Punto di non ritorno

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Punto di non ritorno

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:30 pm

questa è una fanfict dove ho trovato solo questo capitolo...anche se è davvero molto lungo!!!!
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1 parte

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:31 pm

Punto di non ritorno- Edward.

"Siamo arrivati Bella", mi voltai verso di lei, osservava affascinata l' ambiente tropicale che avevamo intorno, era calata la sera, il suo viso mi sembrava stanco e strapazzato.
"Dove siamo?", mi diede la mano per aiutarla a scendere dalla barca.
"Un regalo da parte dei miei", e le sorrisi nervoso, pensando al motivo che aveva spinto Carlisle a prestarci quella casa, in quell' isola calda e soffocante, tremavo al solo pensiero di quello che sarebbe potuto succedere, ma ormai era tardi per rimangiarsi la parola data, e per quanto non volessi ammetterlo, non ero un codardo.
"Dammi faccio io", presi le due borse che ci appartenevano, e con l' altra mano strinsi la sua incamminandoci lungo il sentiero illuminato dalla debole luce della luna, che filtrava e formava strani disegni sulla sabbia chiara quasi quanto la sua pelle. Sarei morto prima di farle del male.
"Ti piace?" le chiesi quando accesi la luce della veranda, illuminando il legno chiaro della casa.
"Wow, e' davvero bellissima". Sospiro', forse non ero l' unico ad essere nervoso, e lei aveva maggior ragione di esserlo rispetto a me.
Le mostrai la casa, arredata da Esme con le stesse tonalita' chiare e vellutate della nostra casa a Forks.
Andai in camera da letto, sentendo che Bella mi seguiva lenta nel corridoio. Posai le borse vicino al como' bianco, nel quale erano poggiate varie candele, riuscivo a sentire l' odore di lavanda e incenso mescolato al suo profumo, cosi' dolce, che si librava a mezz'aria nella stanza, come un velo.
"E' di Esme questa casa?", chiese curiosa, osservando il mare al di la' della vetrata che si apriva sulla veranda.
"E' un regalo di Carlisle a Esme per l' anniversario dei loro 40 anni di vita insieme, ogni tanto vengono anche Alice e Jasper qui".
Osservava il baldacchino di tulle che avvolgeva il letto fino a terra, il grande specchio vicino alla porta, che rifletteva la stanza, facendola sembrare ancora piu' grande, studiava ogni particolare, come io facevo con lei, come avevo sempre fatto.
"Volevo chiederti se ti andava di mangiare qualcosa, il viaggio e' stato lungo, ti vedo un po' stanca", dicendolo mi spostai per non mostrarle il mio viso, non avrebbe certo colto l' ansia che sentivo crescere sempre di piu' dentro di me, andai in cucina, e iniziai a preparare qualcosa prima che lei avesse il tempo di rispondermi.
"Edward...non ho fame, davvero", si avvicino', e richiuse dietro si se l' anta del frigo, guardandomi preoccupata, ma allo stesso tempo riuscivo a cogliere in lei fermezza e calma che avrei voluto possedere anch' io in quel momento.
"Dovresti mangiare Bella, siamo in viaggio da ore e non hai toccato cibo dopo aver lasciato Rio", si stava accorgendo che dietro la mia sincera apprensione si nascondeva la paura? O forse non ci aveva fatto caso? No, impossibile, Bella non si lasciava sfuggire nulla.
"Mangero' piu' tardi se mi va, ora vorrei andare a farmi una doccia se per te va bene", mi guardo' come se dovessi decidere io, come se spettasse a me la scelta. Quando capii cosa intendeva spalancai di colpo gli occhi, troppo velocemente perche' potesse rendersi conto che avevo capito cosa si nascondeva dietro quella semplice domanda.
"Bella, non dev' essere per forza cosi', lo so, te lo avevo promesso, ma possiamo sempre aspettare, non vorrei perderti proprio il nostro primo giorno di nozze, e soprattutto, non voglio farti del male", mi avvicinai a lei veloce, cingendola per la vita, ormai era mia, niente ci avrebbe separati, eravamo legati per sempre l' uno all' altra, in un modo o nell' altro ero riuscito a starle accanto senza tragedia; certo, c' erano stati degli incidenti, la festa di compleanno, James...ma cio' che contava e' che ora eravamo marito e moglie, legati indissolubilmente insieme.
"Edward basta con questa storia, ne abbiamo parlato fino allo sfinimento, e avevamo raggiunto il nostro accordo, per quanto mi riguarda ti ho sposato, nonostante fossi un po' riluttante all' idea del matrimonio, ma questo non ha importanza, siamo insieme ora, e sai benissimo che mi fido di te piu' di chiunque altro, persino di me stessa. Abbiamo deciso, insieme, non dimenticarlo", mi guardo' con uno sguardo sereno, calmo persino, sapevo che aveva ragione, ma come faceva lei a fidarsi cosi' ciecamente di me stesso, quando io non potevo? Quando avrei potuto tradire facilmente quella fiducia in una manciata di secondi, dannandomi per sempre?
Non risposi.
"Va bene, io ora vado a farmi una doccia, ti aspetto in camera, per favore...", aggiunse quella supplica, che per me fu una fitta al cuore, se solo avessi potuto provare dolore. Si volto' e ando' verso la camera da letto, lasciando dietro di se la scia di profumo che cosi' tanto amavo.
Sentii quando l' acqua della doccia inizio' a scorrere, lenta, sentivo il fruscio dei suoi vestiti nell' altra camera che cadevano a terra, i suoi sospiri, per distrarmi da tutto questo andai in camera da letto, spegnendo le luci della cucina dietro di me.
Aprii la vetrata, lasciando che l' odore del mare entrasse nella stanza, lavandola dal suo odore, le tende iniziarono a muoversi pigramente mosse dalla brezze che entrava, il mare si stendeva scuro sotto la luce della luna, mosso da qualche increspatura.
Dovevo fare qualcosa o avrei perso la ragione, dovevo concentrarmi su cio' che era importante, che dovevo tenete a mente, piu' di qualunque altra cosa, accessi le candele lasciate da Alice in una delle sue numerose visite alla casa, e spensi la luce della camera, lasciando che il loro debole alone di luce si irradiasse caldo.
Misi via i miei vestiti, lasciando soltanto l' intimo e una semplice maglietta di cotone, Carlisle aveva fatto bene a suggerirmi l' isola per la nostra notte di nozze, era stata un idea saggia, il caldo...
Mi accorsi che l' acqua del bagno aveva smesso di scendere gia da un po...Bella era ancora dentro.
Bussai piano alla porta bianca.
"Bella? Tutto bene?"...Sentivo il suo cuore, che correva piu' svelto del solito...
"Si tutto bene, ho quasi finito, non ti preoccupare", la sua voce suonava frastornata, confusa...Non so' cos' avrei dato per saperne il motivo, ma ormai avevo rinunciato a carpire i suoi pensieri.
Ero sulla terrazza quando sentii la chiave girare e la porta del bagno aprirsi. Rimasi pietrificato quando percepii il calore della sua pelle, e il suo profumo, senza nessuna barriera, sapevo che era nuda, ma non ero pronto, un fiume di emozioni e paura mi invasero.
Mi girai lentamente, pronto a resistere, dovevo resistere, nulla era piu' importante di lei, della sua salvezza, la luna di miele non importava, non aveva senso, non avrei mai dovuto accettare questa sua richiesta.
"Bella...".
Era li, davanti a me, che mi guardava, il viso incorniciato dai capelli sciolti sulle spalle, che ricadevano bagnati, la pelle decorata da tante piccole gocce d' acqua, che ornavano il suo corpo come rugiada d' inverno, era bellissima, piu' bella di qualunque altra cosa avessi mai visto. Ed era mia.
"Edward...e' una mia scelta". Lo disse con coraggio, decisione, e basto' quello a farmi capire che non si sarebbe arresa solo perche' consideravo pericolosa la questione, avrebbe vinto lei, come sempre.
La raggiunsi rapido, stringendola a me con entrambe le braccia, la strinsi prima forte, in modo brusco, poi lentamente rallentai la presa su di lei, che a sua volta mi cingeva il collo con la sua pelle candida, e feci scivolare le mie mani sulla sua schiena, scoprendo parti di lei che non avevo mai osato toccare, per paura di ferirla.
Disegnai sentieri tortuosi sulla sua pelle, con il semplice passaggio delle mie dita veloci, percependo il suo calore, il pulsare del suo sangue cosi' caldo, i suoi tremori, il suo respiro che cresceva. Sarebbe morta a causa mia.
Forse percepi' il mio stato d' animo...
"Cerca di lasciarti andare Edward, non pensare a nulla, siamo solo noi due".
Si allontano' da me, non capivo cosa volesse fare finche' non vidi le sue mani prendere il lembo di cotone della mia maglietta e tirarla su, la fece scivolare per terra, vicino a noi, ora era il mio respiro ad essere irregolare e veloce, mentre il suo si manteneva calmo.
Resto' a guardarmi per un interminabile minuto, osservando il mio petto, e scendendo piu' giu, lungo i fianchi.
"Sei stupendo", mi guardo' con quel suo sguardo dolce, e mi sorrise.
Le sue mani furono nuovamente su di me, ora erano impazienti, decise, non avevo paura, sapevano cosa fare. Feci un passo indietro quando percepii le sue dita sull' elastico dei miei boxer scuri.
"Non temere", lo disse con voce piena di tenerezza, lei che consolava me, avrebbe dovuto essere il contrario.
Aumento' la presa e sentii il tessuto scendere sempre di piu', fino a che non fu ai miei piedi vicino alla maglietta.
Le sue braccia mi strinsero, calde, delicate, e per la prima volta sentii il suo corpo, la sua pelle, aderire alla mia, fredda e dura.
Non potevo neanche immaginare di provare simili sensazioni, e dentro di me qualcosa esplose, senza nessun rumore, ma cosi' violentemente che per me fu come un boato.
La presi per mano, e la spinsi delicatamente verso le lenzuola chiare, chiudendo dietro di me il velo del baldacchino. Non mollava i miei occhi neanche per un secondo, quel momento era nostro, suo quanto mio, e capii solo allora che niente avrebbe potuto rovinarlo, ne il timore che avevo per lei, ne la paura per le mie azioni avventate.
"Bella, ti amo", le sussurrai piano, sul collo.
"Ti amo anche io", si strinse di piu' al mio corpo, con impazienza.
Ci coprimmo con le lenzuola, non per la temperatura, ma non volevo che sentisse freddo, colevo fare tutto cio' che potevo per farla star bene.
Le sue gambe si aprirono per farmi aderire meglio al suo corpo, gesti che non sapevamo di fare si compivano con naturalezza, senza preoccupazioni.
Sentii quando il mio intimo tocco' il suo, e lei ansimo'. Con il viso scesi dal suo collo piano fino al suo seno perfetto e iniziai a baciarlo.
"Edward...", ora il suo respiro non era piu' calmo, ma velocissimo, e le sue parole erano diventati sussurri persi nella penombra della stanza.
Non era l' unica che stava impazzendo, faticavo a restare lucido, e non so per quanto avrei resistito.
Le sue mani si mossero impazienti sulla mia schiena, stringendomi ancora di piu' a lei, il suo calore sul mio corpo era la cosa piu' bella che avessi mai sentito, mi strinse, e le sue mani affondarono leggermente nella mia pelle impenetrabile.
Mi poggiai con piu' forza sul suo corpo, lasciandomi andare affinche' diventassimo una cosa sola.
Quando il suo cuore inizio' a battere forte contro il suo petto, non sapevo piu' cosa fosse giusto o sbagliato, desideravo soltanto averla. Senza farle male mi abbandonai completamente perche' il mio istinto facesse cio' che sapeva gia di saper fare, unirmi a lei nell' utimo modo che ancora ci mancava. Le sue gambe si mossero e tremarono, il suo respiro sul mio collo, dove posava baci rapidi, uno dopo l' altro, sussurrando di continuo il mio nome, quando spinsi piano verso di lei seppi che non avrei mai provato nient' altro di cosi' potente, persino piu' del suo sangue.
Entrai dentro di lei e fu un punto di non ritorno, qualcosa di talmente grande da non poter ignorare, emisi un ringhio basso e tormentato, mentre Bella ansimo' forte, eravamo uniti per sempre, una cosa sola. Mi mossi piano dentro di lei, i nostri corpi attraversati da scariche e tremori, il suo calore e il mio freddo, mi lasciai andare, facendo forza stavolta, e desiderandola ancora di piu, lei ansimo' ancora piu' forte...
"Edward....TI AMO", riusci' a dire prima che lasciandosi andare completamente a me ansimasse ancora, stringendomi sempre di piu'.
Le sensazioni provate quella notte portarono in me un nuovo cambiamento, Carlisle aveva ragione, era qualcosa di potente, magico, che aveva la capacita' di cambiarci in modo indissolubile, amavo Bella, l' amavo piu' di ogni cosa, piu' di me stesso, e grazie all' amore che lei ricambiava, ero cambiato, da una vita solitaria e piatta avevo ottenuto un amore capace di farm rinascere, provare gioia, essere sereno, ma ora, dopo essermi unito a lei, capii veramente quanto gli appartenessi, come sarebbe stato impossibile ritornare ad essere la persona che ero un tempo, come una farfalla che esce dal suo bozzolo, trasformata in qualcosa di bellissimo, io mi ero trasformato per lei, per la sua vita, per accoglierla e proteggerla per sempre.
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2 parte

Messaggio  ♥αℓι¢є ¢υℓℓєи 2и∂ тωιи♥ il Sab Mag 30, 2009 6:32 pm

Mi voltai verso di lei, dormiva, e sussurrava piano con le labbra semiaperte, sentivo ancora il sapore del suo seno sulle mie, cosi' dolce, irresistibile.
Le accarezzai il viso piano, temendo di svegliarla, sorrise nel sonno, e apri' leggermente gli occhi, guardandomi beata.
Le accarezzai il viso piano, temendo di svegliarla, sorrise nel sonno, e apri' leggermente gli occhi, guardandomi beata.

"Ciao...", lo disse piano, per non rovinare la quiete che regnava nella camera.
"Ciao amore", mi girai di fianco verso di lei, il gomito poggiato sul cuscino per osservarla attentamente, era bellissima, non era mai stata cosi' radiosa.
"Tutto bene? O ti stai lasciando assalire dai sensi di colpa come al solito?", nel dirlo si mise a ridere di gusto, prendendomi in giro.
"No, nessun senso di colpa, anche perche' sono riuscito a controllarmi", non era del tutto vero, anzi, non ero stato molto padrone di me stesso, ma almeno avevo evitato di mordere la sua pelle con i miei denti affilati e velenosi, si, ci ero riuscito, non le avevo fatto del male.
"Uhm, strano, pensavo gia di dovermi scusare per questa notte", come se lei si dovesse scusare con me, e non il contrario, ricordavo di averla stretta in una morsa troppo irruenta a volte, durante il nostro, come dire, incontro ravvicinato, ma evidentemente lei sembrava aver gradito.
"Non ti devi scusare di niente, forse sarei io quello che dovrebbe scusarsi. Come ti senti?", volevo sapere se davvero stesse bene e non avessi fatto nulla di sbagliato.
"Sto' perfettamente Edward, mai sentita cosi' bene", sorrise guardandomi con sguardo complice, e allungando una mano sotto le lenzuola, che erano scivolate dalle sue spalle fino a mostrare il suo seno bianco, che sotto la luce delle candele sembrava brillare.
"E tu, stai bene?", avvicinandosi sempre di piu', quasi che il suo corpo fu di nuovo premuto contro il mio, ci guardavamo negli occhi, e la sua mano passo' dai miei fianchi, sfiorandomi il ventre e poggiandosi delicata tra la mie gambe.
"Bella, non credo sia saggio", feci per spingerla via, era vero che ero riuscito a non ucciderla, ma non volevo giocare con la mia buona sorte.
Ma lei stavolta fu piu' veloce di me, mi venne sopra, ridendo allegra e solare.
Quella situazione mi sembrava ancora cosi' assurda, cosi' impossibile, se tempo fa mi avessero detto che sarebbe successa una cosa simile non ci avrei mai creduto, ero stato bravo a starle accanto, a sfiorarla il meno possibile per paura di rompere il suo corpo, e ora avevo fatto l' amore con lei senza ucciderla, e questo ancora mi sembrava impossibile, cosi' lontano dalla realta' che mi ero immaginato all' inizio.
"Voglio passare ancora un po' di tempo qui con te, e non ho voglia di dormire", si chino' sul mio viso, i suoi capelli lunghi sfioravano il mio petto, e inizio' a baciarmi il collo, con baci piccoli e teneri, quasi giocosi. Questo era solo l' inizio che poteva condurmi su una strada assai pericolosa.
"Bella, ti piace veramente cosi' tanto mettere in pericolo la tua vita?", mentre le sue labbra si poggiavano calde e sensuali sul mio petto.
"Uhm, si, ma tanto ci sei tu a proteggermi", e scese sempre piu' giu'.
"Lo sai che il mio autocontrollo non e' indistruttibile, quello che e' successo stanotte ne e' la prova", le afferrai il viso prima che potesse scendere ancora piu' giu', ed emisi un ringhio soffocato, alzando gli occhi, sentendo una scarica lungo la schiena.
"Il tuo autocontrollo non c' entra niente, stanotte non e' successo niente di strano, una normale luna di miele tra due neo sposini", e alzando il viso si poggio' sul mio petto guardandomi.
"Noi non siamo semplicemente due neo sposini", storsi leggermente la bocca, pensando a quanto sarebbe satto piu' semplice se non fossi stato un mostro, ma un normale essere umano, che non avrebbe avuto paura ad amarla completamente lasciandosi andare.
"Devi rovinare questo momento?", si acciglio', guardandomi ammusonita, mi fece ridere quella sua espressione corruciata.
"No, ci mancherebbe...Staro' buono, promesso", e le presi una ciocca di capelli rigirandomela tra le dita, assaporando il suo profumo.
Ogni mio momento di distrazione era fatale, Bella tento' ancora, alzandosi leggermente, fin quando non fu seduta sopra di me, le gambe divaricate in modo naturale, la sua pelle che premeva sulla mia.
"Voglio rifarlo", disse sicura di se.
"Bella ti prego, che fretta ce'?", iniziavo a diventare nuovamente nervoso, anzi preoccupato, mia moglie era assetata del mio corpo, e io la stavo respingendo.
"Nessuna fretta, ma meglio battere il ferro finche' e' caldo, perche' non ora?", cercava di essere furba, ma non avrei ceduto cosi'.
"Perche' invece non ti stendi qui vicino a me e la smetti di giocare con la tua vita? Sarebbe meglio per entrambi", feci per spostarla, ma si aggrappo' con le gambe a me, e le mani a stringere le mie braccia, distese lungo i miei fianchi.
"Non ho intenzione di spostarmi di un centimetro, quindi non provarci", il suo sguardo era serio, mi fissava negli occhi, e bastava solo quello per capire che intenzioni aveva. Era testarda come sempre, non sarebbe cambiata mai, e sorrisi pensandoci.
"Perche' sorridi?", era sospettosa ora, temeva sicuramente che stessi macchianndo qualcosa per distrarla.
"Nulla, notavo solamente quanto tu sia rimasta la solita testarda di sempre", il mio sorriso si allargo' vedendo le sue guance avvampare e tingersi di un invitante color pesca.
Era tutta la mia vita.
"Uff, Edward...", stacco' le mani dalle mie braccia, incrociandole sopra il petto, e sbuffando giro' il viso dall' altra parte.
"Hei...", con una mano gli sfiorai la guancia calda per farla voltare verso di me, voelvo che mi guardasse, volevo vedere i suoi occhi.
Quando si giro' qualcosa di luccicante le scendeva lungo le guance, stava piangendo silenziosa.
"Bella che ce'? Ti senti male?", feci per alzarmi, e mi misi seduto, abbracciandola stretta al mio petto, sentivo il bagnato delle sue lacrime scorrere sulla mia pelle.
"Si, mi sento male, perche' ti chiedo di rifare l' amore con me e tu mi respingi", il suono della sua voce ora era pieno di imbarazzo e risentimento.
Ecco, come al solito il mio stupido comportamento era la causa della sua sofferenza.
"Bella non ti ho respinto, se solo sapessi quanto sia complicato per me resisterti, vederti cosi', bellissima, perfetta, e sentire la tua pelle calda sopra la mia, capiresti, ho solo paura di farti del male", cercai i suoi occhi alzandole il mento, mi guardo' con gli occhi lucidi, ancora piu' irresistibili, non sapevo cosa fare per spiegarle la situazione senza offenderla.
"Edward, voglio solo fare l' amore con te, ancora", e un altra lacrima le scese veloce sul viso.
In quell' istante pensai che non desideravo altro accontentarla, perche' anche io la desideravo ancora e ancora, e misi da parte per un momento le mie preoccupazioni.
Le mie labbra raggiunsero veloci le sue, bramose di ritrovare il suo profumo, mentre le dischiudeva piano al contatto con le mie. Mi arresi lasciandomi andare all' indietro, e ricadendo sul letto con lei sopra di me, il suo corpo era cosi' leggero, delicato, che quasi non mi accorsi di averla sopra di me.
Ci baciavamo avidi l' uno dell' altra, il mio corpo mi tradi', mostrando quanto forte fosse il mio desiderio, e lei si sciolse sopra di me, allungandosi. Con una mano mi accarezzava il viso, con l' altra scopriva parti di me che fino ad allora erano sconosciute.
La strinsi forte alla base della schiena, mentre con l' altra accarezzavo il suo collo liscio e profumato.
Quando la sua mano inzio' a muoversi sicura sul mio intimo ringhiai, e lei sospiro' mentre un brivido le correva lungo tutto il corpo. Allora mi lasciai andare, ma non come la volta precedente, mi abbandonai completamente a lei, perche' non ero piu' capace di pensare, di agire, di resisterle.
Il mio respiro era un rantolo, il suo corpo una droga cui non potevo resistere, le sue mani una trappola dalla quale non potevo scappare. Le presi i fianchi e la tirati piu' su, con forza, e impazienza, dalla mia gola usciavano sibili di piacere.
"Sei irresistibile", le sussurrai, ma le mie parole sembravano scoordinate, sfuggivano alla realta', come me.
Poggio' entrambe le mani sul mio petto, per reggersi, le mie scivolarono giu' dalla sua schiena, seguendo quelle curve femminili cosi' morbide, e tremo'.
Abbasso' il suo viso, e con la lingua traccio' disegni sulla mia pelle, la sentivo calda scorrere piano su di me.
Chiusi gli occhi.
"Vuoi ancora che mi metta a dormire?", lo disse in tono serio e basso.
"Vuoi ancora che mi metta a dormire?", lo disse in tono serio e basso.
"Bella, fai silenzio per favore", e nel dirlo la spostai cosi' velocemente sotto di me che quasi non se ne rese conto, e sentii la sua schiena inarcarsi sotto di me quando con rabbia e impazienza entrai dentro di lei per la seconda volta.
Urlo' cosi' forte il mio nome che l' eco risuono' per tutta la casa, perdendosi fuori dalla vetrata aperta, nella notte.
Ero assetato come non mai, desideravo il suo corpo e nient' altro. Era il paradiso, tutte le mie preoccupazioni si erano disciolte, non potevo pensare ad altro se non al mio essere dentro di lei, i suoi tremori che scuotevano il mio corpo, giungendo fino a parti nascoste che in quel momento si completavano l' una con l' altra.
Morsi con troppa forza il suo collo quando il piacere raggiunse il culmine, e Bella si aggrappo' con rabbia al mio corpo.
Quando lentamente ci lasciammo andare alla deriva, tornai me stesso, rendendomi conto di cio' che avevo fatto.
Il mio respiro veloce, il mio tono di voce cupo...
"Bella, mi dispiace", la mia voce, rotta dai nostri tremiti, sembrava irriconoscibile.
Apri' gli occhi, il viso velato di sudore, arrossato e caldo.
"Sto bene", riusci' a dire dopo qualche minuto.
Vedevo i segni dei miei denti su di lei, presi forza e mi alzai piano da lei, che tremava, quando i nostri corpi si lasciarono fu come essere presi da una scossa elettrica, improvvisa e pungente. La guardai preoccupato e allo stesso tempo furioso con me stesso.
"Devo vedere la ferita Bella, alzati per favore", e l' aiutai mettendola seduta sul grande letto bianco.
Il suo respiro ancora irregolare, quasi quanto il mio.
Il morso non era profondo, ma avevo sentito il sapore del suo sangue scorrere sulle mie labbra, e poggiandole nuovamente sulla ferita mi accertai che non ci fossero tracce del mio veleno dentro di lei.
"Sto bene Edward", ripete' con piu' calma ora. I suoi occhi erano stanchi e allo stesso tempo rilassati.
"Non avrei dovuto", mi alzai raccogliendo i miei vestiti da terra, e feci per infilarmeli.
"Aspetta Edward...ti prego vieni a letto, lasciali li", era completamente scoperta, vedere il suo corpo non mi aiutava a trattenermi. Com' era possibile che avessi perso il controllo in quel modo?
"Bella non mi va di giocare", mi infilai i boxer, lanciando la maglietta sulla sedia vicino al como'.
"Scusa, voglio solo stringerti, mi comportero' bene ora", come se prima si fosse comportata male.
Mi stesi vicino a lei, tirando le lenzuola in modo da coprire le parti del suo corpo che mi avrebbero dato qualche problema a mantenere la concentrazione.
Si strinse forte a me, e la abbracciai cullandola dolcemente.
"Grazie...", disse all' improvviso, interrompendo i miei pensieri.
"Di cosa?".
"Di avermi accontentato", lo disse incerta, come se non fosse sicura delle parole.
"Non eri l' unica a sentire quel desiderio, quindi non devi scusarti".
"Davvero?", sembrava sorpresa.
"Certo, pensavi che non fosse cosi'?", possibile che non si rendesse conto? Anche ora, il mio sentire il suo corpo tra le mie braccia, era fonte di distrazione e desiderio.
"Non so cosa pensavo, non stavo pensando tanto", ammise imbarazzata.
Sorrisi a quelle parole, perche' era successo lo stesso a me.
"E' stato bellissimo", e sollevo' il viso dal mio petto per guardarmi.
"No, non e' stato bellissimo, e' stato straordinario", la corressi, baciandole i capelli e stringendola a me per farla addormentare.
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Re: Punto di non ritorno

Messaggio  ♥єsмє ¢υℓℓєи 1sτ τωιи♥ il Mer Giu 17, 2009 8:14 pm

oh mamma....questo è davvero spinto... Embarassed
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