Midnight Eclipse

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Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:36 pm

Questa è una fanfict lunghissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! siamo arrivati a più di 90 capitoli e ancora non la conclude......però è veramente bella....spero che vi piaccia anke a voi!!!
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1) Edward Cullen: Vampire's Thoughts.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:36 pm

Edward Cullen: Vampire's Thoughts.

Passeggiavo tranquillo nei corridoi della scuola. In fondo non era che una giornata come un’altra, stessi volti, stesse paranoie, stessi pensieri maledettamente umani. Storsi la bocca annoiato e vidi Alice lanciarmi uno sguardo divertito.
“ Non ci farai mai l’abitudine eh?”. La sentii pensare distrattamente, mentre indaffarata la sua mente calcolava ben altre incombenze. Per esempio il mio matrimonio. Già.. fra poco sarei stato sposato.
- Bella non viene alla presentazione dei college?- Mi osservò attentamente, chiedendosi per quale motivo lei non stesse appiccicata a me come sempre.
- No, e infatti è il motivo per cui siamo qui Alice- esasperato la condussi fuori dalla porta. Ritornare a scuola certo non era il mio passatempo preferito, ma da quando avevo incrociato gli occhi di Bella molte cose della mia esistenza erano cambiate.
- Dovevi portare per forza anche me?- Percepii la sua mente parecchio scocciata da tutta quella confusione, non potevo darle torto. Effettivamente gli umani sapevano essere molto chiassosi.
Fu il mio turno di sorridere. Per tutti eravamo fratelli, potevo forse presentarmi senza un membro della famiglia Cullen? Non li avrei terrorizzati abbastanza. Alice sembrò intuire i miei pensieri e scrollò le spalle, continuando a fare calcoli veloci nella sua testa.
Allontanai la mia attenzione da lei e per un attimo mi concentrai su quelli che erano stati gli amici di Bella e soprattutto lui, Mike. Scoprii i denti lentamente, qualche volta la tentazione di spaccargli le gambe era stata irrefrenabile, spesso mi ero domandato con quale resistenza avessi fatto leva su me stesso, ma poi mi ripetevo che se avevo resistito all’impulso di mordere la mia ragazza, beh.. avrei anche potuto permettere ancora a quel bamboccio di respirare.
- Edward.. stai attirando sguardi su di te. Smettila di trovare mille modi per uccidere quel ragazzo nella tua testa-. Alice aveva ragione, avrei finito per attirare troppo l’attenzione su di me. Ma quel giorno senza di lei sembrava proprio non avere fine e la mia impazienza di vederla e sapere che stava bene mi corrodeva dentro. Sospirai.. Isabella Swan stava diventando la mia maledizione eterna, come se già non fossi stato maledetto.
- Emh.. Edward.. gentilmente.. avete deciso dove farete la vostra luna di miele?-. Mia sorella aveva parlato ad alta voce, ma quella domanda mi colse del tutto impreparato. Luna di miele..o no.. il flash del corpo nudo di Bella che mi attirava invitante mi fece stringere i punti lungo i fianchi.
Alice mi guardò spalancando gli occhi in una domanda muta, ma con un gesto della mano le feci capire che non ne avevo assolutamente idea.
“ Hai paura?” I suoi pensieri giunsero nella mia testa per torturarmi, sinceramente non volevo rispondere, non volevo sapere cosa sarebbe successo, ero terrorizzato.
Mi dimenticai di respirare per un attimo che mi sembrò interminabile e cercai di scacciare le immagini che stavano invadendo la mia mente. Bella indifesa seduta su un letto che mi guardava implorante, Bella che cercava di spogliarmi, Bella che non aveva paura di me.. Bella, Bella, Bella..
La mano di Alice mi sfiorò l’avambraccio, ma fu un errore. La fulminai con lo sguardo e i miei occhi si tinsero inevitabilmente di rosso. Odiavo quella debolezza, mi detestavo.
- Calmati.. Edward Cullen- rispose alla mia minaccia con sguardo inespressivo e mi passò davanti abbandonandomi da solo a riflettere.
“ Sto perdendo il controllo di me stesso”. Ecco il problema, amavo una ragazza umana e la stavo per condannare ad un’eternità da vampira, per cosa poi? Desiderio.. dentro di me lo sapevo, lo avevo sempre sospettato. L’attrazione per lei mi stava divorando e la voglia di bere il suo sangue e di dissetarmi non era affatto passata. Dovevo renderla come me se non volevo farle del male, non avevo altra scelta. Ormai era una decisione presa.. l’avevo già lasciata una volta e per la mia stupidità avevo rischiato di perderla con quell’imbecille di licantropo.
Edward il cavaliere. Bah.. forse era meglio dire lo stupido.
Jacob Black.. quel nome mi faceva venire voglia di uccidere e strappare qualche osso. Quel cane da quattro soldi aveva osato baciarla, aveva osato chiederle di amarlo. Ancora una volta mi ritrovai a riflettere.. Bella nuda sotto quella pelliccia calda, Bella che gli sussurrava di amarlo, Bella che godeva delle carezze di quel lupacchiotto..Questa volta i miei occhi si fecero neri come la pece.. quel ragazzino avrebbe trovato presto la morte se avesse ancora respirato la stessa aria della mia donna.
- Eih Cullen?- A parlare era stato Mike che attento si stava dirigendo verso di me, e senza saperlo aveva scelto proprio il momento sbagliato. Tempismo perfetto.
- Cosa vuoi?- cercai di sembrare spontaneo, ma ne uscì fuori un rantolo minaccioso che fece rabbrividire quel ragazzino.
“ Io sto tipo non lo sopporto, ma come farà Bella a starci insieme?” Ecco cosa stava pensando quell’umano di me in quel preciso istante. Mamma che voglia di spezzargli il collo.
- Bella? Perché non è venuta?- Cercava di sembrare amichevole e la cosa non mi piacque affatto. Ipocrita..se solo avessi potuto fare ciò che il mio istinto mi diceva..
- Ultimamente non ama molto farsi vedere in giro- sussurrai tornando a calmarmi, era inutile sperare che morisse solo perché lo stavo guardando perciò decisi che valeva la pena di rispondere e poi ignorarlo.
- Per via del matrimonio?- A quanto pare Alice aveva colpito ancora. Ma aveva invitato tutta la città alla cerimonia? Vabbè che Forks era piccola e le voci correvano, ma ero sicuro che quella vampira avrebbe esagerato come sempre. Quanto le piacevano queste cose!
Feci spallucce “Figurati se vengo a dare i motivi a te, bamboccio”, pensai tra me e me. Chiusi la mente ai suoi pensieri, la sua stupidità mi nauseava e sinceramente non volevo sprecare il mio tempo a sentire quelle fesserie. Perciò gli voltai le spalle e mi incamminai verso la mia Volvo nera.
Non volevo rimanere un secondo di più in quel posto, al diavolo il College. Tanto già sapevamo come sarebbe stato, ero io che mi ero impuntato per il bene di Bella. Il solito iperprotettivo, aveva proprio ragione alle volte.
Mi infilai alla guida e percepii la presenza di Alice accanto a me.
- Ah ti sei deciso ad andartene, pensavo che avrei dovuto aspettare più tempo-. Come sempre sapeva già le cose prima che succedessero. Era stata un’uscita inutile, senza dubbio, ma non l’avrebbe mai confessato apertamente.
Non le risposi. Girai le chiavi della macchina e sfrecciai fuori da quella tortura. Mi diressi a casa nostra, anche se avevo una voglia pazzesca di andare da Bella. Ultimamente non le andava di andarsene a zonzo per la città, diceva di sentirsi osservata per via del matrimonio.
- Hai domande?- la mia presunta sorella mi guardò innocentemente e inizialmente non compresi di cosa diavolo stesse parlando. Quando realizzai strinsi maggiormente il volante. Dovevo stare attento.. non potevo distruggere la macchina.
- No..- le risposi di getto. Alzò un sopracciglio e inviò chiare immagini nella mia testa. Era Bella.. seduta sul letto che avevo fatto mettere per lei nella mia camera. E c’ero io, che dopo averla stesa cominciavo a baciarla e.. cosa stavo facendo?
- Basta Alice.. ti stai divertendo?- cercai disperatamente di non farla entrare, ma l’uomo che era in me non mi permetteva di chiudermi a quella curiosità. La sentii rilassarsi mentre quella “fantasia” continuava a stregarmi come in un film.
Il bacio che le stavo dando era uno dei miei soliti gesti controllati che riuscivano a farle perdere la memoria, vidi chiaramente che aveva smesso di respirare e faticava a riprendere concretamente qualsiasi pensiero che non fosse quello di essere mia. Sorrisi.. nulla di tanto preoccupante. E mi rilassai anche io sul sedile.
Alice ridacchiò divertita, sembrava averlo fatto apposta. La cosa non mi piacque. Non riuscii a scorgere bene i suoi pensieri, stava facendo di tutto per pensare ad altro, così fui travolto da un’ondata di emozioni contrastanti quando la Bella della previsione si tolse la camicetta e si lasciò guardare da me. Dio.. aiuto.. la pelle lattea era esposta al mio sguardo e l’odore del suo sangue pulsava dolce e tenero sotto le sue vene.
“Come si comporterà Edward a questo punto?”. Mi provocò Alice. Ringhiai disperato. No, no, no.. non volevo sapere ero terrorizzato. Ma lei non mi lasciava tregua e io fui costretto rimanere assorto.
Il profumo di Bella mi stava facendo impazzire, il mio istinto di vampiro mi chiedeva di ucciderla, quello di uomo di possederla lì subito, con violenza, perché lei mi apparteneva e non potevo lasciarla scappare. Continuai a immergermi in quella visione, desiderando che non fosse vera, desiderando di non aver visto la mia mano scivolare sulle sua spalle e toglierle lentamente le spalline del reggiseno. Ero forse impazzito? Prima del matrimonio? Perché non erano ancora sposati lo sentiva..
Si ritrovò con la testa sul volante la macchina ferma. Sua sorella scese con grazia felina e leggiadra, guardandolo di sottecchi.
- Non ti preoccupare. La verità è che non hai ancora deciso. Ma io manterrò questo piccolo segreto,
a un patto però, ne parleremo dopo. Ah.. Edward.. smettila di ansimare. Stanno arrivando tutti, si chiederanno cosa ti sia preso-. A volte odiavo quella femmina, profondamente.
Carisle si avvicinò a me preoccupato – Tutto bene? Come mai hai la testa sul volante? Qualche problema figliolo?- Evidentemente quel giorno non era andato a lavoro.
- Un giorno potrò ucciderla vero?- mi guardò interrogativamente, mentre scendevo dalla macchina e mi dirigevo in casa mia, chiedendomi cosa volesse da me e perché. L’avrei scoperto presto.


Ultima modifica di ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 10, 2009 10:48 am, modificato 1 volta
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Re: Midnight Eclipse

Messaggio  ♥вєℓℓα ѕωαи 1ѕт тωιи♥ il Lun Giu 01, 2009 10:32 pm

noooooo!!!!!!!!! Non è possibile!!!! Nn dirmi ke questa fanfict l'hai scritta tu?? Io l'ho letta tutta su efp...l'ho anke messa tra i miei preferiti!!! è bellissima!! Bè, credo ke questa sia una di quelle ke dicevi ke erano un po'...spinte....XD
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Re: Midnight Eclipse

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Lun Giu 01, 2009 10:58 pm

♥️вєℓℓα ѕωαи 1ѕт тωιи♥️ ha scritto:noooooo!!!!!!!!! Non è possibile!!!! Nn dirmi ke questa fanfict l'hai scritta tu?? Io l'ho letta tutta su efp...l'ho anke messa tra i miei preferiti!!! è bellissima!! Bè, credo ke questa sia una di quelle ke dicevi ke erano un po'...spinte....XD
no nn lo scritta io...allora tu sei + o meno al mio punto.....gli lasci i commenti??? secondo te il 100 di k lo deve scrivere??
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2) Isabella Swan: Human’ s Thoughts.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Gio Giu 18, 2009 9:33 am

Isabella Swan: Human’ s Thoughts.

Dio.. erano ore che non lo vedevo. Lui e la sua stupida ossessione di volermi sempre proteggere e aiutare, come se mi importasse la presentazione dei College a Forks! Santo cielo! Non lo potevo soffrire quando insisteva dicendo di farlo per il mio bene. Ricordavo ancora il suo tono.
- No, Bella…- quella voce da genitore venuto male. Era un vampiro cavolo! Non mio padre!
Cercavo di rassettare la casa come meglio potevo per il ritorno di Charlie. Questo e altro per arruffianarmi mio papà dopo che gli avevo sbattuto in faccia il mio imminente matrimonio con un Cullen. Dire che aveva strabuzzato gli occhi era dire poco, proprio non riusciva a soffrire Edward da quella volta che mi aveva lasciata. E come biasimarlo? Mi sedetti esausta sul divano, ripensando al giorno in cui il mio vampiro preferito mi aveva abbandonata. Un brivido mi lasciò senza fiato.. no.. non dovevo, bastava solo il pensiero per far tornare quello strazio e quel vuoto dentro di me. Forse sarebbe stato meglio uscire, ma non ne avevo la minima intenzione. Avere gli occhi puntati di tutta Forks su di me?? Mai.
- Bells.. sei in casa?- la voce di mio padre giunse inaspettata. Ma non era troppo presto?
- Sì, Charl.. emhh..papà!- Entrò immediatamente.. la cosa mi stupì. Controllava guardingo ogni angolo della cucina e del salone come se si aspettasse si veder apparire qualcuno da un momento all’atro. Poi alzò soddisfatto lo sguardo verso di me.
- Ahh.. non c’è..- La rabbia mi montò dentro. Cosa credeva mio padre che Edward fosse il mio cagnolino personale? Semmai.. forse.. ero io il suo. Ma comunque mi mostrai arrabbiata per questa mancanza di fiducia nei miei confronti.
- Papà, ma che ti salta in testa? Pensavi che Edward fosse qui a casa?- Lo guardai torva, lanciandogli un’occhiataccia obliqua.
- Sinceramente pensavo già di trovarvi avvinghiati sul divano- Charlie mi voltò le spalle per non far notare il suo imbarazzo, ma lo sentii chiaramente nella sua voce. Io e Edward.. sul divano.. a fare che? La mia mente corse veloce a qualsiasi cosa io e il mio futuro marito potevamo fare sul divano e forse Charlie era arrivato alla conclusione più impensabile. Il mio vampiro non si era mai spinto al di là di un bacio appassionato ma controllato, perciò proprio non c’era da preoccuparsi. Quasi dubitavo che dopo il matrimonio sarebbe stato diverso, almeno fino a quando non si fosse deciso a trasformarmi in una vampira.
- Sai benissimo che è un bravo ragazzo e non lo farebbe mai- Sospirai.. già non lo farebbe mai. Edward Cullen era ciò che si poteva definire il simbolo della cavalleria, un uomo che non doveva chiedere mai. E la cosa spesso non mi piaceva per niente..Già a volte quasi desideravo che lui perdesse quell’autocontrollo che tanto odiavo.. mi ritrovai a scuotere la testa. Impossibile, quel vampiro ne sapeva sempre una più del diavolo.
- Bella.. sono proprio quei tipi di ragazzi che mi preoccupano. Quando sono troppo perfetti, hanno sempre qualcosa di pericoloso da nascondere- Come aveva ragione mio padre. Edward celava qualcosa di dannatamente e maledettamente pericoloso. E se solo ripensavo a quegli occhi dorati che si puntavano su di me.. beh.. sì, qualcosa di pericoloso, di molto pericoloso, e ancora pericoloso.. sì sì. Mi si seccò la gola.
“Svegliati Bella, tuo padre sta ancora parlando”. Mi riscossi da quel breve momento di black-out mentale, che ormai era costantemente collegato ad Edward e mi accorsi che Charlie non aveva smesso di fare la sua arringa. Era veramente preoccupato per me, che tenero, solo che non avevo voglia di starlo ad ascoltare.
- Charlie.. che ne dici se ordiniamo due pizze per stasera? E qualche birra?- Ma sì, una cena rude in famiglia era proprio quello che mi ci voleva per affogare i dispiaceri del matrimonio. Non che mi spiacesse sposare l’essere che più perfetto sulla faccia della terra, ma il problema era che ero terrorizzata dalla cerimonia, dal legame, dal fatto che ero giovane.. e e e.. poi.. dalla prima notte di nozze, da quello che lui avrebbe fatto o voluto da me. Deglutii..
- Bells stai bene? Ti vedo pallida. Comunque vada per la pizza, magari non sei dell’umore adatto per cucinare stasera. Chiami tu?- Mio padre si diresse verso il bagno ignaro delle mille emozioni che mi si contorcevano nello stomaco. Eccola la verità.. avevo sempre fatto la coraggiosa, la dura, ma dentro sapevo cosa mi spaventava realmente. Non era né Renèe e le sue idee sul matrimonio, né Charlie e la sua mania di non sposarsi giovani e nemmeno la gente del paese, non erano loro il problema. Ero io.. ero terrorizzata. Mi morsi le labbra nel mio solido gesto nervoso e mi diressi lentamente verso il telefono.
“ Sì, Bella, ammettilo. Tu hai paura di fare sesso con Edward Cullen”. Fino ad ora, avevo provato a sedurlo solo una volta, cercando di convincere invano me stessa che quella che sentivo era allergia da nozze e da promesse. Ma non aveva senso, io amavo il mio angelo. La realtà era ben diversa.. sapevo che lui si sarebbe sempre fermato, mi fidavo ciecamente del suo autocontrollo.
- Pronto? Pronto?- Ma quando avevo composto il numero? La solita sbadata.
- Pronto.. sì.. scusi. Volevo ordinare due birre e due pizze, una quattro-formaggi e una misto verdure- sinceramente non avevo molta fame, ma ormai avevo promesso.
- Va bene.. consegna a domicilio?- Mi fece lui di rimando.
-Sì. Casa Swan- tanto tutti conoscevano mio papà. L’altro riagganciò immediatamente senza darmi il tempo di salutare. Poco male, la pizza sarebbe arrivata prima. Vidi Charlie rilassarsi sul divano che avevo appena pulito e accendere la televisione, così decisi di salire un attimo in camera mia per rilassarmi. Ma che ore erano? Si era già fatto buio. Forse quasi le sette.
Salii di corsa le scale, aprii la porta di camera mia e accesi la luce. La richiusi lentamente e guardai all’interno.. no, che stupida, tanta era l’abitudine di averlo con me che quasi mi sembrava impossibile non vederlo seduto sul mio letto. Decisi di cambiarmi, avevo addosso ancora i vestiti che avevo usato per pulire e sinceramente per quando sarebbe arrivato volevo farmi trovare in condizioni migliori. Certo però anche l’idea di una doccia sarebbe stata invitante. Mi diressi verso l’armadio e presi un paio di jeans e una magliettina. Decisi che sarebbe stato meglio prendere anche un maglione, l’aria sembrava essersi rinfrescata quella sera, e così mi chinai per aprire il primo cassetto. Ne presi uno di color blu, almeno sarei stata tutta in tinta. Presi a spogliarmi e immersa nei pensieri che avevo fatto poco prima mi avvicinai allo specchio. Mi tolsi la semplice casacca marrone che avevo indossato per coprirmi e scoprii le mie spalle lattee e il reggiseno azzurro che avevo sotto. Mi osservai attentamente..non ero che la pallida imitazione della bellezza di Edward. Slacciai il reggiseno e lo tolsi di scatto buttandolo sul letto. Mi fissai ancora nello specchio.. questo è quello che avrebbe visto il mio futuro marito? Il mio seno in boccio era troppo piccolo, le mie braccia troppo magre forse, la mia pelle troppo bianca, certo non quanto la sua. Pensai ad Alice e Rosalie, ecco fatto mi ero rovinata tutta la nottata. Quelle sì che erano donne! Sbuffai.. e mi rivestii. Mettere il broncio non sarebbe servito..
“E ora vediamo la parte sotto, cara la mia ragazza”. Mi tolsi i pantaloni della tuta e gettai ancora uno sguardo verso specchio. Le mie cosce potevano andare, erano sode e tornite, le caviglie fine e la pancia piatta. Non male. Certo non come le mie “amiche” vampire, non ero seducente per niente e sembravo uno spaventapasseri uscito da un film dell’orrore, però non ero proprio da buttare via. O almeno lo speravo. Mi infilai in fretta i jeans.. tanto così ero, non potevo cambiare. Corsi a spegnere la luce e mi fiondai per le scale. Effettivamente avevo un po’ lo stomaco sotto sopra dalla fame.
Tempismo perfetto. La porta suonò proprio in quell’istante.
Corsi ad aprire e il fattorino mi si presentò con due belle pizze fumanti e una busta, immaginavo con le birre.
- Anche un nostro omaggio. Delle crocchette fumanti..- Mhh.. come avrei fatto a rinunciare al cibo dopo essere diventata una vampira? Mi sembrava impossibile.
Stavo per chiudergli la porta alle spalle dopo averlo ringraziato, quando vidi la solita Volvo nera parcheggiata nel vialetto accanto a casa mia. Un punto interrogativo si disegnò sulla mia testa.. Edward? E chi poteva essere sennò.
Scesi lentamente le scale cercandolo con lo sguardo, ma di lui non c’era traccia. Strano.. forse era salito in camera mia e mi aspettava lì. Mhh.. decisamente strambo. Quella sera era in programma un’uscita insieme quindi tanto valeva bussare come sempre, chissà cosa gli passava per la testa. Sbuffai.. era proprio incorreggibile, anzi imprevedibile era il termine più giusto. Salii con cautela aspettando che sbucasse da non so quale parte, ma questo non avvenne. Allora richiusi la porta alle mie spalle.
- Bella? Sono arrivate le pizze?- Charlie si avvicinò alla finestra e sbirciò fuori.
- E vedo non solo quelle.. ma lui dov’è?- feci spallucce, cosa ne potevo sapere io?
“ Ti prego.. non fare nulla che possa farlo arrabbiare adesso..” pensai sperando quasi che mi sentisse.
Stavo per andare a mettere le pizze sul tavolo, quando il campanello suonò nuovamente. Questa volta fu mio padre ad aprire.
- Edward.. -lo squadrò da capo a piedi e gli fece segno di entrare.
- Signor Swan..- fece lui di rimando con la solita voce educata. Era proprio lui.. Edward Cullen.
“Calmati Bella, salutalo con la voce ferma. Non fare come se passare la giornata senza di lui ti avesse ucciso. Forza ce la poi fare..”. Continuavo a ripetermi fissandolo.
- Bella..- si avvicinò a me e mi stampò un bacio sulla guancia. Io arrossii visibilmente e lui mi sorrise. Al solito.. l’educato vampiro aveva fatto il suo ingresso in scena. Sorrisi di rimando e mi permisi di guardarlo negli occhi. Grave errore.. erano pozzi neri come il petrolio, grandi e misteriosi. Le occhiaie però sembravano più marcate.. doveva avere molta sete. Cosa poteva essere successo?


Ultima modifica di ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 10, 2009 10:49 am, modificato 1 volta
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3)Edward Cullen: Desire and blood.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mar Giu 23, 2009 10:43 am

Edward Cullen: Desire and blood.
“A che gioco stai giocando..Edward Cullen”. Mi guardai intorno ignorando volutamente la presenza del padre di Bella che ci guardava e le andai a stampare un bacio sulla guancia “ Signore.. dimmi che posso strapparle quei vestiti di dosso, dimmi che quella pelle morbida e calda sarà mia”.
La vidi sorridermi un po’ stanca e sognante. “Il mio agnellino, come profumi di buono questa sera. Amore. Quanto vorrei assaggiarti”. Un ringhio stava per uscire dalla mia gola, dovevo assolutamente riuscire a calmare la sete furiosa che avevo del suo sangue. Incrociai il suo sguardo, lei l’aveva notato. Avevo sete.. dovevo cercare di non metterle paura. Feci forza sui miei nervi tesi per calmarmi e sfoderai un sorriso perfetto.
- Allora Bella? Pronta per andare?- Vedevo perfettamente le pizze tra le sue mani, ma ero stanco di rimandare. Era tutto il giorno che aspettavo di prenderla tra le braccia, ora doveva essere tutta per me.
Lei mi lanciò un occhiata sbieca e poi mi porse le pizze.
- Ne vuoi?- mi provocò sorridendo. Sapeva che quella era spazzatura per me, così storsi il naso, ma decisi di prendermi una piccola vittoria. Misi una mano sotto la sua che teneva così bene la loro cena e la strinsi in un gesto possessivo.
- Ho molta fame..- sussurrai con voce troppo roca per essere naturale e la vidi sussultare. Si girò di scatto lasciando la mia presa e si diresse verso il tavolo.
- Allora puoi dividere la mia pizza con me..- mi voltava ancora le spalle. Sentivo Charlie decisamente troppo interessato alla scena. Dovevo calmare i miei bollenti spiriti. Mi ero incastrato da solo.
- Va bene- risposi. No.. che schifo. Bella ridacchiò, girandosi e facendo l’occhiolino.
- E’ un vero evento.. Edward finalmente mangerà con noi. La prima volta in assoluto- già e anche l’ultima pensai poco dopo che il signor Swan pronunciò quelle parole.
Mi misi seduto e avvicinai la mia sedia a quella della mia futura moglie. Una settimana ancora e poi l’avrei condotta all’altare. E sarebbe stata mia.. per l’eternità. Mia e di nessun altro. Scossi la testa cercando di non pensare a cose del genere, avrei potuto metterle paura se avessi esternato quelle emozioni. Bella si alzò a prendere i bicchieri per la birra e involontariamente mi sfiorò il braccio con il seno. L’eccitazione montò in un istante. “Cazzo.. controllati”. Irrigidii il braccio e lo strinsi sotto il tavolo fino a sentire bruciare le mie nocche gelide.
Si risedette ignara sorridendomi.
-Qualcosa non va?- l’avevo spaventata. Bravo, imbecille. L’incertezza della sua voce me lo aveva fatto capire.
“ Sì, Bella. Quando mi stai vicino ho voglia solamente di toccarti e fare l’amore. Con la variante che l’odore del tuo sangue mi fa impazzire e se penso a quello che potrei fare col tuo corpo..” Fermati. Stop. Basta. Dovevo far rientrare quella bestia. Mi vergognavo di me stesso.
- Edward..?- Charlie aveva gli occhi fissi su di me. “ Avevo ragione questo ragazzo nasconde qualcosa”. Lo sentii pensare.
Ma la voce che aveva parlato era quella di Bella. La guardai e l’incertezza dei suoi occhi mi fece morire una seconda volta. No, no, no.. era così innocente, così pura. Non potevo lasciare che venisse macchiata da me.
- Tutto bene tranquilla-. Presi un pezzo di pizza e lo addentai. Eccola.. la punizione per averla guardata mentre si spogliava in camera. “Mangia quella schifezza Cullen, tutta in un boccone”.
Avevo ancora l’immagine dei suoi piccoli seni di fronte agli occhi, perfetti per le mie mani. Ricordai il momento in cui li aveva toccati guardandosi allo specchio e un brivido mi attraversò il corpo.
Entrambi gli Swan erano impegnati a mangiare come me ed entrambi erano fortunatamente ignari dei miei pensieri. Bella era stranamente silenziosa.. se avesse scoperto chi si celava dietro la facciata del suo principe azzurro.. ne ero sicuro, sarebbe tornata da quel cane.
- Bells.. mi puoi prendere un fazzoletto per piacere?- Charlie aveva già finito la sua parte. Quell’uomo sapeva essere più vorace di un animale a volte.
Lei non si fece pregare e tirò la sedia indietro. Fece leva sulle mani, ma qualcosa andò storto. Inciampò sul piede di legno che la fece direttamente cadere sopra di me. Rovinosamente per l’esattezza. Non feci nulla per afferrarla soprattutto per evitare di far insospettire Charlie, ma l’effetto fu comunque negativo. Il profumo della sua carne mi investì come un fiume in piena. La guardai.. si reggeva confusa alle mie cosce, il seno premuto contro le mie ginocchia, il sangue le imporporava le guance. Mi chinai per prenderla tra le braccia, la solita sbadata. La circondai sotto le ascelle, come si fa di solito con i bambini e cercai di rassicurarla con un bacio sulla fronte.
- Bella, Bella. La solita sbadata..- le dissi cercando di controllare il tono della mia voce.
Mi chinai fino a far sfiorare il mio orecchio con i suoi capelli. Ero deciso a fare forza quando qualcosa mi colpì dritto allo stomaco. Un gemito. Appena sussurrato ma pur sempre un gemito di piacere. Colpa della mia umanità forse.. ma l’immagine delle sue cosce nude e delle sue mutandine bianche mi piombò nella mente come se fosse stata semi-nuda in quel momento di fronte a me. Trattenni il respiro, anzi smisi proprio di respirare. La tirai in piedi e feci scivolare le mani sui suoi fianchi. Non riuscii a fermarmi e la toccai, le strinsi i glutei. “Che bel culo che hai, Dio Bella, è così morbido”. No.. tolsi subito le mani come se mi fossi scottato.
Mi fissava.. oddio chissà cosa stava pensando. Odiavo non poterle leggere nella mente. Aveva gli occhi scuri spalancati e il respiro veloce, quello lo potevo sentire, il cuore le batteva all’impazzata. Ero stato io? Ero eccitato, troppo eccitato. Stavo per perdere qualsiasi tipo di controllo quella sera.
“ Limiti, Edward, ricordati i patti.. e i limiti. Ci sono dei confini, tu sei un vampiro lei è un’ umana. Comportati da uomo e non da bestia”. Continuavo a ripetermi nel cervello. “Ma lei è tua, la tua fidanzata è la tua promessa, donna.. è la tua donna. Non l’ ha mai toccata nessuno, falle provare i brividi che solo tu sei capace di darle. Tu la vuoi e lei è pazza di te”. Stavo delirando, dilaniato, distrutto dai miei stessi desideri.
Mi sfuggì dalle mani immediatamente, quello che mi era sembrato un secolo in realtà era stata solo una manciata di minuti. Bella aprì l’armadietto della dispensa allungandosi e afferrò i fazzolettini lanciandoli sul tavolo ridendo imbarazzata.
- Già finito Edward?- Il signor Swan alzò un sopracciglio. “Se mangia così poco, lo credo che è così pallido”, si diceva nel frattempo.
- Sì, signore. Mi sazio velocemente- La risata di Bella giunse cristallina e riuscì a calmarmi un po’, mentre il padre la guardava stupito.
- Papà che ne dici di guardare un po’ di Tv ora..mentre io lavo e sparecchio?- Il grugnito di risposta ci fece sorridere entrambi. Lo vidi prendere posto sul divano e accendere la televisione. Io allora mi voltai verso Bella che probabilmente mi guardava già da un po’. Sguardo impenetrabile, non sopportavo proprio l’idea di non poterle leggere dentro, quegli occhi mi lasciavano ogni volta senza fiato.
Si avvicinò a me, che mi già ero alzato con grazia e mi poggiò le mani sulle braccia.
- Sei sicuro di non voler andare a caccia?- Sussurrò in modo che Charlie non la sentisse.
“ Ma se la mia preda è qui” continuava a ripetere il mostro.
- No sto bene, tranquilla. Vogliamo uscire?- dovevo sembrarle impazzito quel giorno, non c’era altra risposta. Ma lei sembrava solamente preoccupata per me, troppo innocente per capire.
- Senti..- mi trattenne per un gomito e io inavvertitamente deglutii.
- Dimmi..- provai a mettere nella mia voce quanta più dolcezza possibile e infatti lei si rilassò.
- Se vuoi facciamo finta di non uscire e poi ci vediamo in camera..-
“ Sesso”. Doveva essere scritto sulla mia faccia, perché lei arrossi visibilmente e abbassò gli occhi a terra guardandosi le punte dei piedi. Un mostro.. ecco cosa ero, nient’altro che un animale selvatico. Dovevo rimediare al danno.
- Vuoi che ti tenga stretta tra le braccia tutta la notte?- Le lanciai il mio solito sorriso sghembo che sapevo le piaceva particolarmente e lei annuì estasiata. Dovevo proteggerla da me stesso, altrimenti non mi sarei mai perdonato. Era la persona più importante della mia vita.
“Mavà, se ogni notte quando si addormenta ultimamente le sfiori il seno e le cosce. Vorresti ben altro lo sai. È qualcosa che una donna ha in mezzo alle gambe e quella tenera umana sicuramente ce l’ha calda e accogliente, pronta a sanguinare per te”. Strinsi gli occhi a fessura, forse sarebbe stato meglio tornare a casa quella notte, una volta che lei si fosse addormentata. Sarei tornato la mattina, non potevo correre rischi.
- Edward..- mi chiamò. Focalizzai il suo corpo troppo tardi per capire quello che stava per fare.
Mi strinse a sé e mi poggiò le labbra sulla bocca.
“ Toccala”. No..
Risposi al suo bacio, mentre con calma esasperante la stringevo a me. Faceva molto più male a me che a lei, decisamente.
“ Toccala”. No..
Smise di respirare. Come sempre, le facevo questo effetto. Mi amava e si fidava di me, e io maledizione non potevo tradirla.
“ Adesso..”. le mie mani si mossero senza volontà e la spinsi con troppa foga contro il mio bacino. Sussultò e gemette, sapevo che mi stava sentendo. Lo sapevo e la cosa mi faceva eccitare a non finire. Sgranò gli occhi intimorita e io risposi sconvolto a quello sguardo. Non era colpa mia, io non volevo farlo! Non volevo che tu sentissi quando fossi eccitato.
La allontanai bruscamente. In quell’istante mi resi conto che ero uscito dalla porta senza salutare nessuno diretto verso la mia macchina.
“ Stupido, stupido.. è così che la proteggi?”. Accesi la macchina e imboccai il viale.


Ultima modifica di ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Ven Lug 10, 2009 10:50 am, modificato 2 volte
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4)Isabella Swan: Lie and Truth.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Lun Lug 06, 2009 4:18 pm

Isabella Swan: Lie and Truth.

Charlie mi guardava come se gli avessero appena dato un colpo in testa. I suoi occhi sembravano pronti ad uccidere.
- Bells?- Tremai. No.. perché proprio mio padre doveva assistere a quella scena! Che vergogna!
Salii di corsa le scale senza guardarlo, non volevo che pensasse male di me, ma soprattutto non volevo che pensasse male di Edward..
Richiusi la porta alle mie spalle e accesi la luce. Volevo tanto che lui fosse lì ad aspettarmi, per spiegarmi, per rassicurarmi, tutto era vuoto quando il mio angelo non c’era. Mi gettai sul letto e presi il cuscino tra le braccia. Edward.. chiusi gli occhi e focalizzai la sua immagine nella testa.
“Oh Bella ma che cosa stai facendo? Va da lui, cercalo..”. Mi rigirai nel letto e mi misi a testa all’insù fissando il soffitto. Il cuore mi batteva ancora all’impazzata, il mio corpo aveva reagito al suo tocco in modo naturale e perfetto, non me ne vergognavo, ma ero in ansia per lui. Cosa gli era successo? Aveva sete, sete di me, i suoi occhi così neri, pozzi profondi.. tenebre..cosa poteva essergli accaduto? Mi alzai di scatto poggiando i gomiti sul lenzuolo e continuai a guardare per aria rimuginando sulle sue stranezze. Ripensai al modo in cui mi aveva guardata per tutta la sera e il mio cuore mancò qualche battito prima di riprendere regolare. Mi ributtai così addosso al cuscino, stringendolo forte. “Mi manchi, ho bisogno di te, ti amo”. Che stupida ragazzina che ero stata, dovevo chiedergli cosa avesse, calmarlo, stargli vicino, così si sarebbe comportata una moglie e infondo tra una settimana io lo sarei stata… sua, per sempre, per l’eternità. Sapevo già che non sarei riuscita a dormire, a chiudere occhio, la presenza di Edward serviva a farmi calmare, a farmi sentire protetta. “Ti voglio qui con me, ti prego vieni, ti scongiuro”. Il dolore che provavo nel petto era così forte da non riuscire a respirare, qualunque cosa lui avesse voluto io gliel’avrei data, qualunque cosa.. la mia vita, la mia anima, il mio corpo, le mie emozioni tutto pur di averlo vicino. Patetica.. stavo diventando patetica..
- Forse potresti mettere il pigiama per dormire e magari chiudere la finestra, non vorrei che entrasse qualche malintenzionato, signorina Swan-. Sussultai. E mi voltai di scatto alzandomi dal letto.
- Edward..- sussurrai sollevata. Il suo sorriso mi scaldò l’anima.
- Nemmeno mi saluti? Sei arrabbiata quindi..- Io arrabbiata con lui? Per quale motivo? Lo osservai sbattendo le palpebre.
- Io non sono arrabbiata- balbettai, mentre lui si avvicinava a me con quella che mi sembrò estrema cautela.
- Dovresti.. non mi sono comportato bene- allargò le braccia e mi ci rifugiai dentro. Non volevo più che mi lasciasse da sola. Era l’unico posto in cui volevo stare, l’unico che mi facesse stare bene.
- Mi perdoni?- Fece lui con il tono di voce decisamente troppo inquieto. Lo fissai negli occhi, erano un misto, oro sciolto che si mischiava a nero colato.. bellissimi, perfetti, proprio come lui.
Per tutta risposta mi alzai in punta di piedi e gli baciai il collo. Le mie mani passarono tra i suoi capelli e accarezzarono la sua testa con molta dolcezza.
- Edward..smettila continuamente di preoccuparti. Cosa mi avresti fatto di così male? Sei sempre il solito..- gli accarezzai il viso per cercare di rassicurarlo e lui mi baciò il polso e mi strinse cullandomi.
- Bella..Stasera non ho fatto proprio pensieri da principe azzurro-. Mi confessò. Una scarica elettrica mi attraversò la spina dorsale, chissà cosa aveva pensato. Volevo saperlo.
- E cosa pensavi..?- gli domandai timida.
- Non credo sia il caso di dirtelo- si sciolse dall’abbraccio e si buttò sul mio letto, molto rilassato questa volta.
- Mi volevi vero? Avevi sete del mio sangue?- Non credevo realmente di poterglielo dire con quella facilità, ma osai ugualmente. Lo cercai allora con lo sguardo, ma mi voltò improvvisamente la schiena. Odiavo quando non voleva farmi capire cosa celasse il suo cuore.
- Sì- come immaginavo, non poteva aver fatto.. sgranai gli occhi. Oh sì, sì che li aveva fatti quei pensieri.
Non parlai. Lasciai che lui si girasse cercando i miei occhi, per vedere cosa ne pensassi. E io guardai in basso, non volevo che ci leggesse emozione e desiderio, chissà cosa avrebbe pensato di me.
- Bella, non succederà più. Te lo prometto, è stato un momento di debolezza-. No, io volevo che mi mostrasse, che mi dicesse cosa lo tormentava. Scossi la testa.
- Mi desideri?- sussurrai con voce inesistente.
- Sì, da morire- sorrise a quel paragone insolito, ma apprezzai la sua sincerità.
- E perché questa sera..- trovai il coraggio e la forza per guardarlo.
Quando vidi l’esitazione nel suo viso, mi accostai al mio letto inginocchiandomi. –Edward..per favore-.
- Ti ho visto mentre ti svestivi oggi, è stato.. è stato.. eri così maledettamente invitante e calda che stavo per impazzire-. Lo sentivo, stavo per diventare rossa e altrettanto bollente. Che vergogna.. come avevo fatto a non capire.
- Tu..tu.. cosa?- Rischiavo a quel punto di soffocare. L’imbarazzo mi stava assalendo. Oddio ma perché proprio a me..avevo paura di un attacco isterico.
- Dammi pure del mostro se vuoi.. me lo merito- mi sedetti accanto a lui e mi stesi anche io appoggiando la testa sul cuscino vicino alla sua. Percepivo il suo respiro freddo, i nostri nasi si sfioravano appena e riuscii stranamente a rilassarmi.
- Non fa niente è stata colpa mia, dovevo stare più attenta- lui mi zittì con un lieve bacio.
- No io avrei dovuto controllarmi- rispose.
- Ti amo- feci io. Era vero, lui rappresentava tutto il mio mondo, nulla aveva significato senza la sua presenza.
- Non lo merito- mi disse allora. Il tono mi sembrò velato e triste. Non era giusto..
- Edward.. se mi fossi accorta che eri in camera, mi sarei comportata diversamente credimi..- non potevo andare avanti, non ci riuscivo, le immagini di quello che avevo fatto stavano correndo nella mia testa e il mio cuore si stava già lanciando al galoppo.
“Calmati, oppure lui si ne accorgerà”.
- Lo so, tranquilla- mi abbracciò e sospirò fra i miei capelli – Una promessa è una promessa..-
Annuii, sapevo a cosa si riferiva. Dopo il matrimonio potevamo essere liberi di farlo, prima era tabù, l’avevo deciso io infondo, secondo le mie regole, gli avevo detto, prima le nozze. Certo era stato lui a cominciare.
Si girò a pancia all’aria. Era così bello che non mi sarei mai stancata di guardarlo. E si distese..i suoi lineamenti si rilassarono, un accenno di sorriso gli segnò il volto e le sue mani erano completamente abbandonate.
La t-shirt nera lo rendeva quel dio che io non ero neanche lontanamente in grado di raggiungere e il suo respiro ritmico era così fantastico che non riuscii a fermare la mia mano quando si spostò sul suo petto. Sapevo che era un gesto innocente e che lui mi avrebbe lasciato fare, ma per una volta mi sarebbe piaciuto toccarlo senza barriere.
“Bella, è pericoloso. Te lo ha detto anche lui”. Pensai. Ma infondo, mi dissi anche, con lui ero sempre in grave pericolo. Ne valeva la pena morire mentre le mie dita passavano sulla sua pelle? Lo osservai di nuovo mentre con gli occhi chiusi cominciava a sussurrare la mia ninnananna. Veramente sarei morta anche in quel momento per Edward.
Allungai l’altra mano appena sotto la prima cercando di non agitarmi. La sensazione di quel ventre piatto che si alzava e si abbassava era decisamente interessante, ma non volevo fermarmi. Così timidamente infilai la mano sotto la sua maglietta. Le mie dita scottavano contro la sua pelle di ghiaccio e si poggiarono proprio sopra l’attaccatura dei jeans.
“ Oh, no. E adesso? Si arrabbierà? Mi allontanerà?”.
Eccolo, si stava irrigidendo visibilmente, aveva contratto i muscoli. Non volevo che reagisse così, maledizione!
“Merda e ora..?”. Mi venne in aiuto. Mi afferrò i polsi e li allontanò da lui. La mia delusione fu immensa, “Perché non posso mai toccarti? Mi dici che mi vuoi e poi mi allontani” Un groppo mi chiuse la gola, stavo per piangere, ero stufa di non poterlo avere tutto per me, di non poterlo neanche avvicinare, non era normale.
Mi lasciò e vidi come in trance le sue braccia forti sfilarsi la t-shirt.
“Ditemi che non è vero, è un sogno..”. Lo guardai con la bocca spalancata. Un miracolo..non poteva definirsi altrimenti.
- Così mi farò perdonare?- Mi disse scaraventando la maglietta lontano da noi.
Non osavo rispondere, era la prima volta che vedevo Edward così.. diciamo…semplicemente..oddio.
- Bella..?- Il tono era visibilmente agitato, si aspettava che dicessi qualcosa o che mi arrabbiassi forse.
Ma io non avevo mai visto qualcosa di così perfetto in tutta la mia esistenza. Non che di uomini mezzi nudi ne avessi visto tanti, ma abbastanza da sapere che lui era uno di quelli che avrebbe fatto strage di donne.
- Posso..?- Gli domandai allora continuando a fissarlo con adorazione. Tremavo all’idea di accarezzare quella pelle marmorea e gelida. Tuttavia era ciò che realmente desideravo, non riuscivo a pensare a nient’altro che a lui.
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5)Edward Cullen: You are my life.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Dom Lug 12, 2009 6:02 pm

5)Edward Cullen: You are my life.
- Bella..- mentre allungava la mano verso di me le afferrai il polso e lo spinsi con calma verso il mio torace. Sapevo che quel tocco lieve e caldo mi avrebbe portato sull’orlo dell’abisso, ma almeno l’avrebbe fatta felice. Non potevo ignorare il bisogno che aveva di me.
“Sbagliato, Cullen, sei tu che non puoi ignorare la voglia che hai di lei, ammettilo”. Al diavolo sì.. ero io che la desideravo da impazzire. E cosa c’era di tanto sbagliato se lasciavo che la mia futura moglie mi accarezzasse? Non stavo facendo nulla di male.
- Sì?- mi rispose lei sussurrando con voce estasiata. L’effetto che avevo su Bella era sconvolgente, i battiti del suo cuore erano troppo veloci, il sangue le pulsava nelle vene a un ritmo forsennato e l’odore di donna si faceva sempre più forte..e buono. Deglutii, percepivo le reazioni del suo corpo troppo facilmente, era eccitata e io avevo coscienza solamente del suo profumo meraviglioso, saturava l’aria in modo troppo seducente.
“Cazzo”. Dovevo pensare a qualunque cosa che non fosse quello che stava succedendo.
- Toccami..- le chiesi avidamente. No! Ero finito, spacciato. Avrei dovuto mordermi la lingua..
Fissai intensamente la sua bocca rossa socchiudersi e riuscii a stento a contenere la voglia di attirarla a me e affondare i miei denti in quelle piccole sporgenze rosate. La guardai umettarsi le labbra con la lingua e mi accorsi di aver smesso di respirare.
“Errore Edward, errore”. Spalancai gli occhi e non riuscii a trattenere un ringhio, l’appetito cominciava a distruggermi. E non era solo fame di sangue.
Bastava così poco per farmi perdere il controllo con lei.. ma avevo troppa paura di farle del male, ero terrorizzato dalle mie stesse emozioni, perciò ogni bacio, ogni carezza, dovevo dosarla, controllarla, per lei, per noi.
Mi premette le dita sul collo e tracciò una scia bruciante sul mio petto. Con le unghie disegnava cerchi concentrici e con i polpastrelli mi solleticava la pelle.. mi sentivo distrutto, debole, un mostro.
Come potevo permetterle di rischiare così la sua vita? Egoista.. ero solo un egoista.
Decisi che poteva bastare così, per quel giorno si erano già spinti troppo oltre.
“Ma quale oltre, siete promessi sposi e non le hai neanche mai fatto provare il piacere di essere desiderata. L’hai rifiutata, delusa, persino quando lei tentava di sedurti”. Strinsi i denti, ora basta.
Il suo profumo continuava a stordirmi, e io inspirai forte senza accorgermi dei suoi movimenti intorno a me. Mi ritrovai ad abbassare la testa alla ricerca di aria senza odore quando sentii le sue labbra poggiarsi sul mio ombelico e assaggiare il mio sapore con curiosità. La bestia in me ululò vittoriosa.
“Afferrala, baciala, avanti..lo sai..il suo sangue è tenero e dolce..dissetati”. Rimasi immobile contraendo ogni fibra del mio essere. Non volevo.
Avvertii la lingua di Bella scivolare lungo il mio stomaco e fermarsi all’altezza della cinta che fermava i miei jeans. Una scossa elettrica mi percorse e mi accorsi chiaramente che i miei pantaloni si erano stretti all’altezza del cavallo. Ero in suo potere, ero suo. I sensi da vampiro si acuirono e preso dall’eccitazione e dalla frenesia affondai il viso tra i suoi capelli attirandola a me, forse con troppa forza, cominciando a strofinare le mie labbra sul suo collo, così morbido e invitante. Mi inebriava l’idea che lei potesse morire mentre io la possedevo, vederla gemere di piacere mentre le toglievo la vita.
“Fermati.. senza di lei non avrebbe senso continuare a vivere”.
Mi gettai lontano, così velocemente che con molta probabilità avrebbe impiegato qualche secondo per accorgersene. Il mio corpo era scattato istintivamente prima che potessi commettere qualcosa di cui poi mi sarei amaramente pentito. Le voltavo le spalle in piedi di fronte alla porta, i pugni chiusi, le labbra serrate. Le tempie mi dolevano per lo sforzo di resistere e cercai di ricominciare a respirare. Non potevo, non dovevo..
- Edward?- “Non mi chiamare, sta lontana!”. Soffocai un urlo e gemetti di frustrazione.
- Non volevo perdonami.. scusa- Un attimo ancora e tutto sarebbe passato, una manciata di secondi e avrei potuto consolarla.
Riuscii poco dopo a calmarmi e il panico mi sommerse. Cosa avrei letto nei suoi occhi? Disprezzo, paura?
- Dimmi che stai bene, ti prego. Edward..- Rimasi scioccato da quello che stava dicendo, ma ormai non dovevo esserne più stupito. Lei non aveva paura di me, lei era terrorizzata per me.
- Bella, calmati va tutto bene-. Cercai di rassicurarla, ma ero ancora lontano. Non mi fidavo di me.
- Posso avvicinarmi?- Mi chiese timidamente.
- No! Lascia che mi calmi- risposi fin troppo duramente.
Quando i suoi singhiozzi mi giunsero alle orecchie, mi augurai ogni male possibile. Non lo meritava, non Bella, sempre così deliziosa e gradevole. Quando decisi che il mio autocontrollo non correva più pericoli le corsi accanto e la presi tra le braccia.
- Bella.. Bella.. perdonami, non dovevo- la cullai mentre le lacrime le scorrevano ancora sulle guance. Mi bagnò il petto, ma non ci feci troppo caso.
- E’ colpa mia. Tu mi avevi avvertito, come sempre hai ragione, amore- mi inondò di parole, ormai sull’orlo di una crisi d’ansia.
Amore, quella parola mi riempì il cuore di gioia a tenerezza. La circondai completamente e mi sedetti sul letto con lei.
- Ti amo, Bella. Smettila di tormentarti, sono qui con te-. Le baciai la fronte, le accarezzai delicatamente i capelli e le sorrisi dolcemente.
“ E’ così fragile, così piccola”.
- Ti va se mi metto il pigiama e andiamo a dormire?- mi disse tra le lacrime, guardandomi speranzosa.
- Vai, Bimba. Ti aspetto qui- Si alzò di corsa e si chiuse in bagno.
Sospirai, quel giorno non ne avevo fatta una giusta e Bella aveva sofferto. Recuperai in fretta la mia maglia e la indossai velocemente, cercando di non pensare a quello che era avvenuto pochi momenti prima. Comunque non riuscii a trattenere un fremito.
Le rimboccai così le coperte e mi infilai in attesa sotto il copriletto. Per ma faceva maledettamente caldo, ma per lei siccome io ero ghiaccio vivente, era la giusta temperatura. Non potevo permetterle di ammalarsi.
“ Stai ricominciando, sei troppo apprensivo, peggio di un padre”.
La porta si aprì e un fagotto di color rosa antico si avventò su di me ridendo.
- Cosa abbiamo qui? Fa un po’vedere? Un nuovo pigiama- storse la bocca e io scoppiai a ridere.
- Renèe..- non ne capivo il motivo.
- Ha paura che mi riempia il guardaroba di roba per sedurti prima del matrimonio-. La guardai sconvolto. Sua madre era peggio di me.
- Le ho detto che non doveva preoccuparsi, che tu sei irremovibile e che noi abbiamo deciso di fare le cose per tappe, ma non c’è stato verso di farla ragionare-. Mi fissò,e pronunciata quella frase arrossì fino alla radice dei capelli.
Le scompigliai quella massa setosa e la feci stendere. – Su è ora di dormire, è già molto tardi-. “E poi domani dovremo affrontare tuo padre”. Pensai..Charlie infatti non era molto felice di quello che mi aveva visto fare, avremmo dovuto trovare un’ottima spiegazione.
Mi distesi al suo fianco abbracciandola e spensi la luce per accertarmi che lei si addormentasse, finalmente potevo rilassarmi anche io.
- Edward?- mi chiamò dopo pochi secondi.
- Dormi, Bella. Domani ti aspetta una giornata pesante-. Le intimai io, preso da una strana sensazione.
- Posso farti una domanda?- posò la fronte sul mio petto e attese che io rispondessi.
- Spara-. Ero di nuovo teso.
Mi baciò lievemente il petto, ormai coperto, timorosa – Cosa c’è stato di sbagliato in quello che ho fatto.. emh.. diciamo prima? Non è stato piacevole?-. La strinsi ancora di più, la sua innocenza mi lasciava senza parole.
- Ecco..- la sentii afferrare la mia t-shirt e stropicciarla con le mani.
“Dille la verità”. Dentro di me sapevo che era la cosa giusta da fare.
- Mi hai fatto impazzire-. Già, forse era un po’ riduttivo, ma.. era così. Ridacchiò emozionata.. il suo cuore aveva ripreso a battere più veloce del normale. E io faticavo di nuovo a non lasciarmi prendere dall’istinto di vedere fino a che punto riuscissi a far correre il suo sangue, volevo farle provare ciò che aveva fatto a me.
- Spiegami..- alzò il viso cercando il mio nel buio.
- Non so, è difficile- troppo difficile.. o forse no. Il mio cervello correva veloce, immaginai esattamente come farle capire cosa avessi provato.
- Prova..dai- mi disse.
Le mie mani scattarono prima che potessi riuscire a razionalizzare ciò che stava per succedere. Le afferrai il bacino e mi mossi sotto le coperte. Alzai leggermente la felpa del suo pigiama scoprendole la pancia e avvicinai lentamente la testa al suo ombelico. Si era irrigidita completamente, forse per timore, ma decisi lo stesso di proseguire: posai le mie labbra su quella piccola sporgenza.
Il profumo di lei tornò a colpirmi come uno schiaffo, e la fonte di quell’odore ora era troppo vicina perché potessi pensare lucidamente. Mossi il naso istintivamente verso la sua femminilità.
“ Deve avere un sapore fantastico”. Il vampiro in me si era risvegliato.
Bella gemette e tremò tutta. “Ho vinto”, sorrisi alla sua reazione. Cominciai a far scorrere la lingua sulla sua pancia, fino ad arrivare all’attaccatura delle mutandine.
- Ed..Edward- sussurrò Bella in preda ai fremiti. La sua voce era roca e lei faticava a respirare normalmente. Strinse le gambe in modo spasmodico, ma io non potevo non sentire l’odore del suo umore caldo scivolare verso di me e chiedermi di darle sollievo.
“Sto si nuovo impazzendo, devo cercare di controllarmi”. Chiusi gli occhi e scivolai fuori dalle coperte per riprendere il controllo delle mie facoltà mentali. Mi ritrovai di nuovo ad abbracciarla come prima e ci volle un po’ perché entrambi ci potessimo riprendere.
- Scu..- stavo per pronunciare quella parola, perché sapevo di aver esagerato.
Ma lei mi tappò la bocca immediatamente e scosse la testa nell’oscurità.
- No, non ci credo che tu hai provato quello che hai fatto provare a me ora- mi disse.
- E’ così- le confessai.
- E’ bellissimo-. Per la prima volta in tutta la mia vita di vampiro, l’orgoglio maschile mi invase inaspettatamente.
“ Imbecille”. Mi dissi mentalmente.
Si sistemò meglio vicino a me, ormai ancora poco e si sarebbe addormentata.
- Il tuo corpo è così bello..e hai un sapore fantastico- mi sussurrò appena prima di perdere coscienza. Ormai non ci sarebbe stato più modo di calmarmi, addio notte rilassata e tranquilla.
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6)Isabella Swan: Dad and breakfast.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mar Lug 21, 2009 9:25 am

6)Isabella Swan: Dad and breakfast.

Mi svegliai intorpidita e notai immediatamente l’assenza di Edward al mio fianco. I suoi occhi non c’erano, non erano lì a sorridermi..perchè?
“Che sia a causa di quello che è successo ieri?”. L’avevo combinata grossa, non avevo mai visto Edward fuori di sé, fuori controllo, privo della capacità di controllarsi. Era stato incredibile.
Rilassai la testa sul cuscino e cominciai a ricordare. Non avrei mai immaginato che toccarlo fosse così emozionante, il suo corpo sembrava fatto di marmo e ghiaccio, ed era semplicemente bellissimo. “Bella.. di prima mattina questi pensieri..”. Cercai di rimproverarmi, ma l’immagine delle mie dita che accarezzavano il suo torace non le smetteva di torturarmi. E quegli occhi!.. Mi girai su un fianco stringendo le coperte intorno a me come una bambina.. mentre lo sfioravo ero rimasta stregata dal suo modo di reagire alle mie dita. Il ricordo si spostò involontariamente al momento in cui avevo poggiato le mie labbra su di lui.. strinsi il viso sul cuscino.. “Ma perché l’ho fatto!!”, le sue pupille erano diventate nero bollente e avevano inondato il resto dell’occhio cerchiandosi di rosso, era bello da mozzare il fiato! “ Peccato che ci potevi rimanere secca”, pensai in coscienza subito dopo. “E chissene frega, sarei morta volentieri” risposi decisa. Non avevo mai visto Edward così, doveva veramente essere arrivato al limite di sopportazione.. chissà come sarebbe stato vederlo perdere il controllo. “Bella, Bella, tu scherzi con il fuoco”. Ma che ci potevo fare, era un crimine desiderare il proprio ragazzo e tra l’altro fra una settimana marito?
- Isabella Swan!!- un urlo mi fece sussultare e le mie coperte vennero tirate via poco dopo senza un minimo di indecisione.
- Charlie! Emhh.. Papà!!!- mi tirai su immediatamente sussultando dallo spavento. Che cavolo gli era preso? E perché era entrato in camera mia senza bussare?
- Dov’è?- mi agitò un dito contro come a volermi rimproverare di qualcosa, schiamazzando un “lo ammazzo!” o un “non lo doveva fare!”.
- Dov’è chi?- Oddio! Mi ero dimenticata che il giorno prima aveva assistito a quella scena tra me ed Edward.
- Quel.. quel…ti ha messo le mani addosso vero? Dimmelo Bells, ci pensa papà a sistemare tutto- soffocai una risata. Charlie era proprio impazzito! Una cosa era non sopportare Edward per la sua perfezione così decisamente fuori dal comune, una cosa era vederlo come un ragazzo di diciassette anni nel pieno di una crisi ormonale verso la propria figlia. Decisamente un brutto colpo.
Io arrossii, le mani addosso no, quello no. Ma cavolo se avrei voluto che lui lo facesse!
Mio padre interpretò il mio rossore in modo diverso però. E si mise ad urlare a squarciagola.
- Almeno avete preso precauzioni?- era diventato pallido e si era seduto sul letto cercando di respirare normalmente.
- Papà!!!- roteai gli occhi e mi ributtai stesa sul letto. Guardavo il soffitto e pensavo a quanto Edward fosse cambiato negli ultimi due giorni. Sembra più..più.. umano, più ragazzo dei suoi novant’anni suonati. Non che la cosa mi dispiacesse, ma mi domandavo cosa lo avesse portato a questo punto.
- Bella.. con me puoi parlare lo sai..- certo sì come no. Soprattutto di quelle cose poi..
- No, papà hai frainteso. Edward e io abbiamo deciso di fare il grande passo dopo il matrimonio.. solamente dopo..- sottolineai quella parola, sbirciando le sue reazioni e lo vidi rilassarsi visibilmente.
- Ah..- sorrisi. Era tutto imbarazzato! Non sapeva che dire.. poverino..
- Charlie.. ascolta. Edward mi vuole bene, non mi farebbe mai del male..- “Bella, questo non lo dovevi dire, tasto dolente”.
- Ah sì? Veramente? Sai cosa eri diventata quando lui ti ha lasciata qui da sola? Se non fosse stato per Jacob, lui sì che è un bravo ragazzo..- il cuore mi si strinse nel petto e questa volta fui io ad impallidire. Smisi di respirare.. “Non ti voglio più”, la voce di Edward quel giorno mi rimbombò nella testa come un eco. La stanza cominciò a rotearmi intorno e il dolore al petto si fece insopportabile.
-Bells..respira! Che succede? Bella?- notai l’espressione terrorizzata di Charlie che si avvicinò e mi prese il viso tra le mani. Non poteva capire.. non c’era modo di fargli capire. Scossi la testa sentendo le lacrime scorrermi sulle guance. Mio papà mi abbracciò stretta e prima che potessi aprire bocca mi chiese scusa.
- Scusami, non volevo. Ho riportato alla luce momenti dolorosi, vero? Io vorrei solo la tua felicità, lo sai- lo sapevo. Ma non ero arrabbiata con lui. Avevo solo bisogno di vedere Edward, sapere che era tutto passato e che ci saremmo veramente sposati. Tutti gli errori che avevo commesso, le mie incertezze riguardo Jacob, il mio amore per quel ragazzo-lupo che tanto mi aveva aiutata.. dovevo di nuovo sapere che Edward mi aveva perdonata, che non lo disgustavo.
- No, non hai colpa. Ho solo bisogno di vedere Edward- gli avevo detto la verità, quello che pensavo senza prevedere la sua reazione. Comunque annuì e sembrò essersi calmato.
- Viene oggi? Perché non inviti il tuo futuro marito a pranzo?- Mi domandò in ansia. Probabilmente era un modo per farsi perdonare.
“Accetterebbe solo se io fossi il pranzo”. Sghignazzai sollevata, ma lui mi guardò perplesso. Non capiva il motivo della mia risata soffocata.
- Dai Charlie, mi vesto. Scendo e vado da lui a chiederglielo. Ok? Grazie papà. Sei un tesoro- Gli schioccai un bacio sulla guancia che lo fece sorridere felice. Si alzò allora dal letto e si diresse verso la porta.
- Vuoi che ti prepari qualcosa per colazione?- mi disse prima di uscire.
- No, grazie. Non ho molta fame- era vero. In quel momento l’unico mio desiderio era stare con Edward.
Si chiuse la porta alle spalle e lo sentii scendere le scale fischiettando.
- Brava, sei riuscito a calmarlo..- in quel momento il mio vampiro entrò dalla finestra canticchiando.
-Edward!!!- un altro colpo e quel giorno sarei veramente morta. Tra mio padre e lui, avevano deciso di farmi morire.
- Però io non voglio rimanere a pranzo..- mi guardò con il viso angelico e scoppiai a ridere come un’ossessa. Un bimbo.. ecco cosa mi sembrava quando si comportava così.
- Ah no?? Non gradisci la mia cucina Signor Cullen? È offensivo da parte tua- lo canzonai.
Si avvicinò e mi sorrise. Mi abbracciò e mi sfiorò i capelli con le labbra.
-Sono qui, possiamo passare tutta la giornata insieme. Se vuoi- mi rilassai sul suo petto e lo ringraziai con una carezza.
- Sono stata una stupida vero..a reagire così..-. Mi distesi lasciando che lui mi cullasse.
- Sono stato io lo stupido. Ti ho fatta solo stare male e ogni volta me ne pento-. Ma come avrei fatto a vivere senza di lui? Lo strinsi a me con tutta la forza che avevo.
- Ti ho portato una cosa..- mi disse allontanandosi da me e dirigendosi verso la finestra.
Lo guardai incuriosita prendere un pacchetto sul davanzale che mi mise tra le mani. Lo aprii e guardai dentro. Croissant alla marmellata e alla cioccolata. L’odore mi assalì e il mio stomaco brontolò rumorosamente.
- Oh.. Edward..- sospirai. Era veramente il mio angelo. Non poteva esserci ragazzo migliore di lui.
- Guarda meglio..- mi disse.
Aprii meglio il pacco e notai un bicchiere caldo e fumante. Dall’odore era.. una cioccolata calda.. alzai la testa di scatto guardandolo. Non avevo parole.
- Ora dì ancora che non hai fame..- inclinò il capo verso di me e mi lanciò il sorriso sghembo che io tanto adoravo. Il cuore mi balzò nel petto.
- Effettivamente..- presi immediatamente uno di quei cornetti e me lo infilai in bocca, sporcandomi tutta di marmellata. Lo sentii ridere.
- Scotta..- mormorai. Mi ero bruciata la lingua. Distratta come sempre.
- Fa vedere..- mi prese il mento tra le mani e provai subito sollievo. Quelle dita fredde mi alleviarono il dolore.
- Va meglio?- Annuii. Mi riprese il pacchetto dalle mani, tra le mie proteste.
-Prima ti vesti, poi andiamo giù a mangiare ok?- Mi guardò severo e non mi restò che sbuffare e fargli un cenno di assenso con la testa.
- Vuoi che mi spogli qui?- Non ero seria, lo stavo prendendo in giro e lui lo sapeva bene. Finchè giocavo non c’erano problemi.
- Corri in bagno, futura signora Cullen- mi rimproverò bonariamente. Corsi in bagno, ma prima di andare gli sfiorai la bocca con un bacio.
- Grazie, sei il mio vampiro preferito- sollevò un sopracciglio dubbioso e mi baciò la fronte.
- E tu l’ umana più dolce e tenera che abbia mai assaggiato-. Sorrisi.. sapeva sempre cosa rispondere.
Chiusi la porta e la sua voce mi risuonò alle spalle, appena dietro il muro.
- Posso sbirciare?- sussultai. Ma da quanto tempo non andava a caccia? Non stava certo dicendo sul serio.
- A quanto pare è diventata la tua passione- risposi, ma tremavo. Se me l’avesse chiesto gli avrei aperto la porta, altro che sbirciare.
- Già, chissà perché..- la sua voce mi sembrò pensierosa. Era il suo modo di farmi capire che non voleva affrontare l’argomento e che non era realmente interessato ad approfondire. Un po’ rimasi delusa, ma non potevo pretendere da lui un cambiamento così radicale.
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7)Alice Cullen: Vampire’s love.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Lug 25, 2009 10:42 pm

7)Alice Cullen: Vampire’s love.

Guardai fuori dalla finestra, sapevo bene che il mio era stato un colpo basso. Edward non lo meritava, ma volevo assolutamente fare qualcosa per Bella.
“ Incredibile.. mi sono affezionata ad un essere umano”. Poteva essere veramente pesante avere uno come Edward accanto per tutta l’eternità. Io ne sapevo qualcosa.
Quel ragazzo sembrava allontanare ogni pensiero che non fosse coerente e razionale. Aveva sempre rifiutato le donne, disgustato dalla loro mente e dai loro atteggiamenti. Persino con Thania era rimasto impassibile, e lei in passato aveva fatto di tutto per sedurlo. Sospirai.. probabilmente avevo fatto a Bella un grande regalo in questi due giorni. Oltre l’organizzazione del matrimonio ovviamente. Anche se speravo in qualcosa di più. Le visioni erano state chiare, Edward aveva ceduto: ma certo io mi aspettavo ben altre reazioni, vampiro cocciuto.
“ Mi devo prendere una pausa, mancano ancora sei giorni, ho tutto il tempo per finire di preparare le nozze in modo assolutamente perfetto”. Sorrisi, era così divertente impegnare la mente in qualcosa. Bella mi piaceva per quello, aveva sempre la testa piena di pensieri, sempre qualcosa di cui preoccuparsi. Al contrario di noi vampiri.
Dovevo considerare qualche altro piano, quello di fare andare Edward a casa di Bella mentre lei era occupata a svestirsi era stato piuttosto squallido e ovvio, anche se era stato indubbiamente utile. Dovevo ammetterlo, stavo rasentando la genialità. Mi sentii orgogliosa di me.
Mi stiracchiai e mi diressi verso la mia camera. La giornata si presentava alquanto interessante, dovevo preoccuparmi del vestito da sposa e dei fiori. Avevo solo l’imbarazzo della scelta.
Aprii la porta della mia stanza e decisi di passare un po’ di tempo a leggere e rilassarmi. Avevo bisogno di tempo per ideare un nuovo piano.
- Vedo che ti stai dando da fare..- era molto difficile cogliermi di sorpresa, ma lui ci riusciva quasi sempre.
- Jasper..- reagii di impulso e mi voltai di nuovo per uscire. Ma lui mi bloccò prima che potessi aprire la porta.
- Ho voglia Alice..- mi prese per la vita mi attirò a sé. Il corpo duro e caldo contro il mio, le labbra sul mio collo. No.. di nuovo quella tortura.
“Non devi cedere, non devi cedere”. Tremai e le mie gambe si fecero molli quando lui mi afferrò un seno con la mano.
- Basta.. Jasper..- non riuscivo a essere lucida, non potevo, non con lui così vicino a me.
Sorrise mostrandomi i denti, ero solo una preda per lui.. non c’era alcuna differenza. Solo che non mi uccideva..prendeva e usava il mio corpo a suo piacimento, come con un oggetto.
- E dai.. potrai pensare dopo al tuo Edward..- mi infilò una mano sotto la gonna.
“Al diavolo te e la tua mania di metterti gonne corte, vampira vanitosa”. Lo spinsi via con tutta la mia forza e lui si mise a ridere.
- Non mi dire che non lo vuoi..- mi girò intorno, gli occhi rossi puntati su di me. Gli risposi con un ringhio acuto, mettendomi in posizione di difesa.
Mi afferrò e mi strinse le braccia, mi calmai immediatamente. “ No, no, no..”. Mi cinse la vita e mi aprì le gambe, affondando la sua mano nelle mie mutandine.
Cercai di soffocare un gemito. – Non vale, bastardo..- ringhiai ancora nelle sue orecchie. Percepii la sua risata e mi vergognai di quello che gli stavo permettendo di fare con me.
Reclinai la testa all’indietro, lasciando che un lamento di piacere mi divorasse. Ero cosciente solamente della sue dita che si muovevano impazzite dentro di me, mentre io mi contorcevo aggrappandomi a lui.
- Questo il tuo Edward lo saprebbe fare?- mi sussurrò ancora baciandomi il collo. Non gliel’avrei mai data vinta, non gli avrei mai detto quello che veramente provavo dentro di me.
- Sì..- si irrigidì immediatamente, come se si fosse scottato e si scostò spingendomi via. Fece molto più male a me che a lui. Lo amavo, lo avevo sempre amato, disperatamente totalmente. Avevo voglia di piangere. Era lui il mio destino, la mia vita.
Si diresse verso la porta, senza guardarmi in faccia.
- Jasper..?- lo chiamai tra le lacrime. Perché non riuscivo a vedere il mio futuro con lui? Perché non riuscivo a divinare le sue mosse con me? Forse ero troppo coinvolta.
- Che cazzo vuoi ancora..- mi rispose di spalle.
- Resta..- il mio orgoglio andò in pezzi, ma non potevo farlo andare via. Avevo troppa voglia di lui.
Le mie mani si mossero da sole, mi aprii la camicetta e lasciai scivolare a terra la minigonna. Mi tolsi con un gesto veloce i tacchi e lasciai che lui mi guardasse e mi desiderasse.
- Dammi un motivo per rimanere..- i suoi occhi mi guardavano l’anima, la passione che leggevo dentro di lui sarebbe esplosa di lì a poco.
“Non glielo dire, non glielo dire..”. Mi morsi un labbro. Non doveva sapere che lo amavo, non doveva..
Mi misi allora a supplicarlo. -Ti prego..-. La mai voce era tenera, carica di significati. Sapevo che non avrebbe resistito, lo conoscevo troppo bene ormai. Non era molto che l’avevo portato nella nostra famiglia, ma eravamo subito diventati amanti e poi c’eravamo sposati. Insieme però facevamo solo sesso. Mi faceva male, ma.. a volte lo desideravo troppo per non accettarlo. Ero sua schiava.
Mi avvicinai a lui con sguardo seducente e mi strusciai sul suo corpo facendo le fusa. – Ti prego..- lasciai che lui mi prendesse il viso tra le mani. A volte avevo avuto la sensazione che lui provasse per me qualcosa di più. Per esempio quando ero tornata dall’Italia. L’avevo visto lì, in piedi, aspettarmi all’aeroporto, lo sguardo terrorizzato e preoccupato, quasi distrutto, e poi avevo letto sollievo, amore e passione. Ci eravamo fissati intensamente per un’eternità, non avrei mai potuto dimenticarlo, lo tenevo nel cuore come un segreto. Mio marito..
Mi baciò, la sua bocca rovente si impossessò della mia e io risposi con altrettanta violenza.
“Sei un’incoerente”. Lo sapevo ma non potevo farne a meno. Mi strappò la lingerie nera che indossavo, e non mi lasciò il tempo per protestare.
- Alice..- sussurrò il mio nome con voce carica di desiderio. Mi spinse sul muro freddo e bloccò il mio corpo in modo che non potessi muovermi. Cominciò a leccarmi i capezzoli e io mi accorsi di non avere più la forza e l’equilibrio necessari per rimanere in piedi. Fu lui a corrermi in aiuto.
Con un braccio mi alzò da terra e istintivamente circondai la sua vita con le mie gambe. La stoffa dei suoi vestiti a contatto con la mia pelle nuda mi infastidì.
- Jasper..- protestai. Ma lui non ci fece caso. Percepii la sua eccitazione tra le mie cosce. Gemetti.. evidentemente si era abbassato i jeans. No, non volevo questo.
- Jasper..- continuai arrabbiata. Una risata mi arrivò alle orecchie. Mi afferrò saldamente e mi mise seduta sopra il comò della mia camera.. ringraziai allora il mio amore per i mobili bassi.
Lo osservai spogliarsi, senza staccare mai lo sguardo dal suo. Si tolse le scarpe da ginnastica, i jeans e infine la maglietta. Guardai il suo corpo estasiata.
- Ti piace quello che vedi?- Il tono era sarcastico lo sapevo. Su quel fisico c’erano cicatrici che non se ne sarebbero più andate, lui le odiava e le rifiutava, ma io le amavo, amavo tutto di lui. Si diresse di nuovo verso di me, preso da una strana frenesia.
- Sei bello- gli dissi una volta che si fu di nuovo avvicinato a me.
“Sei fantastico.. sembri una divinità ferita..” pensai tracciando le cicatrici sulle sue braccia con riverenza.
- Sì, come no..- vidi un’ombra scura passare sul suo volto. “No, non voglio vederti triste!”. Mi aggrappai spasmodicamente a lui cercando di inarcare la schiena il più possibile, adesso non volevo che pensasse a nulla. Aprii le gambe e percepii chiaramente il momento in cui entrò dentro di me.
- Alice..- gemette afferrandomi per le natiche.
- Sono tua.. mi senti?- cominciai a muovermi lentamente seguita da lui che affondava dentro di me con forza.
- Più veloce..- non mi feci pregare e lo accontentai, gridando e lasciandomi completamente andare a quelle sensazioni. Venimmo nello stesso momento, tremanti e completamente fuori controllo.
Mi appoggiai con la schiena sullo specchio antico e dondolai le gambe, mentre con grazia usciva da me e mi voltava le spalle.
Era sempre così, una volta fatto sesso, lui se ne andava, lasciandomi da sola a soffrire, senza una carezza o un bacio.
- Che farai oggi?- Gli domandai mentre si rivestiva.
- Vado a caccia con Emmett, Edward ci raggiunge stasera..- voce neutra, priva di qualsiasi emozione.
- Posso venire anche io?- ero coma una bambina alla ricerca di coccole.
- Se vuoi puoi raggiungerci anche tu stasera- almeno non aveva detto di no. Lo vidi uscire dalla mia camera, non si voltò nemmeno una volta. Senza di lui l’odore del nostro rapporto non aveva senso, ma forse era quello che ci legava a non avere proprio senso.
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8)Jasper Hale: Loneliness.

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Mer Lug 29, 2009 9:51 am

8)Jasper Hale: Loneliness.

Camminavo tra il fogliame, non mi accorgevo quasi che la pioggia cadeva su di me incessantemente.. tanto ero già morto, a cosa serviva combattere qualcosa che non poteva in alcun modo colpirmi?
Emmett, in giro da qualche parte, probabilmente aveva fiutato qualche preda. Io invece non avevo per niente fame, camminavo senza meta, gli occhi bassi, pensando ad un’unica cosa: Alice.
“ Ti prego”. Ricordavo la sua voce tenera e sensuale che mi aveva supplicato di accarezzarla, più forte del bisogno del sangue, più forte della mia stessa volontà. Mia moglie.. che non avevo mai avuto il coraggio di amare. Mia moglie.. che cercava con tutte le sue forze di proteggermi, lei che aveva capito il mio bisogno d’amore e mi aveva dato una famiglia.
Portai due dita alle labbra: odoravano ancora di lei. Potevo ancora percepire il suo profumo di donna. Codardo.. ecco cosa ero. Lentamente passai la lingua sui miei polpastrelli, il sapore dolce fu un pugno diretto sullo stomaco. “E’ troppo per me sono solo uno schifoso vampiro”.
Chiusi gli occhi immaginando di amarla per ore, senza fretta, dandole tutto quello che non ero mai riuscito ad esprimere a parole. Se solo non avessi avuto così paura.
L’amavo.. ne ero certo, fin dal primo momento che l’avevo vista in quel bar l’ avevo amata. A quel tempo ero maledettamente solo e lei mi aveva raggiunto al tavolo e aveva sussurrato solo due parole “Sei tu” e si era donata a me. La mia amante, la mia donna, mia moglie… mi aveva sempre protetto e io invece.. Forse il nostro matrimonio era stato uno dei giorni più infelici della sua vita. Già.. erano anni che la utilizzavo. Facevamo sesso sì, ed era bellissimo, ma nient’altro. Nessuna carezza, nessuna parola dolce. Soci in affari.. se così si poteva dire. Ero certo di una cosa: se non avessi avuto il potere di calmare lo spirito e le emozioni degli altri lei mi avrebbe sempre rifiutato, e invece quando la toccavo cercavo appositamente di calmarla. E lei lo sapeva, lei sapeva tutto, ma allora perché? Perché lasciava che le facessi questo? “ Sei solo un bastardo” mi aveva detto. Ed era vero.
Sospirai distrutto.. non ero affatto cambiato da allora. Cercavo un me stesso che era scomparso, non c’era più in me quell’umanità, ora ero solo un essere disgustoso.
La pioggia non voleva smettere di bagnarmi, sorrisi.. “Sono zuppo, e chi lo sente Carisle quando torno. E’ sempre troppo preoccupato per noi. Chissà dove è andato a finire Emmett.. forse se n’è già tornato a casa..”. Il sorriso fece in fretta a morire sulle mie labbra.. percepii il suo odore chiaramente.. Alice era vicina. Cercai di capire se ci fosse anche Edward, probabilmente sì ma era lontano. Camminai più in fretta, seguendo quel profumo a me tanto familiare, fino a quando non la vidi. Appoggiata ad un tronco, sembrava mi stesse aspettando.
- Ciao- mi disse senza alzare lo sguardo da terra.
- Ciao- le risposi con voce assente. “Ma perché?”
- Fatto buona caccia?- mi domandò. Cercava solo di parlare probabilmente, intavolare una qualsiasi conversazione.
Feci spallucce. –No, stasera non è aria- voce atona, la migliore che avessi mai sfoderato.
- Ah..- mi rispose lei.
- Sapevi che ero qui?- questa volta ero andato meglio, quasi incuriosito. Peccato che la domanda fosse idiota.
- Beh..- e infatti.. lei mi guardò con la fronte corrugata. Basta, non potevo sopportare oltre.
- Me ne torno a casa..- ero deciso a tenere la distanza di sicurezza, la sorpassai e feci per lanciarmi in una corsa senza fine.
- Edward dice che..- mi bloccai a quelle parole. “ Edward.. sempre, sempre, sempre Edward..”. Ringhiai voltandomi verso la sua schiena che afferrai disperato.
- Cosa dice il saggio e perfetto Edward?- Rabbia? Pazzia? No, ero geloso, perdutamente geloso del fatto che lei parlasse sempre con suo “fratello”. Sapevo che lui non aveva occhi che per Bella, ma ero terrorizzato all’idea che Alice potesse provare altro per lui che un semplice sentimento di fratellanza. E in passato era stato anche peggio.
- Che sei un cretino..- sussurrò allora divincolandosi dalla mia stretta. E aveva ragione. Ammiravo Edward per questo.. aveva sempre saputo dei miei sentimenti per lei, mi leggeva la mente, ma mai una volta le aveva rivelato qualcosa. Ne avevamo parlato.. e aveva rispettato la mia decisione, anche se questo voleva dire far soffrire sua sorella. Aveva detto “ Avete solo bisogno di tempo”. Però ne era passato un po’ troppo da quel giorno.
Lasciai che mia moglie si voltasse. Sbattei le palpebre e intanto guardai il modo in cui era vestita.. la gelosia mi assalì ancora, prepotente, e il possesso mi lacerò le viscere.
- Alice..- urlai arrabbiato. Le afferrai un braccio strattonandola verso di me.
- Cosa vuoi? Lasciami..- mi afferrò una spalla tanto forte che smisi di respirare regolarmente come d’abitudine.
Le sue cosce erano esposte alla mia vista e un vestito nero e corto le fasciava il corpo evidenziando il suo seno voluminoso e sodo.
-Come ti sei vestita per cacciare? Sembri una puttana..- le gridai contro. –Stupida ragazzina. Lo shopping ha su di te brutti effetti..- ero fuori di me, non riuscivo più a controllarmi. La vidi cadere in ginocchio dopo aver perso l’equilibrio e fissarmi con gli occhi spalancati.
Stava piangendo? Non riuscivo a capirlo, o forse non volevo, perché lo sentivo. Stava male, le stavo facendo del male. “Disgustoso, sei solo un essere disgustoso. Sei capace solo di far soffrire”.
Nonostante questo distolsi lo sguardo con una smorfia. Non ne volevo più sapere di lei quella sera, adesso avevo fame.
- Andiamo Alice..- sentii inaspettatamente una voce vicino a lei. Edward.. abbassai gli occhi e lo vidi mentre premuroso mettere le mani sulle quelle piccole spalle attirarla a sé in un gesto di protezione.
“ Tu hai Bella bastardo..”. Mi lesse nella mente, perché mi guardò minaccioso. Strinse ancora di più la mia donna e le cinse la vita in modo da tenerla più stretta. Semmai avessi deciso di uccidere qualcuno, questo era proprio Edward Cullen, il vampiro più posato, bello e perfetto che fosse mai esistito .
Lo osservai mentre la portava via lontano da me.
- Hai bisogno di un po’ di tranquillità, torniamo a casa..se vuoi mangiare qualcosa ci penso io. Ho tutta la notte..- le prese il mento fermandosi di scatto non troppo lontano da me. Il gesto mi fece arrabbiare ancora di più.
“No.. è solo mia.. solo mia”. Ero impotente. Lo guardai mentre la accarezzava dolcemente cercando di consolarla e lo invidiai. Come riusciva a essere così premuroso? A esprimere così bene i suoi sentimenti?
I loro occhi erano intrecciati, si fissavano da quella che mi sembrava un’eternità. Edward non smetteva di accarezzarle il viso, di consolarla con quella dolcezza, quell’affetto che solo una famiglia poteva donare. “Fallito..” mi gridava la mia mente “tu non hai nessuno”. Come avrei voluto chiudere gli occhi e morire, per l’eternità, e invece sopravvivevo senza neanche sapere perché. “Te lo meriti.. di certo lei non può amarti”.
Sghignazzai e tornai a guardare quella orribile scenetta romantica. Edward sospirò e cercò di aumentare la stretta intorno al viso di Alice. Ma lei continuava a scuotere la testa in modo violento, mordendosi le labbra e piangendo disperatamente. D’un tratto girò il suo viso verso di me, pallido, distrutto e mi fissò negli occhi. Non riuscii a sostenere quelle pupille così dolci, che mi chiedevano solo un po’ di affetto e chiusi le palpebre… avevo perso.
Le riaprii subito dopo infastidito dalle sensazioni che mi assalirono: dolore e sofferenza, amore e adorazione. Non volevo sapere, non volevo capire che tutto questo era per me. Così cercai rifugio in me stesso, di nuovo desiderai di sparire, e ancora come allora mi convinsi di essere solo.
Le mie pupille vuote si posarono nuovamente su mia moglie, mi sentivo privato persino dell’ultimo briciolo di anima che mi era rimasto. Lei mi guardava e fissava come se si aspettasse qualcosa da me, ma io non reagivo e anzi rimanevo fermo senza fare nulla. Fu allora che notai le sue iridi dilatate..era come terrorizzata. Si dibatté e contorse sotto la folle stretta di Edward e corse disperata verso di me. Cosa stava succedendo? Non riuscivo a capire.
Si gettò sul mio corpo con tanta foga che indietreggiai di un passo.
- Non farlo.. no..- ero stordito da quel gesto, impaurito forse.
- Alice..- ero confuso, completamente inerme.
- Dovrai fare i conti con me. Hai capito? Tu non sei solo, hai una famiglia, hai noi!- La sua voce piena di angoscia e sofferenza mi schiaffeggiò, le sue mani battevano sul mio petto come quelle di una bambina.
Alzai la testa per guardare Edward. Mi fissava.. ma non parlava. Sorrise anzi.. gli occhi colmi di comprensione e, voltandoci le spalle, sparì in fretta come era arrivato.
- Io..- provai a cingerle i fianchi come aveva fatto prima suo fratello, ma ne uscì un gesto goffo e per niente sicuro. “Imbranato”.
Si alzò in punta di piedi e mi baciò. Troppo in fretta perché potessi usare i miei poteri per calmarla, troppo in fretta perché potessi allontanarla..
- Jasper.. resta con me stanotte. Stiamo qui da soli, facciamolo dai..- non aveva smesso di piangere, ma cercava di sorridere per me, lo percepivo. “Non la meriti”.
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