il crollo delle ragnatele menzogne.Ma erano così fitte e ben architettate che neanche io sapevo da che parte ricostruire la mia storia.
Eppure quando i suoi occhi cercavano una breccia per aprirmi l'anima, lei non si rendeva conto di quanto pericolosamente fosse vicina a carpire la mia essenza vera.
Con lei non riuscivo a creare barriere o muri abbastanza alti da non poter essere saltati.Cercavo di restarle lontano in qualche modo ma ero attratto instintivamente da lei.
Ero talmente affascinato e innamorato che certe volte finivo(e finisco)con il pensare che Bella mi abbia fatto qualche incantesimo,e che fra noi due..il demonio sia qualcun altro.
Ad un tratto posò il libro con vigore,sbuffando.Perso nei miei pensieri,non riuscivo a capire cosa ci fosse di brutto o volgare in Mansfield Park che potesse averla turbata.
Prese un altro libro e anche in questo caso,sbuffò e lo posò.
Non riuscivo a capire..e me ne stavo lì seduto su quel ramo,inerte e vigliacco a capire cosa cavolo stesse facendo.Era snervante!!
Si distese completamente sul plaid,visibilmente infastidita.Guardava il cielo spostando i capelli dal viso.Passò le sue mani dietro la nuca e spinse l'immenso mare del suo castano lontano dalla testa.E selvaggi e abbandonati,i capelli si aprirono a ventaglio sotto di lei.Il mio amore si addormentò.
Le sue labbra rosse si muovevano bisbigliando nel sonno e l'unico che poteva rubarne il senso era il vento.E non era giusto..ogni suo gesto volevo che mi appartenesse.Decisi di fare una follia..di solito era prerogativa di Emmett e Jasper fare qualcosa di stupido e insensato..ma stavolta ero io che volevo di mia iniziativa sgusciare via dalle ombre.Controllai i pensieri dei vicini,ma nessuno era abbastanza vicino da potermi vedere.In tre passi,fui da lei.
Il sole caldo faceva risplendere la mia pelle assassina.Fortunatamente lei dormiva profondamente.Non poteva vedere il vero volto del male.Strinsi la mia mascella per soffocare la bile che sentivo dentro..se lei avesse aperto i suoi occhi e mi avesse visto.Il suo turbamento.Il nostro legame non costruito spezzarsi definitivamente dall'implachevole paura dipinta sul suo volto..Scrollai la mia mente non volevo pensare a queste cose.Era sempre una sofferenza,posarmi su questi pensieri.
Il suo profumo tornò a colpirmi con violenza,ero stato lontano da lei troppo a lungo e con l'istinto di un cacciatore mi avvicinai pericolosamente a lei.

Avvicinai il mio volto al suo. Il mio braccio poggiato dietro la sua testa, il suo collo bianco e candido vicino le mie labbra morte.Sentivo il battitto del suo cuore,pulsare.I miei occhi divennero buii come la pece.La desideravo da morire.Sentivo la voce del mostro vivere nella mia testa.E mi sussurava "prendila,prendila,prendila".
Bella sussurò il mio nome..e il canto della sua voce calmò i miei istinti omicidi.
Dannazione quanto ero debole.Deplorevole membra demoniache.Fare del male a lei,la mia unica fonte di gioia.Presi i libri che aveva chiuso con così tanta fretta.I protagonisti erano Edward e Edmund.Nomi che mi rappresentavano,uno che era il mio,l'altro che mi assomigliava.Mi pensava.Sentiva la mia nostalgia?Le sfiorai una mano.Mi MANCHI anche tu.
Strisciai da dove ero venuto e tornai nelle ombre.Il sole stava tramontando e il buio stava avanzando.Bella ne venne inghiottita.
I suoi capelli divennero neri come la notte,la sua pelle diafana,troppo bianca sotto la luce della luna appena sorta.
La visione di Alice ritornò ai miei occhi e mi tolse il respiro.Non le avrei mai tolto la vita.
Mai e poi mai.Non l'avrei dannata.La sua anima cantava la vita nella mia oscurità.
Il padre di Bella tornò mentre sua figlia dormiva ancora beatamente nel buio..quando sentì i pneumatici risalire il vialetto di casa,si svegliò."Papà?"la sua voce era un pò confusa..era praticamente sera e non se ne era neanche accorta..salì i gradini di casa e cominciò a preparare la cena. Bella e suo padre dovevano volersi molto bene, anche se non parlavano spesso,i loro silenzi valevano tutto l'amore possibile..La sentivo discutere della gita a Port Angels e pensare a come organizzare la cena al suo papà incapace..un brusco Charlie le disse che era sopravvisuto per diciasette anni e infatti Bella rideva incredula..Lui la adorava..non solo perchè era sua figlia,ma perchè lei era così come io me l'ero immaginata,sempre pronta ad aiutare gli altri,sempre protettiva nei confronti di tutti..anche di me..il suo strano compagno di classe.
Decidi di organizzarmi per il domani,era l'ultimo giorno di sole,sarei stato molto attento ma l'avrei seguita,c'erano altri pericoli oltre me in giro per il mondo,pericoli che andavano oltre il sovvranaturale e si avvicinavano di più ad una triste realtà che dai miei tempi era completamente cambiata...e lei...semplice come era...era capace di attirarli tutti.
Tornai a casa..non volevo invadere oltre la privacy di Bella,era a casa,al sicuro con suo padre e lì nessuno l'avrebbe disturbata.Corsi libero per la foresta,più veloce del vento..questa era una delle cose della mia situazione che non mi dispiaceva per niente..non sentirmi estraneo alla natura,divenire una cosa sola con lei..come se anch'io fossi stato generato perchè al mondo io servivo..era una bella sensazione da credere quando lo sconforto mi assaliva,quando nelle mie mani avevo una creatura da uccidere per cibarmi di lei. La differenza tra un predatore animale e me,è che la creatura lo sentiva come un sentimento di sopravvivenza,non pensava,agiva...io,invece,nato umano e divenuta creatura maledetta portavo con me,sentimenti come la pietà e il disprezzo..disprezzo per me,ovviamente,per il sangue caldo che mi scendeva in gola mentre la creatura moriva tra le mie mani...stavolta non ricacciai indietro i pensieri,mi servivano per creare attorno a me,un muro,per tenere lontana lei,che doveva stare separata da tutto questo..da tutto questo mondo folle che era il mio.
I miei erano fuori erano andati a giocare a football con gli amici vampiri sul serio di Jasper..io mi sedetti al piano e iniziai a cantare la mia ninna nanna pensando alla mia musa...immaginai il suo viso sorpreso se mi sentisse cantare per lei,la gioia per sentirsi apprezzata senza compromessi,semplicemente per come lei era..chissà se aveva capito minimamente il profondo amore che nutrivo per lei.
Vidi un film e aggiornai il mio diario..farlo mi aiutava a riflettere..i miei gesti..disegnare il suo volto su quelle pagine bianche erano un triste surrogato rispetto alla mia Bella..ma per lo meno mi facevano restare in qualche modo vicino a lei.
L'alba sorse spavalda sulla mia stanza e il sole infido colpì la mia pelle..l'ultimo giorno prima di poter stare di nuovo con lei..."Mi senti Sole??Mi senti?Non vincerai ancora...per cui goditi la sua pelle per poche ore..perchè quando le nubi torneranno ad oscurarti..lei sarà di nuovo mia".
Mi vestì e partì per la foresta..osservai la giornata di Bella...aveva sempre quell'aria un pò malinconica e triste..le mancavo..lo sentivo.
Finita la scuola le ragazze partirono per Port Angels e lei tanto per stare lontana dai guai,aveva messo una camicina Blu che si intonava perfettamente con la sua carne e la rendeva pericolosamente attraente...AAAAAh Bella!!!
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Capitolo 12 Pericolo

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 31, 2009 6:56 pm

Capitolo 12 Pericolo
Avevo deciso di dare del tempo alle ragazze per raggiungere Port Angels, conoscendo la loro prudente guida,gli avrei dato quattro ore di tempo prima di raggiungerla di nuovo e starle al fianco.
Esme mi diede un bacio sulla fronte quando mi vide entrare dalla porta,era stata così veloce da non vederla arrivare,Rosalie,invece,seduta sul divano si limitò a ignorarmi come sempre,la storia di Bella non le andava proprio ed io ero stufo di combattere contro la sua gelosia...era una questione assurda.Quello che le era accaduto,nella notte della sua trasformazione,non l'aveva proprio cambiata.
Si ostinava a vivere della sua bellezza costantemente.Incrociò il mio sguardo e mi avrebbe ucciso se avesse potuto,sapeva cosa pensavo quando la guardavo così...non si era mai dimenticata le prime parole che avevo pronunciato mentre la sua evoluzione nella nostra natura era in atto...me lo rinfacciava ogni volta che poteva...ah le donne!!
Alzai le mani in segno di arresa e sorrisi ad Esme,mentre salivo le scale.
Mio padre sedeva alla poltrona della sua scrivania intento a non so quale altro esperimento,studiava la nostra storia,la nostra razza,il perchè dei nostri poteri e dei nostri speciali doni.Era buffo vederlo seduto e concentrato non sembrava nemmeno lui.
Passai oltre e aprì la porta della mia stanza!!
Quanto mi sarebbe piaciuto invitare lei,il mio sogno più intimo,in quella stanza e condividere tutto quello che ero per poi lasciarlo al sicuro fra le sue mani.Di lei mi fidavo,del suo delizioso profumo un pò meno...Ero caduto in trappola con le mie stesse mani,anche ora,che pianificavo di andare a Port Angels,sapevo l'errore a cui andavo incontro e cioè l'impossibilità di fare a meno di lei.
Esme mi aveva aperto gli occhi,mi aveva avvisato.Quando le raccontai di come lo sguardo di Bella mi facesse sentire in un mare profondo e calmo,lei aveva già capito che ero perduto.Mi aveva detto che sarei rinato,che tutto avrebbe avuto un nuovo senso,una ragione.E così era stato,se in tanti anni non avevo capito il perchè della mia trasformazione con lei tutto aveva trovato una soluzione...ero nato per aspettarla.Io vampiro succhisangue ero perdutamente innamorato.Mentre rileggevo il mio diario dal momento dell'incontro ad adesso non potevo non notare i cambiamenti che mi avevano coinvolto..ero non so come dire...più romantico,più docile,più forte e motivato.Io che avevo sempre rinnegato la mia natura demoniaca avevo compreso che era stata la scelta più dolce non uccidere gli esseri umani e che i miei sacrifici erano stati appagati tutti quanti...
Mi vestì con cura,sapevo di avere fascino con le donne,dall'altronde ero un buon cacciatore,ma non conoscendo i pensieri di Bella,avevo paura di non piacerle e questo in qualche modo doveva rendermi felice...ma il panico che sentivo dentro..mi divorava.
Erano passate tre ore,chiesi notizie ad Alice,le vide apprestarsi ad arrivare a Port Angels,decisi che non avrei tardo oltre anche a costo di guidare piano...e io..DETESTAVO GUIDARE LENTAMENTE...ma per lei..i sacrifici non erano mai troppo.

Salì sulla mia volvo argentata scintillante e respirai profondamente.Cosa avrei dovuto fare arrivato lì ancora non lo sapevo,se mostrarmi a lei oppure nascondermi e proteggerla da lontano.
Il dubbio etico che sentivo dentro mi divorava,era un comportamento ambiguo il mio che non sapevo nemmeno io stesso comprendere fino in fondo.Da un lato,nascondermi ai suoi occhi mi dava la possibilità di proteggerla usando tutta la mia natura "particolare",ma dall'altra parte mi sentivo perso in un buio devastante e vuoto. Se almeno in un attimo,in un soffio di tempo veloce come la luce non riuscivo a cadere dentro i suoi occhi così sinceri e attraenti,io mi sentivo morire,fuori e dentro.
Sbattei le mani sul volante e mi morsi le labbra con tutta la forza che riuscivo ad avere in corpo...avevo pensato alle sue labbra,di nuovo,che calde e morbide si poggiavano prima sulla mia pelle e poi sul mio viso,fino a raggiungere le mie labbra,desiderose del suo contatto.
Io,che avevo centodieci anni,non avevo mai e poi mai baciato una donna,lo avevo visto nei film,letto nei libri e guardato in scene quotidiane di vite normali non mie,e dentro sentivo il desiderio doloroso di poterle sfiorarle almeno una volta,solo per ricordarne il sapore nell'eternità.
Essere quello che ero mi legava ad una scia di tristezza che mi lacerava l'anima dannata,ero come un pupazzo tra le mani di un destino crudele e beffardo.Accesi la macchina e partì,avrei voluto frecciare nel vento e sfidarlo,sentirmi vivo e non pensare a niente,niente,oltre che a lei.
La mia lei che era tutto quello di cui avevo bisogno.
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Re: Le memorie di Edward Cullen

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